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Con Libera a Bosco Marengo la pastasciutta antifascista

Il 25 luglio del 1943, a seguito della riunione del Gran Consiglio del Fascismo, Mussolini viene destituito e arrestato. Dopo 21 anni terminava il governo del Partito Fascista. Il Re designò il Maresciallo dell’esercito Pietro Badoglio come nuovo capo del governo.

I Cervi non vennero immediatamente a conoscenza della notizia della caduta di Mussolini perché impegnati nei campi, ma fu sulla via del ritorno a casa che incontrarono numerose persone in festa.

Sebbene sapessero che la guerra non era davvero terminata, decisero di festeggiare comunque l’evento, un momento di pace dopo 21 anni di dittatura fascista. Si procurarono la farina, presero a credito burro e formaggio dal caseificio e prepararono chili e chili di pasta.

Una volta che questa fu pronta, caricarono il carro e la portarono in piazza a Campegine pronti a distribuirla alla gente del paese. Fu una festa in piena regola, un giorno di gioia in mezzo alle preoccupazioni per la guerra ancora in corso.

Pochi mesi dopo, i fascisti della repubblica di Salò fucilarono i sette fratelli Cervi: Gelindo, Antenore, Aldo, Ferdinando, Agostino, Ovidio ed Ettore. Avevno un’età compresa tra i 42 e i 22 anni.

Da allora, il giorno in cui ricorre l’anniversario della caduta del fascismo, la grande pastasciuttata della famiglia Cervi si rinnova, per ricordare e celebrare i valori dell’antifascismo.

Il 25 luglio, grazie a Libera, all’associazione Parsifal e all’Anpi, la pastasciutta antifascista avrà luogo anche a cascina Saetta, il bene sequestrato alle mafie a Bosco Marengo.

L’ingresso sarà ad offerta, e la pasta sarà quella a marchio Libera Terra, coltivata su terreni confiscati alla criminalità mafiosa. La pasta sarà servita con il tradizionale condimento a base di burro e parmigiano, e anche con il pesto di cavolo nero e noci oil pesto di cipollina e nocciole, prodotti a marchio Cascina Saetta perché realizzati con le verdure coltivate nell’impianto acquaponico della cascina. La cena sarà servita a partire dalle 20, per informazioni e prenotazioni 335.7771549 oppure geoales@libero.it

Al teatro della Juta si ricorda Paolo Borsellino

A 29 anni esatti, 19 luglio 1992, dalla scomparsa di Paolo Borsellino il Teatro della Juta di Arquata Scrivia propone uno spettacolo per non dimenticare e continuare a lottare.

Uno spettacolo che racconta,con la delicatezza e il rispetto dovuti, la vita del magistrato Borsellino attraverso la descrizione dell’uomo Paolo, un uomo tutto d’un pezzo, che non accetta compromessi, dal forte rigore morale. Un uomo semplice, diventato eroe, il cui lavoro però non è ancora finito.

E’ una storia di parole, fatti, speranze, delusioni, numeri. Numeri che raccontano i kg di tritolo, i mafiosi condannati grazie al lavoro di Paolo e di Giovanni Falcone. Dopo la morte dell’amico e collega il coraggio è ciò che spinge,nonostante la paura, il giudice Paolo Borsellino a compiere fino in fondo il proprio dovere di magistrato e di uomo, perché pubblico e privato si contaminano sempre nella sua vita: i pensieri del giudice si rispecchiano in quelli dell’uomo e viceversa. Ricordi degli amici e colleghi perduti in questa dolorosa, ma necessaria battaglia.

E’ una storia fatta di parole e suoni, musiche e immagini. Lo spettacolo si svolgerà presso la Nuova Arena del Teatro della Juta di Arquata Scrivia. In caso di maltempo gli spettacoli si volgeranno all’interno. Ingresso 8 euro.

Prima dello spettacolo, sarà fatta una breve introduzione da parte dei volontari di Libera, la rete di associazioni antimafia.

“Pensa alla salute”: poche le risposte arrivate dalla Regione Piemonte

“Pensa alla salute”, è la campagna lanciata da Libera Piemonte nel dicembre del 2020, rivolta alle Istituzioni regionali per ottenere la totale trasparenza e fruibilità dei dati relativi alla spesa pubblica regionale durante l’emergenza Covid e di quelli inerenti alla costruzione dei nuovi Parchi e Città della Salute.

Sono passati ormai 8 mesi dal suo lancio, nonostante una serie di interlocuzioni con la Regione Piemonte, poche risposte sono state fornite sul lato spesa COVID-19.

La Regione, infatti, non ha saputo, o comunque non è riuscita a ricostruire, la totalità della spesa pubblica regionale in coerenza con le risorse messe a base d’asta per affrontare l’emergenza sanitaria.

Ad oggi, abbiamo ottenuto solo la rendicontazione chiara e comprensibile dei 21 milioni di euro raccolti da fondi privati e destinati alla sanità.

Se per fondi privati oggi possiamo sapere come sono stati investiti, non possiamo dire lo stesso per quelli pubblici. Le risorse pubbliche messe a base d’asta e destinate al Piemonte per fronteggiare le esigenze sanitarie – di natura straordinaria e derivanti dall’emergenza Covid-19 – sono naturalmente molto elevate e raggiungono quota 1,4 miliardi di euro.

Nonostante le diverse richieste inoltrate alla Regione, i diversi momenti di confronto e incontro, nessuna risposta completa di analisi e di quadro univoco di spesa è stata fornita.

I dati raccolti dalle stazioni appaltanti non sono completi e correttamente indicizzati, e questo ha messo purtroppo le regione non in condizione di verificare puntualmente la destinazione dei fondi. Si tratta di una gravissima mancanza organizzativa. Senza una specifica targhettizzazione Covid la ricostruzione della spesa, al momento, sembra essere un compito irraggiungibile.

La cosa certa è che noi, cittadine e cittadini, non riusciamo a ricostruirlo con i dati in possesso.

Gli esiti ottenuti ci protano a dire che manca la volontà di andare oltre gli obblighi normativi (non sempre soddisfatti) al fine di ottenere una fruibilità davvero integrale, coerente ai principi della normativa della prevenzione della corruzione. L’incapacità di ricostruire la spesa sostenuta rende complesso valutare come si sia effettivamente gestita l’emergenza pandemica non solo dall’esterno, ma anche come autovalutazione dell’ente rispetto alla situazione, strumento utile a orientare le decisioni anche per il futuro.

Nonostante le risposte alle nostre istanze non siano arrivate, non ci siamo scoraggiati. Convinti dell’importanza di ricostruire la spesa destinata al Covid, abbiamo attivato un lavoro di monitoraggio civico.

Con un gruppo di volontari del settore Common del Gruppo Abele e di Libera abbiamo passato in rassegna i dati pubblicati, delle quasi 80 stazioni appaltanti, che devono renderli pubblici per adempiere alle norme anticorruzione.

Il lavoro di ricerca non ha portato, però, a ricostruire la destinazione dei 1,4 miliardi arrivati in Piemonte per fronteggiare l’avanzata della pandemia nella nostra Regione.

Considerati il lavoro di analisi e le problematiche riscontrate nella ricostruzione dei flussi di spesa avanziamo alcune proposte per evitare che situazioni simili si ripetano in futuro e per garantire un’amministrazione della Sanità realmente trasparente e di facile lettura, per tutti.

1) Per le emergenze, incluse quelle sanitarie come lo è stata quella COVID-19, lo Stato dovrebbe organizzare una raccolta dati collettiva e semplificata, per evitare che nelle deroghe al codice dettate dall’emergenza si generi confusione e con essa aumenti il rischio corruttivo.

2) Anche in assenza della promessa centralizzazione e riduzione del numero delle stazioni appaltanti, la Regione dovrebbe poter condurre e raccontare un controllo più sostanziale che formale.

3) Occorrerebbe che si lavorasse insieme, Enti pubblici e organizzazioni della società civile, per generare tavoli di confronto e lavoro comune sui dati pubblici al fine di rispondere al meglio a domande di trasparenza che arrivano dal basso

“Pensa alla salute” non si fermerà e continuerà il suo percorso di monitoraggio, di collaborazione con gli enti pubblici, di richiesta di un portale della trasparenza per i parchi e città della salute e di patti di integrità per arginare interessi corruttivi e mafiosi che possano interferire sul diritto alla salute dei cittadini piemontesi.

Dieci passi verso la legalità

In occasione del decimo anniversario del Progetto podistico-turistico-culturale “Uniamo la Provincia”, promosso da Uisp e Libera, avrà luogo l’incontro “Dieci passi verso la legalità” volto a ricordare l’importante gesto civico avvenuto nel 2011.

In quell’anno, i podisti si misero in azione per un progetto molto ambizioso: in 60 giorni di corsa toccarono tutti i 190 Comuni della Provincia di Alessandria.

I fondi raccolti da “Uniamo la Provincia” furono destinati alla ristrutturazione di Cascina Saetta, il primo bene confiscato in Provincia di Alessandria presso il comune di Bosco Marengo. Un piccolo immobile il cui recupero sociale e produttivo rappresenta il simbolo di una risposta ferma, inequivocabile e trasversale di tutto il territorio alla mafia.

Oggi Cascina Saetta ospita un impianto didattico di acquaponica ed è gestita dall’associazione Parcival, che promuove la partecipazione civica nella provincia.

Sabato 26 giugno una rappresentanza degli appassionati che 10 anni fa “fecero l’impresa” si ritroveranno a Bosco Marengo, per una corsa simbolica dalla sede comunale a Cascina Saetta, che oggi ha nuova vita grazie anche al loro impegno di 10 anni fa.

Ecco il programma dell’evento:

• Ore 10.30 ritrovo presso il Comune di Bosco Marengo, con saluto del Sindaco Gianfranco Gazzaniga

• Ore 10.40 piccola corsa (3 km circa) in sicurezza verso Cascina Saetta

• Ore 11: Arrivo e accoglienza da parte dei volontari di Libera, la rete di associazioni antimafia

E!state Liberi!, a Bosco Marengo il campo antimafia

Anche quest’anno la rete di associazioni antimafia di Libera organizza su tutto il territorio nazionale i campi estivi per giovani. In provincia anche quest’anno ci sarà quello organizzato presso cascina Saetta di Bosco Marengo, il primo – e per oraunico – bene confiscato alla mafia e definitivamente adibito a destinazione sociale.
I campi sono rivolti a giovani dai 18 anni in su e avranno luogo in quattro periodi: dal 10 al 14 luglio, dal 14 al 18 luglio, dal 21 al 25 agosto e dal 25 al 29 agosto.
Il campo, in modalità anticovid, sarà non residenziale e il costo di partecipazione è fissato in 65€ a persona.
A Bosco Marengo nel 2011 è stata individuata e colpita una “locale” di ‘ndrangheta con diramazioni in tutto il Basso Piemonte (operazione Maglio-Albachiara).
Il campo E!State Liberi! unisce l’Associazione Amici di Santa Croce, il Parco regionale Fluviale del Po e dell’Orba, l’Associazione Parcival e Libera, con una proposta articolata su tre esempi di impegno e tutela dei beni comuni: Complesso Monumentale di Santa Croce, Riserva Naturale del Torrente Orba e Cascina Saetta.
Dall’estate 2016 presso Cascina Saetta è stato allestito un impianto sperimentale e didattico di Acquaponica, tecnologia che coniuga la coltura idroponica con l’itticoltura, nel totale rispetto della coltura ed allevamento biologici, senza pesticidi, senza concimi e a totale ricircolo d’acqua.
Il Complesso Monumentale di Santa Croce, anche grazie al “gemellaggio”con Cascina Saetta, si è classificato nel 2017 al primo posto in Italia come “Luogo del cuore” del FAI – Fondo Ambiente Italiano.
Il campo, organizzato in forma non residenziale, sarà l’occasione per conoscere il territorio attraverso l’impegno concreto sui beni confiscati e i beni comuni, e conoscendo storie e testimonianze sui temi della lotta alle mafie – con una particolare attenzione alla loro penetrazione nelle regioni del Nord Italia – della giustizia sociale e ambientale, sui temi dei diritti quale strumento fondamentale per costruire una società libera dalle mafie.
Tra le realtà che organizzano l’iniziativa, un ruolo importante è quello dell’associazione APS Parcival: nata nel 2010, promuove e sostiene la partecipazione collettiva, creativa e responsabile di bambini, adolescenti e giovani, giovani coppie e adulti negli ambienti di vita in cui essi si trovano, diffondendo i valori e le pratiche della cittadinanza attiva, dell’antimafia sociale con azioni concrete.
Le attività del campo E!State Liberi! a Bosco Marengo sono state ri-progettate per adattarsi alla situazione sanitaria: il campo è quindi organizzato in forma non residenziale. Durante 5 giorni al mattino e al pomeriggio, i luoghi centrali del campo saranno il Complesso Monumentale di Santa Croce (che ospiterà nella grande sala delle conferenze i momenti di formazione), il Parco dell’Orba e Cascina Saetta. I partecipanti conosceranno, vivranno e sosterranno con il loro impegno questi due esempi di beni comuni – artistico e sociale – e potranno dare il loro contributo al loro sviluppo attraverso momenti di formazione, di incontro e di lavoro volontario assieme alle associazioni e alle cooperative del territorio. In questa edizione verrà posto l’accento su due temi: il Giornalismo d’inchiesta e il caporalato. I moduli formativi saranno anche orientati al riconoscere e comprenderela ristrutturazione mafiosa in periodo di crisi economica e sociale, un’occasione di lettura di quel che ci circonda e in cui siamo immersi, un punto di contatto con un ambito della realtà spesso sommerso e dimenticato, ma in cui le mafie traggono potere e linfa vitale. Non mancheranno le uscite sul territorio e nei dintorni di Alessandria, dalla visita all’Associazione San Benedetto al Porto fondata da Don Andrea Gallo, ai monti della Val Borbera e alle bellissime strette di Pertuso in compagnia dell’Anpi, sito di Memoria della lotta partigiana sull’Appennino ligure-piemontese.

Attività manuali previste:
Tra le attività manuali previsti la pulizia, la manutenzione del verde, della serra e delle vasche, la manutenzione ordinaria presso Cascina Saetta, pulizia e diserbo nei chiostri del Complesso Monumentale di Santa Croce. Turni nelle attività di allevamento e coltivazione acquaponica. Collaborazione volontaria con i Guardiaparco dell’area protetta del Torrente Orba.

Per maggiori informazioni https://www.libera.it/schede-1650-campo_per_singoli_a_bosco_marengo

Legge per il Contrasto al Gioco d’azzardo Patologico. La maggioranza in Consiglio Regionale si prepara a smantellarla. Il “NO” delle realtà che da anni si battono contro la dipendenza da gioco d’azzardo, il sovraindebitamento e le mafie.

La maggioranza in Consiglio Regionale del Piemonte accelera sulla modifica della legge 9/2016, approvata nella scorsa consiliatura all’unanimità, per contrastare il Gioco d’azzardo patologico.

Nella riunione dei Capigruppo è stato stabilito di calendarizzare in Aula la discussione della proposta di legge, a prima firma Claudio Leone che, di fatto, smantella totalmente quella del 2016. La scelta della Capigruppo bypassa la discussione nelle commissioni e la porta direttamente in Consiglio.

Un brutto segnale che ha come effetto diretto l’esclusione dalle audizioni dei rappresentanti della società civile, assicurata dal Presidente del Consiglio Regionale Allasia, a seguito della mobilitazione del giugno 2020 in difesa degli effetti positivi dell’impianto normativo approvato solo 5 anni fa.

Non tiene inoltre in alcun conto delle risultanze convergenti – presentate in audizione con le Commissioni consiliari regionali nelle scorse settimane – di tutte le analisi scientifiche svolte con rigore e sulla base di dati oggettivi forniti dai Monopoli di Stato da parte del Consiglio Nazionale delle Ricerche, dell’Istituto di Ricerche Economiche e Sociali per il Piemonte, dell’Osservatorio Epidemiologico delle Dipendenze del Piemonte, del Dipartimento Patologia delle dipendenze dell’ASL TO3 e dell’Osservatorio del Mercato del Lavoro regionale, che dimostrano in modo inoppugnabile l’efficacia preventiva e di contrasto della Legge, senza un significativo impatto sul versante occupazionale.

Ancor peggio, l’iter di discussione in aula potrebbe vedere il contingentamento dei tempi, in modo da superare velocemente gli emendamenti che verranno probabilmente presentati. Un’urgenza incomprensibile, in un periodo di emergenza sanitaria, che blocca le attività del parlamento piemontese fino all’approvazione della nuova proposta di legge.

Continuiamo a opporci alla modifica perché riteniamo che quella in vigore sia una buona legge, capace, come ampiamente dimostrato, di produrre ottimi risultati, negli anni della sua applicazione, risultati che hanno portato il Piemonte all’avanguardia in Italia sul fronte della riduzione della dipendenza dall’azzardo.

La modifica “Leone” è un’abrogazione totale della 9/2016, nonostante essa abbia permesso di contrastare il gioco d’azzardo patologico, il sovraindebitamento e il riciclaggio delle mafie nel settore. Azzerarla, in un momento di crisi economica, aumenterebbe esponenzialmente l’offerta del gioco e la possibilità per i piemontesi di cadere nella falsa speranza di risolvere i problemi attraverso l’azzardo.

L’azione di smantellamento si fonda sull’eliminazione della cosiddetta “retroattività” (l’applicazione del criterio delle distanze dai “luoghi sensibili” anche agli esercizi con licenze antecedenti la Legge, quasi tutti…) e sulle limitazioni di orario di funzionamento degli apparecchi automatici di gioco, disposte dai Comuni, asserendo che queste misure:

  1. avvantaggerebbero il gioco illegale, gestito dalle organizzazioni mafiose
  2. avrebbero creato una crisi occupazionale nel settore del gioco in denaro.

Elementi che, a nostro avviso, non trovano riscontro nei dati disponibili.

Sul primo punto, infatti, non esistono evidenze scientifiche e/o giudiziarie che manifestino un effetto sostituzione da parte del crimine organizzato nel settore degli apparecchi automatici di gioco.

Sul secondo punto, quello relativo agli ipotetici effetti nefasti sull’occupazione, sottolineiamo come la legge 9/2016 prevedesse congrui periodi di differimento di entrata in vigore del cosiddetto “distanziometro”:

1 anno e mezzo per bar e tabacchi,

3 anni per le sale giochi con licenza antecedente il 1 gennaio 2014

(addirittura) 5 anni, per quelle sale slot con licenza successiva a quella data. Termine quest’ultimo che scade il prossimo mese.

I dati dell’Osservatorio del Mercato del Lavoro regionale presentati in audizione poche settimane orsono dimostrano la stabilità dei livelli occupazionali nel settore, sia per quanto riguarda gli esercizi generalisti (tabacchi, bar…) che per quanto riguarda gli esercizi dedicati in via esclusiva al gioco in denaro.
Nonostante ciò, nella consapevolezza delle eventuali future ricadute occupazionali conseguenti all’applicazione completa dell’attuale legge, chiediamo che si cerchino soluzioni virtuose, in linea con l’art. 41 della Costituzione, dove si ribadisce che la libera iniziativa privata «non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana». Ricordiamo a questo riguardo che sono ora a disposizione ingenti risorse per il sostegno economico e di riconversione produttiva.

 

Chiediamo quindi alla maggioranza del Governatore Alberto Cirio di non procedere con quest’opera di smantellamento della legge 9/2016, di mantenere le promesse fatte mesi fa e di ascoltare le ragioni delle realtà che da anni si battono contro il gioco d’azzardo patologico, il sovraindebitamento, e le mafie.

Difendiamo gli effetti di una buona legge e non accettiamo che si scommetta sulla salute dei piemontesi.

 

Acli

Commissione regionale Pastorale sociale e del lavoro Piemonte e VdA

Avviso Pubblico

Libera Piemonte

Gruppo Abele

SIDT Società Italiana Tossicodipendenze

FederConsumatori Piemonte

La Scialuppa CRT Onlus

Fondazione San Matteo. Insieme Contro l’usura Onlus

Movimento Focolari Piemonte

Slot Mob.

Azione Cattolica Piemonte e VdA

Cittadinanzattiva del Piemonte

Comunità Cenacolo

il 21 marzo 2021 in Piemonte e ad Alessandria

La Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, che da qualche anno anche riconosciuta ufficialmente dallo Stato, attraverso la legge n. 20 dell8 marzo 2017, è un momento di riflessione, approfondimento e di incontro, di relazioni vive e di testimonianze attorno ai familiari delle vittime innocenti delle mafie, persone che hanno subito una grande lacerazione che noi tutti possiamo contribuire a ricucire, costruendo insieme una memoria comune a partire dalle storie di quelle vittime.

Mai come quest’anno avremmo voluto ritrovarci insieme a Palermo, in una manifestazione nazionale, per rivedere gli amici con cui da anni condividiamo valori ed esperienze, ma abbiamo dovuto accontentarci di rinnovare il nostro impegno a casa nostra.

Come in molte città del Piemonte e di tutta Italia, il 20 marzo anche ad Alessandria abbiamo deciso di promuovere delle piccole iniziative locali in un luogo di cultura: la cultura quale ingrediente fondamentale per la lotta alle mafie e alla corruzione, scintilla di memoria e impegno sociale.

La mappa delle letture dei nomi in Piemonte

Noi studenti del presidio “Kuciak e Kusnirova” abbiamo deciso di leggere i nomi delle vittime innocenti delle mafie nella nostra scuola, l’I.I.S. “Saluzzo-Plana. Grazie alla collaborazione di una sessantina di studenti e di alcuni insegnanti, a causa delle restrizioni dovute alla pandemia, la manifestazione si è svolta a distanza, ma ciò non ha impedito a più di 300 studenti di partecipare. La lettura è stata molto emozionante, grazie anche alla presenza di alcuni collaboratori di giustizia dell’Istituto penitenziario “Cantiello e Gaeta di Alessandria, che si sono prestati a leggere una parte dei nomi delle vittime. È stato quindi fondamentale il contributo dellassociazione I.C.S. ets, che ha invitato e mantenuto i contatti con la direttrice Dott.ssa Elena Lombardi Vallauri. Ha partecipato anche il distaccamento alessandrino di Our Voice, che ha presentato un breve spezzone dello spettacolo Ciao Matteo, dove sei?e ha lanciato un messaggio ai governi internazionali, chiedendo di porre la lotta alle mafie tra gli obbiettivi principali della loro politica. Infine, dopo aver assistito al discorso tenuto da Don Ciotti, trasmesso in diretta dalla Rai (https://youtu.be/dWYK9qubYGg) abbiamo concluso con il ricordo di alcune vittime, di cui avevamo sentito raccontare la storia dai famigliari, durante le manifestazioni allinterno dei 100 passi in vista del 21 marzo. Infine abbiamo ricordato anche Jan Kuciak e Martina Kusnirova, a cui è intitolato il nostro presidio.

La manifestazione cittadina invece si è svolta in piazza Vittorio Veneto, nel piazzale antistante la Biblioteca civica Francesca Calvo, con la partecipazione di una trentina di persone in rappresentanza di Istituzioni e di Associazioni aderenti alla rete di Libera, che in questi anni hanno collaborato con i nostri presidi con iniziative culturalmente e socialmente significative.

Hanno letto con noi il Questore dr. Sergio Molino, L’Assessore del Comune di Alessandria dr. Giovanni Barosini, il vice prefetto dr. Paolo Ponta, il dirigente della Squadra Mobile della Questura Marco Poggi, il Maresciallo Maggiore Marco Paolo Castioni, Comandante della Stazione Carabinieri di Alessandria e rappresentanti dei Presidi di Libera Anna Pace e Domenico Petruzzelli di Alessandria e Novi Ligure, dell’Associazione Medea, del movimento Sardine e Associazione Mare Aperto, della Comunità San Benedetto al Porto, dell’Associazione Giocatori Anonimi, dell’APS Parcival, che gestisce il bene confiscato “Cascina Saetta”, dell’AGESCI Scout di Alessandria, del Gruppo teatrale VivaVoce, dei Centri di formazione Enaip e Ciofs di Alessandria.

A ricordare e riveder le stelle è lo slogan scelto per questo 21 marzo. Uno slogan composito, che racchiude molti significati.

A ricordare’,‘tornaree essere nuovamentericordati per rivivere nella nostra capacità di fare memoria. Il passaggio dal ricordo alla memoria ci dà la possibilità di interrogare insieme il passato, per esprimere la cura e la responsabilità di cui è intriso il nostro impegno nell’oggi e nel domani.

Riveder le stellecitando lultimo verso dellInferno della Divina Commedia di Dante Alighieri, a settecento anni dalla sua morte.E quindi uscimmo a riveder le stelle,Il desiderio di riveder le stellee di uscire dallinferno della pandemia, dopo un anno di isolamento e distanziamento, è un desiderio forte tra tutti i cittadini.

Le stelle sono anche le persone che ogni giorno si battono per la giustizia sociale e la legalità democratica, fari del nostro operare ed esempi ai quali guardare. A loro dobbiamo quotidianamente volgere il nostro sguardo. Osservare le stelle nel cielo vuol dire avere un panorama sgombero da nuvole, nitido, ciò a cui dobbiamo tendere per superare una fase caratterizzata da offuscamento e confusione. Se da un lato sentiamo il dovere di essere custodi di un patrimonio storico fatto di eventi tragici e gesti di reazione e rottura, dall’altro abbiamo la necessità di portare le nostre battaglie oltre quel periodo, per saldarle alle emergenze sociali che schiacciano e indeboliscono le nostre comunità oggi. Sono le storie delle persone, vittime innocenti che tracciano e ridisegnano la linea del tempo, l’impegno nel presente per rigenerare i nostri territori.

Il titolo della Giornata vuole dunque essere un inno alla vita, allo sguardo verso un orizzonte migliore da costruire insieme, a partire dalla memoria di chi quella vita ci ha lasciato, come un testimone nelle mani di un corridore che deve vincere la gara più importante, quella per laffermazione del bene collettivo, del bene comune.

A cura dei Presidi “Anna Pace” e “Jan Kuciak e Martina Kusnirova” di Libera Alessandria

#liberapiemonte  #21marzo2021

21 marzo 2021 a Novi Ligure, Ovada e Casale Monferrato

#liberapiemonte  #21marzo2021

A NOVI LIGURE

La lettura dei nomi delle vittime innocenti (a cura dell’ITIS Ciampini-Boccardo) su youtube

A OVADA

Articolo su Ovada Online

A CASALE MONFERRATO

Articolo su Casale Notizie

Il cortometraggio della compagnia “Viva Voce” a Cascina Saetta

Da “Il Piccolo”. 5 marzo 2021

Anche Cascina Saetta “restituita a tuttə!”. Il commento di Giulia alla campagna di Libera Piemonte

La campagna “Restituiti a tuttə” non poteva che concludersi con le parole della nostra Giulia!

https://fb.watch/44oAiND-WH/

 

Intanto anche a Cascina Saetta, oggi 7 marzo 2021, è stata ristrutturata la rampa di accesso alla serra acquaponica!