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Cascina Saetta, un modello virtuoso di gestione dei beni confiscati

Si è svolta a Cascina Saetta, bene confiscato alle mafie e oggi restituito alla collettività, la conferenza stampa promossa dal Comune di Bosco Marengo, dall’associazione Parcival ETS e da Libera – coordinamento provinciale di Alessandria.

L’incontro, dal titolo «La gestione virtuosa dei beni confiscati – buone prassi per trasformare un grave problema in una bella opportunità», ha rappresentato un’occasione per presentare i lavori di recupero e riqualificazione recentemente realizzati grazie al bando 2024 della Legge Regionale 14/2007 della Regione Piemonte, oltre a illustrare le prospettive future del progetto sociale attivo all’interno della cascina.

Grazie all’impegno del Comune e dei volontari dell’associazione nel corso dell’ultimo anno cascina Saetta si è trasformata da una tecnostruttura a un edificio vero e proprio, con tetto, pavimento e pareti. In questo modo, sottolineano i volontari di Parcival, “ora Cascina Saetta porterà essere attiva tutto l’anno, e non solo nella bella stagione”. 

Dopo il saluto della sindaca di Bosco Marengo, Maria Erminia Zotta, sono intervenuti Valentina Avvento, presidente di Parcival ETS, Carlo Piccini, referente di Libera Alessandria per i beni confiscati, e i referenti provinciali di Libera Andrea Vignoli e Fabio Lenti. Tutti hanno sottolineato come Cascina Saetta sia uno dei pochi beni  confiscati e riutilizzati nella provincia di Alessandria, a fronte di circa un centinaio di particelle catastali  sottratte alla criminalità organizzata che attendono ancora una nuova vita.

«La nostra realtà è un messaggio per gli enti che non utilizzano gli immobili che lo Stato ha confiscato  alle mafie» ha ricordato Andrea Vignoli, rimarcando come l’esperienza di Bosco Marengo rappresenti un simbolo di riscatto e di educazione alla legalità. Bosco Marengo è stato infatti il primo comune della Provincia a ricevere un bene confiscato alla mafia. 

«Se si è riusciti a trasformare quello che poco più di 10 anni fa era solo un appezzamento di terreno ricoperto di macerie in uno dei luoghi più importanti, a livello nazionale, nella formazione dei giovani sui temi della legalità e della giustizia, allora si può, ovunque, trasformare i beni confiscati in risorse per il territorio» ha detto Vignoli. Dal 2017 infatti a Cascina Saetta vengono organizzati i campi nazionali di formazione e lavoro “Estate Liberi” che hanno portato, negli anni, circa 600 giovani da tutta Italia a conoscere la nostra Provincia. 

La Sindaca di Bosco Marengo, Maria Erminia Zotta, ha spezzato una lancia a favore di quei sindaci che si trovano ad avere la gestione di un bene confiscato: «purtroppo non è facile districarsi nella burocrazia, soprattutto per i piccoli comuni che hanno risorse e personale ridotto». La sindaca ha lanciato la proposta, subito accolta da Libera, di fornire sostengo e informazioni a quegli enti locali che si trovino ad avere in affidamento un bene confiscato. 

Al termine della conferenza è stato offerto un aperitivo con i prodotti coltivati all’interno della serra idroponica  costruita c cascina Saetta, ulteriore testimonianza della concretezza di un percorso che trasforma i beni confiscati da luoghi dell’illegalità a spazi di comunità e speranza.

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