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La lotta non finisce. A Casale riparte il futuro

Giovedì 4 dicembre alle ore 21, presso l’Auditorium San Filippo, Via Pinelli 3 – Casale Monferrato, Incontro di LUIGI CIOTTI con i cittadini di Casale, i famigliari e tutte le vittime della sentenza Eternit. Tra corruzione e scandalo Eternit: mettiamo fine all’incubo di una prescrizione farsa! FIRMA LA PETIZIONE
http://www.riparteilfuturo.it/prescrizione

Locandina_4 dicembre

Ecco il commento a caldo del presidente di Libera dopo la sentenza della Cassazione:
ROMA, 21 novembre 2014 – “La sentenza della Cassazione sul processo Eternit è una ferita per i famigliari delle vittime, ma deve esserlo anche per le coscienze di tutti noi. Non può esserci una dissonanza tale tra l’applicazione della legge e l’affermazione della giustizia!
Non e’ mia intenzione, sia chiaro, giudicare il lavoro dei magistrati, che spesso non posso fare altro che applicare puntualmente le leggi. Mi chiedo però che leggi siano quelle che ammettono la prescrizione per reati gravi, tali da configurarsi come una vera e propria strage, e i cui effetti si protraggono oltre i tempi stabiliti per la loro punibilità”. Lo dice Luigi Ciotti, presidente Nazionale di Gruppo Abele e Libera.
“Come può cadere in prescrizione -aggiunge- la ricerca di verità e la speranza di giustizia? Come può essere prescritta la responsabilità? Meccanismi di questo genere mettono in discussione il principio dell’uguaglianza di fronte alla legge, dunque la legge stessa, perché chi e’ ricco e potente troverà sempre modo, attraverso abili strategie difensive, di allungare i tempi dei processi e arrivare a un’ingiusta impunità”.
“Nel nostro Paese – dice ancora Ciotti – troppe sono le stragi avvolte nel mistero, le morti non rischiarate da una luce di verità, da un atto di giustizia. La sentenza Eternit si aggiunge al triste elenco, con l’aggravante che in questo caso erano state accertate le responsabilità e c’erano tutti gli strumenti per affermare la giustizia”.
“Per questo non possiamo limitarci all”indignazione. Quelle morti, e il dolore dei famigliari, – sottolinea – ci chiedono molto di più’. Ci chiedono l’impegno per costruire condizioni di maggiore uguaglianza sociale, cioè di maggiore tutela della dignità delle persone, la dignità dimostrata dal Comune di Casale nel rifiutare a suo tempo il risarcimento milionario dell”imputato. Ci chiedono di fare di quella dignità il principio saldo e non negoziabile di una giustizia ancora fragile, di una democrazia ancora incompiuta”.NEWS_132428

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