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Un laboratorio per progettare il riutilizzo dei beni confiscati

Dopo Torino, la provincia di Alessandria è quella che conta la presenza del maggior numero di beni confiscati alla criminalità nel suo territorio. Il tema del riutilizzo dei beni confiscati è, e sarà sempre di più, un tema fondamentale per gli enti locali e per il tessuto associazionistico provinciale. Per questo l’associaizone Parsifal, che da tempo gestisce Cascina Saetta, il primo bene riutilizzato nella nostra provincia, ha organizzato un laboratorio di progettazione collaborativa.

Il corso si svolgerà sabato 11 dicembre presso la sala consiliare del comune di Bosco Marengo, in orario 10.45 – 12.30.

Il laboratorio è aperto a tutte e tutti gli appartenenti alle reti associative. La proposta di laboratorio nasce dall’esperienza fatta da Augusta Cavigliasso (curatrice del progetto) relativa al percorso di formazione per tutor di progettazione partecipata e democrazia deliberativa, insieme ad un gruppo di operatori volontari di servizio civile del Comune di Alessandria. Con l’aiuto di un Canvas model, strumento di progettazione collaborativa, sono state elaborate alcune suggestioni molto interessanti sull’utilizzo dei beni confiscati e in generale per i beni comuni. Durante l’incontro, i giovani operatori volontari illustreranno i contenuti del canvas. L’obiettivo è la condivisione, nell’ottica di un lavoro di rete che consenta di dare voce a tutti e tutte, sul tema della restituzione e gestione dei beni. Questo momento sarà un utile confronto per progettare insieme alle associazioni e agli enti locali.

Per partecipare alla mattinata è necessario essere in possesso di green pass e iscriversi utilizzando questo link, anche da smartphone: https://form.jotform.com/213253567748363

abstract:
Cosa: laboratorio di progettazione collaborativa
Dove: sala consiliare del Comune di Bosco Marengo, Via San Pio 5.
Quando: sabato 11 dicembre 2021 ore 10.45-12.30
organizzatore: Associazione APS Parcival
referente: Augusta Cavigliasso
Info line: 335 1984355

Assemblea provinciale di Libera, rinnovate le cariche

Si è svolta sabato 20 novembre presso la Casa di Quartiere di Alessandria l’assemblea provinciale di Libera, la rete di associazioni antimafia fondata da Don Ciotti.

Numerosa la partecipazione da parte degli aderenti all’associazione e da parte dei referenti delle altre associazioni presenti nel territorio.

All’assemblea ha partecipato Maria Josè Fava, referente regionale di Libera. La coordinatrice provinciale Paola Sultana ha relazionato sullo “stato di salute” di Libera a livello provinciale, e all’impegno per i prossimi mesi. Tra i punti più importati la lotta al gioco d’azzardo, dopo la nuova liberalizzazione voluta dalla giunta regionale, il monitoraggio dei numerosi beni sequestrati alla criminalità organizzata in provincia, la formazione sui temi della responsabilità sociale, il monitoraggio dei fondi del Pnrr. “Attenzione: quando arrivano i soldi, arriva la mafia”, ha detto Maria Josè Fava.

L’assemblea ha confermato il coordinamento di Paola Sultana, che sarà ora affiancata in questo ruolo da Fabio Lenti, il giovanissimo (18 anni) fondatore del presidio studentesco presso la scuola Saluzzo Plana di Alessandria.

Rinnovata anche la segreteria provinciale e affidati i compiti all’interno della struttura provinciale. Augusta Cavigliasso e Valentina Avvento si occuperanno dei rapporti con la scuola e la formazione, Carlo Piccinini e Rosangela Conte dei beni confiscati, Andrea Vignoli e Giulia Vuillermoz della comunicazione, Anna Bisio del tesseramento.

Martedì 26 ottobre a Bosco Marengo il punto sui beni confiscati alla criminalità organizzata

Il comune di Bosco Marengo, unitamente a Libera, la rete di associazioni antimafia, e l’associazione Parcival, organizzano per martedì 26 ottobre alle ore 11.00 presso il complesso monumentale di Santa Croce, un incontro sui beni confiscati alla criminalità organizzata presenti sul territorio della Provincia di Alessandria e sulle prospettive per il loro riutilizzo sociale.

All’incontro, che si terrà nella sala Gorbacev del complesso monumentale di Santa Croce, interverranno Francesco Zito, Prefetto di Alessandria, Gianfranco Gazzaniga Sindaco del Comune di Bosco Marengo, Simona Ronchi Direttore dell’Agenzia Nazionale dei Beni Sequestrati e Confiscati, sede di Milano, Paola Sultana referente provinciale di Libera, Carlo Piccini, referente del bene confiscato di Bosco Marengo, Rosangela Conte, Presidente dell’associazione Parcival che ha in gestione “Cascina Saetta”.

Il sig. Prefetto illustrerà l’attività svolta dallo “sportello informativo e di orientamento” attivato presso la Prefettura nel mese di luglio in collaborazione con l’UPO – Dipartimento di Studi Giuridici, politici, economici e sociali. Simona Ronchi interverrà sul ruolo e le funzioni della sua agenzia.

L’incontro sarà anche l’occasione per fare il punto sul riutilizzo di Cascina Saetta, il primo bene confiscato e riutilizzato in provincia di Alessandria.

L’iniziativa è rivolta in particolare ai Comuni ed agli Enti del Terzo Settore e del privato sociale che sono i soggetti direttamente interessati nel procedimento di assegnazione e riutilizzo sociale dei beni confiscati.

Chi volesse  intervenire è pregato di  comunicare la partecipazione entro il 25 ottobre  al numero telefonico 0131299342 o all’indirizzo mail info@comune.boscomarengo.al.it.

L’ingresso è consentito solo se in possesso di Green Pass.

‘Ndrangheta, maxi confisca per Sofio e Grutteria

Il Tribunale di Reggio Calabria ha disposto la confisca dei beni riconducibili a Orlando Sofio e Marianna Grutteria: l’intero capitale sociale e patrimonio aziendale di un’impresa operante nel settore delle pulizie industriali e civili, di un fabbricato e di un terreno siti in provincia di Alessandria, nonché di conti correnti, beni mobili registrati e posizioni finanziarie riconducibili agli interessati per un valore complessivo di 2 milioni di euro.

I due novesi (Orlando è di Novi, Grutteria di Serravalle) erano stati arrestati nel 2016 nell’ambito dell’operazione Alchemia che aveva svelato le trame della cosca Raso-Gullace-Albanese sul nord-est.

Orlando era stato ritenuto l’uomo di fiducia del boss Carmine Gullace nel nord italia. Entrambi di origine calabrese, Sofio e Grutteria sono stati condannati nel luglio 2020 per associazione a delinquere semplice, senza l’aggravante mafiosa, nel processo “Alchemia”. A Sofio sono stati inflitti 5 anni e 3 mesi di carcere, mentre alla sua compagna 3 anni di reclusione.

I pm hanno fatto appello perché secondo la Divisione investigativa Antimafia i due imputati dovrebbero essere condannati anche con l’aggravante dell’associazione mafiosa perché ritenuti organici alle cosche Raso-Gullace-Albanese e Gagliostro-Parrello. Orlando Sofio avrebbe gestito le imprese riconducibili alla ‘ndrangheta ed era considerato dalla Dia l’accompagnatore e “telefonista” del boss Carmelo “Nino” Gullace, mentre la Grutteria sarebbe stata, secondo gli inquirenti, a completa disposizione delle cosche di Palmi.

Con Libera a Bosco Marengo la pastasciutta antifascista

Il 25 luglio del 1943, a seguito della riunione del Gran Consiglio del Fascismo, Mussolini viene destituito e arrestato. Dopo 21 anni terminava il governo del Partito Fascista. Il Re designò il Maresciallo dell’esercito Pietro Badoglio come nuovo capo del governo.

I Cervi non vennero immediatamente a conoscenza della notizia della caduta di Mussolini perché impegnati nei campi, ma fu sulla via del ritorno a casa che incontrarono numerose persone in festa.

Sebbene sapessero che la guerra non era davvero terminata, decisero di festeggiare comunque l’evento, un momento di pace dopo 21 anni di dittatura fascista. Si procurarono la farina, presero a credito burro e formaggio dal caseificio e prepararono chili e chili di pasta.

Una volta che questa fu pronta, caricarono il carro e la portarono in piazza a Campegine pronti a distribuirla alla gente del paese. Fu una festa in piena regola, un giorno di gioia in mezzo alle preoccupazioni per la guerra ancora in corso.

Pochi mesi dopo, i fascisti della repubblica di Salò fucilarono i sette fratelli Cervi: Gelindo, Antenore, Aldo, Ferdinando, Agostino, Ovidio ed Ettore. Avevno un’età compresa tra i 42 e i 22 anni.

Da allora, il giorno in cui ricorre l’anniversario della caduta del fascismo, la grande pastasciuttata della famiglia Cervi si rinnova, per ricordare e celebrare i valori dell’antifascismo.

Il 25 luglio, grazie a Libera, all’associazione Parsifal e all’Anpi, la pastasciutta antifascista avrà luogo anche a cascina Saetta, il bene sequestrato alle mafie a Bosco Marengo.

L’ingresso sarà ad offerta, e la pasta sarà quella a marchio Libera Terra, coltivata su terreni confiscati alla criminalità mafiosa. La pasta sarà servita con il tradizionale condimento a base di burro e parmigiano, e anche con il pesto di cavolo nero e noci oil pesto di cipollina e nocciole, prodotti a marchio Cascina Saetta perché realizzati con le verdure coltivate nell’impianto acquaponico della cascina. La cena sarà servita a partire dalle 20, per informazioni e prenotazioni 335.7771549 oppure geoales@libero.it

Al teatro della Juta si ricorda Paolo Borsellino

A 29 anni esatti, 19 luglio 1992, dalla scomparsa di Paolo Borsellino il Teatro della Juta di Arquata Scrivia propone uno spettacolo per non dimenticare e continuare a lottare.

Uno spettacolo che racconta,con la delicatezza e il rispetto dovuti, la vita del magistrato Borsellino attraverso la descrizione dell’uomo Paolo, un uomo tutto d’un pezzo, che non accetta compromessi, dal forte rigore morale. Un uomo semplice, diventato eroe, il cui lavoro però non è ancora finito.

E’ una storia di parole, fatti, speranze, delusioni, numeri. Numeri che raccontano i kg di tritolo, i mafiosi condannati grazie al lavoro di Paolo e di Giovanni Falcone. Dopo la morte dell’amico e collega il coraggio è ciò che spinge,nonostante la paura, il giudice Paolo Borsellino a compiere fino in fondo il proprio dovere di magistrato e di uomo, perché pubblico e privato si contaminano sempre nella sua vita: i pensieri del giudice si rispecchiano in quelli dell’uomo e viceversa. Ricordi degli amici e colleghi perduti in questa dolorosa, ma necessaria battaglia.

E’ una storia fatta di parole e suoni, musiche e immagini. Lo spettacolo si svolgerà presso la Nuova Arena del Teatro della Juta di Arquata Scrivia. In caso di maltempo gli spettacoli si volgeranno all’interno. Ingresso 8 euro.

Prima dello spettacolo, sarà fatta una breve introduzione da parte dei volontari di Libera, la rete di associazioni antimafia.

“Pensa alla salute”: poche le risposte arrivate dalla Regione Piemonte

“Pensa alla salute”, è la campagna lanciata da Libera Piemonte nel dicembre del 2020, rivolta alle Istituzioni regionali per ottenere la totale trasparenza e fruibilità dei dati relativi alla spesa pubblica regionale durante l’emergenza Covid e di quelli inerenti alla costruzione dei nuovi Parchi e Città della Salute.

Sono passati ormai 8 mesi dal suo lancio, nonostante una serie di interlocuzioni con la Regione Piemonte, poche risposte sono state fornite sul lato spesa COVID-19.

La Regione, infatti, non ha saputo, o comunque non è riuscita a ricostruire, la totalità della spesa pubblica regionale in coerenza con le risorse messe a base d’asta per affrontare l’emergenza sanitaria.

Ad oggi, abbiamo ottenuto solo la rendicontazione chiara e comprensibile dei 21 milioni di euro raccolti da fondi privati e destinati alla sanità.

Se per fondi privati oggi possiamo sapere come sono stati investiti, non possiamo dire lo stesso per quelli pubblici. Le risorse pubbliche messe a base d’asta e destinate al Piemonte per fronteggiare le esigenze sanitarie – di natura straordinaria e derivanti dall’emergenza Covid-19 – sono naturalmente molto elevate e raggiungono quota 1,4 miliardi di euro.

Nonostante le diverse richieste inoltrate alla Regione, i diversi momenti di confronto e incontro, nessuna risposta completa di analisi e di quadro univoco di spesa è stata fornita.

I dati raccolti dalle stazioni appaltanti non sono completi e correttamente indicizzati, e questo ha messo purtroppo le regione non in condizione di verificare puntualmente la destinazione dei fondi. Si tratta di una gravissima mancanza organizzativa. Senza una specifica targhettizzazione Covid la ricostruzione della spesa, al momento, sembra essere un compito irraggiungibile.

La cosa certa è che noi, cittadine e cittadini, non riusciamo a ricostruirlo con i dati in possesso.

Gli esiti ottenuti ci protano a dire che manca la volontà di andare oltre gli obblighi normativi (non sempre soddisfatti) al fine di ottenere una fruibilità davvero integrale, coerente ai principi della normativa della prevenzione della corruzione. L’incapacità di ricostruire la spesa sostenuta rende complesso valutare come si sia effettivamente gestita l’emergenza pandemica non solo dall’esterno, ma anche come autovalutazione dell’ente rispetto alla situazione, strumento utile a orientare le decisioni anche per il futuro.

Nonostante le risposte alle nostre istanze non siano arrivate, non ci siamo scoraggiati. Convinti dell’importanza di ricostruire la spesa destinata al Covid, abbiamo attivato un lavoro di monitoraggio civico.

Con un gruppo di volontari del settore Common del Gruppo Abele e di Libera abbiamo passato in rassegna i dati pubblicati, delle quasi 80 stazioni appaltanti, che devono renderli pubblici per adempiere alle norme anticorruzione.

Il lavoro di ricerca non ha portato, però, a ricostruire la destinazione dei 1,4 miliardi arrivati in Piemonte per fronteggiare l’avanzata della pandemia nella nostra Regione.

Considerati il lavoro di analisi e le problematiche riscontrate nella ricostruzione dei flussi di spesa avanziamo alcune proposte per evitare che situazioni simili si ripetano in futuro e per garantire un’amministrazione della Sanità realmente trasparente e di facile lettura, per tutti.

1) Per le emergenze, incluse quelle sanitarie come lo è stata quella COVID-19, lo Stato dovrebbe organizzare una raccolta dati collettiva e semplificata, per evitare che nelle deroghe al codice dettate dall’emergenza si generi confusione e con essa aumenti il rischio corruttivo.

2) Anche in assenza della promessa centralizzazione e riduzione del numero delle stazioni appaltanti, la Regione dovrebbe poter condurre e raccontare un controllo più sostanziale che formale.

3) Occorrerebbe che si lavorasse insieme, Enti pubblici e organizzazioni della società civile, per generare tavoli di confronto e lavoro comune sui dati pubblici al fine di rispondere al meglio a domande di trasparenza che arrivano dal basso

“Pensa alla salute” non si fermerà e continuerà il suo percorso di monitoraggio, di collaborazione con gli enti pubblici, di richiesta di un portale della trasparenza per i parchi e città della salute e di patti di integrità per arginare interessi corruttivi e mafiosi che possano interferire sul diritto alla salute dei cittadini piemontesi.

Dieci passi verso la legalità

In occasione del decimo anniversario del Progetto podistico-turistico-culturale “Uniamo la Provincia”, promosso da Uisp e Libera, avrà luogo l’incontro “Dieci passi verso la legalità” volto a ricordare l’importante gesto civico avvenuto nel 2011.

In quell’anno, i podisti si misero in azione per un progetto molto ambizioso: in 60 giorni di corsa toccarono tutti i 190 Comuni della Provincia di Alessandria.

I fondi raccolti da “Uniamo la Provincia” furono destinati alla ristrutturazione di Cascina Saetta, il primo bene confiscato in Provincia di Alessandria presso il comune di Bosco Marengo. Un piccolo immobile il cui recupero sociale e produttivo rappresenta il simbolo di una risposta ferma, inequivocabile e trasversale di tutto il territorio alla mafia.

Oggi Cascina Saetta ospita un impianto didattico di acquaponica ed è gestita dall’associazione Parcival, che promuove la partecipazione civica nella provincia.

Sabato 26 giugno una rappresentanza degli appassionati che 10 anni fa “fecero l’impresa” si ritroveranno a Bosco Marengo, per una corsa simbolica dalla sede comunale a Cascina Saetta, che oggi ha nuova vita grazie anche al loro impegno di 10 anni fa.

Ecco il programma dell’evento:

• Ore 10.30 ritrovo presso il Comune di Bosco Marengo, con saluto del Sindaco Gianfranco Gazzaniga

• Ore 10.40 piccola corsa (3 km circa) in sicurezza verso Cascina Saetta

• Ore 11: Arrivo e accoglienza da parte dei volontari di Libera, la rete di associazioni antimafia

E!state Liberi!, a Bosco Marengo il campo antimafia

Anche quest’anno la rete di associazioni antimafia di Libera organizza su tutto il territorio nazionale i campi estivi per giovani. In provincia anche quest’anno ci sarà quello organizzato presso cascina Saetta di Bosco Marengo, il primo – e per oraunico – bene confiscato alla mafia e definitivamente adibito a destinazione sociale.
I campi sono rivolti a giovani dai 18 anni in su e avranno luogo in quattro periodi: dal 10 al 14 luglio, dal 14 al 18 luglio, dal 21 al 25 agosto e dal 25 al 29 agosto.
Il campo, in modalità anticovid, sarà non residenziale e il costo di partecipazione è fissato in 65€ a persona.
A Bosco Marengo nel 2011 è stata individuata e colpita una “locale” di ‘ndrangheta con diramazioni in tutto il Basso Piemonte (operazione Maglio-Albachiara).
Il campo E!State Liberi! unisce l’Associazione Amici di Santa Croce, il Parco regionale Fluviale del Po e dell’Orba, l’Associazione Parcival e Libera, con una proposta articolata su tre esempi di impegno e tutela dei beni comuni: Complesso Monumentale di Santa Croce, Riserva Naturale del Torrente Orba e Cascina Saetta.
Dall’estate 2016 presso Cascina Saetta è stato allestito un impianto sperimentale e didattico di Acquaponica, tecnologia che coniuga la coltura idroponica con l’itticoltura, nel totale rispetto della coltura ed allevamento biologici, senza pesticidi, senza concimi e a totale ricircolo d’acqua.
Il Complesso Monumentale di Santa Croce, anche grazie al “gemellaggio”con Cascina Saetta, si è classificato nel 2017 al primo posto in Italia come “Luogo del cuore” del FAI – Fondo Ambiente Italiano.
Il campo, organizzato in forma non residenziale, sarà l’occasione per conoscere il territorio attraverso l’impegno concreto sui beni confiscati e i beni comuni, e conoscendo storie e testimonianze sui temi della lotta alle mafie – con una particolare attenzione alla loro penetrazione nelle regioni del Nord Italia – della giustizia sociale e ambientale, sui temi dei diritti quale strumento fondamentale per costruire una società libera dalle mafie.
Tra le realtà che organizzano l’iniziativa, un ruolo importante è quello dell’associazione APS Parcival: nata nel 2010, promuove e sostiene la partecipazione collettiva, creativa e responsabile di bambini, adolescenti e giovani, giovani coppie e adulti negli ambienti di vita in cui essi si trovano, diffondendo i valori e le pratiche della cittadinanza attiva, dell’antimafia sociale con azioni concrete.
Le attività del campo E!State Liberi! a Bosco Marengo sono state ri-progettate per adattarsi alla situazione sanitaria: il campo è quindi organizzato in forma non residenziale. Durante 5 giorni al mattino e al pomeriggio, i luoghi centrali del campo saranno il Complesso Monumentale di Santa Croce (che ospiterà nella grande sala delle conferenze i momenti di formazione), il Parco dell’Orba e Cascina Saetta. I partecipanti conosceranno, vivranno e sosterranno con il loro impegno questi due esempi di beni comuni – artistico e sociale – e potranno dare il loro contributo al loro sviluppo attraverso momenti di formazione, di incontro e di lavoro volontario assieme alle associazioni e alle cooperative del territorio. In questa edizione verrà posto l’accento su due temi: il Giornalismo d’inchiesta e il caporalato. I moduli formativi saranno anche orientati al riconoscere e comprenderela ristrutturazione mafiosa in periodo di crisi economica e sociale, un’occasione di lettura di quel che ci circonda e in cui siamo immersi, un punto di contatto con un ambito della realtà spesso sommerso e dimenticato, ma in cui le mafie traggono potere e linfa vitale. Non mancheranno le uscite sul territorio e nei dintorni di Alessandria, dalla visita all’Associazione San Benedetto al Porto fondata da Don Andrea Gallo, ai monti della Val Borbera e alle bellissime strette di Pertuso in compagnia dell’Anpi, sito di Memoria della lotta partigiana sull’Appennino ligure-piemontese.

Attività manuali previste:
Tra le attività manuali previsti la pulizia, la manutenzione del verde, della serra e delle vasche, la manutenzione ordinaria presso Cascina Saetta, pulizia e diserbo nei chiostri del Complesso Monumentale di Santa Croce. Turni nelle attività di allevamento e coltivazione acquaponica. Collaborazione volontaria con i Guardiaparco dell’area protetta del Torrente Orba.

Per maggiori informazioni https://www.libera.it/schede-1650-campo_per_singoli_a_bosco_marengo

Legge per il Contrasto al Gioco d’azzardo Patologico. La maggioranza in Consiglio Regionale si prepara a smantellarla. Il “NO” delle realtà che da anni si battono contro la dipendenza da gioco d’azzardo, il sovraindebitamento e le mafie.

La maggioranza in Consiglio Regionale del Piemonte accelera sulla modifica della legge 9/2016, approvata nella scorsa consiliatura all’unanimità, per contrastare il Gioco d’azzardo patologico.

Nella riunione dei Capigruppo è stato stabilito di calendarizzare in Aula la discussione della proposta di legge, a prima firma Claudio Leone che, di fatto, smantella totalmente quella del 2016. La scelta della Capigruppo bypassa la discussione nelle commissioni e la porta direttamente in Consiglio.

Un brutto segnale che ha come effetto diretto l’esclusione dalle audizioni dei rappresentanti della società civile, assicurata dal Presidente del Consiglio Regionale Allasia, a seguito della mobilitazione del giugno 2020 in difesa degli effetti positivi dell’impianto normativo approvato solo 5 anni fa.

Non tiene inoltre in alcun conto delle risultanze convergenti – presentate in audizione con le Commissioni consiliari regionali nelle scorse settimane – di tutte le analisi scientifiche svolte con rigore e sulla base di dati oggettivi forniti dai Monopoli di Stato da parte del Consiglio Nazionale delle Ricerche, dell’Istituto di Ricerche Economiche e Sociali per il Piemonte, dell’Osservatorio Epidemiologico delle Dipendenze del Piemonte, del Dipartimento Patologia delle dipendenze dell’ASL TO3 e dell’Osservatorio del Mercato del Lavoro regionale, che dimostrano in modo inoppugnabile l’efficacia preventiva e di contrasto della Legge, senza un significativo impatto sul versante occupazionale.

Ancor peggio, l’iter di discussione in aula potrebbe vedere il contingentamento dei tempi, in modo da superare velocemente gli emendamenti che verranno probabilmente presentati. Un’urgenza incomprensibile, in un periodo di emergenza sanitaria, che blocca le attività del parlamento piemontese fino all’approvazione della nuova proposta di legge.

Continuiamo a opporci alla modifica perché riteniamo che quella in vigore sia una buona legge, capace, come ampiamente dimostrato, di produrre ottimi risultati, negli anni della sua applicazione, risultati che hanno portato il Piemonte all’avanguardia in Italia sul fronte della riduzione della dipendenza dall’azzardo.

La modifica “Leone” è un’abrogazione totale della 9/2016, nonostante essa abbia permesso di contrastare il gioco d’azzardo patologico, il sovraindebitamento e il riciclaggio delle mafie nel settore. Azzerarla, in un momento di crisi economica, aumenterebbe esponenzialmente l’offerta del gioco e la possibilità per i piemontesi di cadere nella falsa speranza di risolvere i problemi attraverso l’azzardo.

L’azione di smantellamento si fonda sull’eliminazione della cosiddetta “retroattività” (l’applicazione del criterio delle distanze dai “luoghi sensibili” anche agli esercizi con licenze antecedenti la Legge, quasi tutti…) e sulle limitazioni di orario di funzionamento degli apparecchi automatici di gioco, disposte dai Comuni, asserendo che queste misure:

  1. avvantaggerebbero il gioco illegale, gestito dalle organizzazioni mafiose
  2. avrebbero creato una crisi occupazionale nel settore del gioco in denaro.

Elementi che, a nostro avviso, non trovano riscontro nei dati disponibili.

Sul primo punto, infatti, non esistono evidenze scientifiche e/o giudiziarie che manifestino un effetto sostituzione da parte del crimine organizzato nel settore degli apparecchi automatici di gioco.

Sul secondo punto, quello relativo agli ipotetici effetti nefasti sull’occupazione, sottolineiamo come la legge 9/2016 prevedesse congrui periodi di differimento di entrata in vigore del cosiddetto “distanziometro”:

1 anno e mezzo per bar e tabacchi,

3 anni per le sale giochi con licenza antecedente il 1 gennaio 2014

(addirittura) 5 anni, per quelle sale slot con licenza successiva a quella data. Termine quest’ultimo che scade il prossimo mese.

I dati dell’Osservatorio del Mercato del Lavoro regionale presentati in audizione poche settimane orsono dimostrano la stabilità dei livelli occupazionali nel settore, sia per quanto riguarda gli esercizi generalisti (tabacchi, bar…) che per quanto riguarda gli esercizi dedicati in via esclusiva al gioco in denaro.
Nonostante ciò, nella consapevolezza delle eventuali future ricadute occupazionali conseguenti all’applicazione completa dell’attuale legge, chiediamo che si cerchino soluzioni virtuose, in linea con l’art. 41 della Costituzione, dove si ribadisce che la libera iniziativa privata «non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana». Ricordiamo a questo riguardo che sono ora a disposizione ingenti risorse per il sostegno economico e di riconversione produttiva.

 

Chiediamo quindi alla maggioranza del Governatore Alberto Cirio di non procedere con quest’opera di smantellamento della legge 9/2016, di mantenere le promesse fatte mesi fa e di ascoltare le ragioni delle realtà che da anni si battono contro il gioco d’azzardo patologico, il sovraindebitamento, e le mafie.

Difendiamo gli effetti di una buona legge e non accettiamo che si scommetta sulla salute dei piemontesi.

 

Acli

Commissione regionale Pastorale sociale e del lavoro Piemonte e VdA

Avviso Pubblico

Libera Piemonte

Gruppo Abele

SIDT Società Italiana Tossicodipendenze

FederConsumatori Piemonte

La Scialuppa CRT Onlus

Fondazione San Matteo. Insieme Contro l’usura Onlus

Movimento Focolari Piemonte

Slot Mob.

Azione Cattolica Piemonte e VdA

Cittadinanzattiva del Piemonte

Comunità Cenacolo