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23 maggio 2020: C.P.S. del Piemonte uniti!

Assemblea Nazionale di Libera in videoconferenza

BELLE FACCE. Le dirette di Libera su Instagram!

Belle facce è il nuovo format di Libera. A partire da giovedì 7 maggio alle ore 17.30 sulla pagina Instagram dell’associazione.Uno spazio di incontro con curiosità, storie e aneddoti per raccontare la funzione civile e sociale attraverso delle dirette con personaggi della cultura, della musica, della letteratura, dello sport e della società civile.

Trentaminuti di chiacchierata con un occhio su quello che ci circonda, trentaminuti per raccontarsi con onestà e leggerezza con il desiderio di guardarci dentro e realizzare puntata, dopo puntata, una comunità di Belle facce all’insegna della speranza e di una ritrovata umanità.

Dal 7 maggio 2020 alle ore 17,30 sul profilo Ig di Libera. Vi aspettiamo!

#Giustaitalia. Patto per la Ripartenza

Roma, 30 aprile 2020

Comunicato Stampa

#Giustaitalia Patto per la Ripartenza

Scarica qui il manifesto con i 18 punti

 

Un manifesto con 18 proposte concrete rivolte al Governo e al Parlamento per una società nuova, libera da mafie e corruzione Diritti sociali, Trasparenza degli appalti, Sostegno alle imprese al centro delle azioni del manifesto presentato da Libera insieme ad associazioni, organizzazioni sindacali, rappresentanti di enti locali e del mondo delle imprese. Luigi Ciotti: “La lotta contro la pandemia può e deve essere anche l’occasione per risanare la nostra democrazia!
Un manifesto per far ripartire l’Italia uscendo dalla cultura dell’emergenza e affermando quelle delle regole. #Giustaitalia, un “Patto per la Ripartenza” fondato sull’etica della responsabilità promosso da Libera con Avviso Pubblico, Legambiente, Arci, Rete dei Numeri Pari, Rete della Conoscenza, Fuci, Centro Studi Pio La Torre, Cooperare con Libera Terra, Acsi, Us Acli, Cngei, Fondazione Interesse Uomo, Cgil, Cisl, Uil.
Diciotto proposte concrete rivolte al Governo e al Parlamento, perché ascoltino la voce della società civile, del mondo del lavoro, delle imprese, degli enti locali, di tutti coloro che, hanno a cuore la ripartenza del nostro Paese nella legalità e nella giustizia sociale. Diciotto proposte suddivise in tre aree strategiche per mettere al centro i diritti sociali, assicurare la trasparenza nella gestione degli appalti, prevedere la tracciabilità del sostegno alle imprese , applicando bene e senza scorciatoie le norme che già esistono; garantendo diritti fondamentali, come il lavoro, la casa, il reddito, l’istruzione e la salute; lottando contro tutte le forme di povertà, a cominciare da quella educativa che colpisce le giovani generazioni; recuperando gli oltre 100 miliardi di euro sottratti annualmente alla collettività dall’evasione fiscale, per sostenere la nostra economia e ridurre il carico fiscale alle famiglie italiane.
L’Italia – scrivono le associazioni nel Manifesto- può ripartire davvero, dopo il lungo isolamento a cui è stata costretta dalla pandemia del Covid 19, solo se non si commettono gli errori del passato. Quelli che hanno trasformato ogni emergenza, dai terremoti alla gestione dei rifiuti fino al dissesto idrogeologico, in una nuova opportunità di arricchimento e di crescita del potere delle mafie e, più in generale, di quei sistemi criminali fondati sul disprezzo delle regole, la corruzione, l’accumulazione illecita di profitti, che già condizionano la nostra democrazia.
Voci autorevoli, come la Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo , la Banca d’Italia e il ministero dell’Interno, hanno già segnalato i pericoli concreti a cui andiamo incontro, nella gestione degli appalti e delle risorse finanziarie. Mafie, corruzione, criminalità economica e ambientale sanno sfruttare l’allentarsi delle regole, in nome di una legittima urgenza ma approfittano anche dell’acutizzarsi delle povertà, per conquistare consenso sociale e riciclare i capitali accumulati illegalmente, anche attraverso l’usura.
““Giusta Italia”- commenta Luigi Ciotti, presidente nazionale di Libera- perché non basta “aggiustare”: bisogna ripristinare giustizia, altrimenti il cambiamento si ridurrà ad adattamento. Le mafie uccidono – e lo sapevamo – ma oggi scopriamo che anche la corruzione e la privatizzazione dei beni comuni possono essere strumenti di morte. Non sarebbe così alto il numero delle vittime della pandemia se avessimo avuto un sistema sanitario più forte, in grado di monitorare, proteggere e curare con tutti gli strumenti necessari. E prima ancora politiche sociali in grado di garantire quei diritti che stanno alla base di una democrazia viva: il lavoro, la casa e la scuola. È necessario considerare le politiche sociali come un investimento, un volano di sviluppo non un costo da contenere. Ecco allora il senso di “Giusta Italia”. Senso di un impegno per costruire un futuro davvero nuovo. Non scambiamo per futuro il ritorno a una normalità malata! La lotta contro la pandemia può e deve essere anche l’occasione per risanare la nostra democrazia!” Aumentare le risorse in dotazione al Fondo per la lotta alla povertà educativa; sospendere, o in alternativa, ridurre drasticamente gli affitti regolati dal mercato; bloccare le procedure esecutive di sfratto; estendere il reddito di cittadinanza e realizzare, al tempo stesso, la costituzione di un reddito di emergenza; istituire un fondo di 5 miliardi di euro a sostegno degli enti locali, per garantire servizi fondamentali per la coesione sociale,  investimenti e occupazione sui territori; regolarizzare tutti i lavoratori e le lavoratrici migranti presenti in Italia, ma attualmente sprovvisti di un regolare titolo di soggiorno. E ancora applicare gli strumenti di assegnazione, anche in situazioni di urgenza, già previsti dal Codice degli appalti, senza ulteriori deroghe; prevedere meccanismi di controllo preventivo e incrociato sulle imprese attraverso l’utilizzo sinergico delle banche dati; escludere da qualsiasi beneficio le imprese oggetto di procedimenti penali per reati gravi (associazione a delinquere di stampo mafioso, corruzione, frode, delitti ambientali etc.) e quelle che pagano le imposte nei paradisi fiscali, pur operando in Italia. Infine garantire la tracciabilità dei flussi di risorse finanziarie destinate alle imprese e del loro utilizzo coerente, con l’indicazione conti correnti dedicati e l’assegnazione di un codice identificativo. Sono queste le principali azioni messe al centro del manifesto per far ripartire il Paese. Un patto di assunzione di responsabilità collettiva, per presentare al Governo e al Parlamento un elenco di proposte concrete per rilanciare l’economia, abbattere le
disuguaglianze sociale, combattere le diverse forme di povertà. L’Italia può, e deve, raccogliere questa sfida.

XV Giornata della Memoria e dell’impegno rinviata a Ottobre

Tedofori di memoria. Verso il 21 marzo 2020.

Tappa piemontese sabato 22 febbraio 2020

Alle ore 15, in  via Roma a Torino!

Operazione Jackpot. Per la criminalità organizzata un businness “pulito”, grazie al gioco d’azzardo “legale”: 38 arresti.

Roma, 11/02/2020 – Operazione Jackpot.
Il “Re di Roma Nord”, Salvatore Nicitra (il boss con la pensione di invalidità) guadagnava più di un casinò imponendo le sue slot e gestendo un giro d’usura e uno di estorsioni, sempre collegate al gioco formalmente “legale”.

(…)
<< Dal gioco d’azzardo, al toto nero, dalle scommesse clandestine all’usura, alle estorsioni, circondati da un’aura d’impunità, sino al business “pulito” delle “macchinette” (come vengono chiamate gergalmente negli ambienti criminali le slot machine ed i videopoker), sino a creare un proprio business attraverso i giochi d’azzardo online, questi alcuni degli affari che Salvatore Nicitra aveva fatto suoi nel corso di 40 anni di carriera criminale.
Ma come funzionava il business delle slot machine? Semplice, il sistema adottatto dai sodali di Nicitra consisteva nell’affiancare al gioco legale (quello autorizzato dai Monopoli di Stato) altre attività del tutto illegali. Una vera e propria imposizione, che veniva attuata mediante il “metodo mafioso“.

Salvatore Nicitra, “rivela” inoltre “la sua strategia per eludere il fisco italiano, creando dei ‘sottobanco’, ovvero canali di gioco paralleli non ufficiali che si collegano a siti internet stranieri, al fine di continuare con le giocate in nero“. Si legge ancora nell’ordinanza. In sintesi, per ottenere il numero di sale desiderato, Nicitra approfitta del fatto che i principali attori nello specifico settore del gioco d’azzardo, in passato, sono stati suoi collaboratori: “…Capito qual è la forza mia …. sono abbinato con tutti i rappresentanti dei siti più importanti che ci sono in Italia eh! e questi rappresentanti hanno lavorato tutti con me con i virtuali…” e comunque, si sottolinea nell’ordinanza, può fare leva sulla forza di intimidazione e sul conseguente assoggettamento che ne deriva verso tutti.

La banda di Nicitrà poi provvedeva a reinvestire il denaro guadagnato attraverso dei prestanome o fiduciari, in società e beni immobili, oggeto di sequestro da parte della magistratuira con un tesoretto di circa 15 milioni di Euro.
Dunque un vero e proprio boss, che ha attraversato 4 decenni della Roma criminale. Un prestigio che gli è costato la contestazione dell’aggravante mafiosa, contestata nel corso dell’Operazione Jackpot conclusa da Carabinieri e DDA ai 37 “soldati” del Re di Roma Nord.>>

Leggi la notizia completa su:
http://www.romatoday.it/cronaca/

Inaugurazione della bottega di Natale ad Alessandria, con i prodotti di Cascina Saetta!

Dall’11 al 24 dicembre!

 

 

“La Repubblica d’Europa”, martedì 12 novembre a Gavi e Alessandria

“La Repubblica d’Europa” è un libro-manifesto per affermare la necessità di ripensare il presente ed è stato scritto da Isagor, nome di un consorzio che raccoglie otto voci, acronimo del motto gramsciano Istruitevi, Agitatevi, Organizzatevi.

Isagor è: Maria Chiara Giorda, docente universitaria a Roma 3; Luca Mariani, giornalista; Sara Hejazi, ricercatrice; Anna Mastromarino, docente universitaria, costituzionalista; Davide Mattiello, presidente Fondazione Benvenuti in Italia; Marco Omizzolo, sociologo, responsabile scientifico di In Migrazione, presidente di Tempi Moderni e ricercatore Eurispes; Leonardo Palmisano, scrittore e giornalista, presidente della Coop editoriale Radici Future; Francesca Rispoli, già Ufficio di Presidenza di Libera.

Davide Mattiello presenterà il libro martedì 12 novembre alle 18.30 a Gavi (AL) presso la Libreria AUT di Via Goffredo Mameli, 9, e alle 21 ad Alessandria presso la Casa di Quartiere di via Verona 116.

Ci ha lasciato Luigia Pantano, vedova del giudice Antonino Saetta e madre di Stefano

Ci ha lasciato Luigia Pantano, vedova del giudice Antonino Saetta e madre di Stefano.

Alla memoria di Antonino e Stefano Saetta è stato battezzato il primo bene confiscato alle mafie in provincia di Alessandria (Cascina Saetta a Bosco Marengo) e a Stefano Saetta è intitolato il Presidio locale di Libera ad Acqui Terme, dove Stefano nacque e dove Luigia e Antonino vissero i primi felici anni della loro giovane famiglia.

Luigia Pantano (Gina) e la figlia Gabriella furono nostre ospiti nel settembre del 2013.  Proprio del periodo vissuto ad Acqui, tra il 1955 e il 1960, la signora Gina ci disse di aver conservato alcuni dei più bei ricordi della sua vita di giovane sposa e giovane madre. Il marito Antonino e il figlio Stefano furono poi uccisi, assieme, in un agguato mafioso in Sicilia, il 25 settembre 1988.

La vicinanza di Libera Alessandria ai figli Gabriella e Roberto e a tutta la famiglia Saetta.

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