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1 maggio 2013. Volpedo – Casale Monferrato (AL): “Il cammino dei lavoratori”

Mettersi in cammino per far ripartire il futuro.

«Non può esserci sviluppo, nè progresso e nemmeno lavoro senza rimettere al centro della politica la persona umana, con i suoi diritti e la sua dignità. È questo il capitale più importante sul quale è necessario investire, il fondamento di una democrazia basata sulla dignità e sulla giustizia». Don Luigi Ciotti su questo non ha dubbi. È da qui che si deve ripartire per costruire un quadro concreto, fatto di progetti e servizi nei quali dovranno trovare posto anche le politiche per i giovani, troppo spesso, dice il presidente di Libera, dimenticati o non ascoltati, in una società che si riempie la bocca con i loro problemi ma che poi non fa nulla per risolverli.
C’è insofferenza, disagio, disorientamento per il lavoro che non c’è.
Cresce la disoccupazione e ci sono padri di famiglia che, a 50 anni, dopo aver sgobbato una vita intera il lavoro lo perdono e vengono strozzati dalla crisi. E’ così che succede che le persone crollano, perdono le coordinate e diventano fragili.
«Senza lavoro – spiega don Luigi Ciotti – le opportunità non ci sono. Senza soldi si entra in circoli viziosi che mettono ulteriormente sotto scacco chi improvvisamente si scopre povero. Sono queste improvvise fragilità che assalgono le persone, facendole crollare sotto il peso della crisi».
«La speranza  ha il volto dei progetti concreti. E si chiama giustizia sociale. La speranza significa credere che è possibile restituire libertà e dignità alle persone. Infatti la più grande umiliazione delle persone è la privazione delle libertà. Quindi chi è povero, precario o senza lavoro, non è libero. Prima di ogni cosa dobbiamo quindi liberare le libertà».
Ma da dove partire?
I danni quantificati dalla corruzione ammontano, secondo un calcolo approssimativo, a  60 miliardi di euro all’anno. Un dato che emerge sulla stima sommaria che la Corte dei Conti compie calcolando il 3% del Pil. Danni che, su scala mondiale, ammonterebbero economicamente a 700 miliardi di euro. Ma i danni (e gli effetti) sulla popolazione sono difficili da valutare. Un primo dato certo è la crescente sfiducia.
«Quando questi numeri passano sotto gli occhi di ragazzi che hanno strumenti di conoscenza -prosegue don Ciotti- lasciano in loro una rabbia profonda. Soprattutto quando si sentono dire che non ci sono soldi per le politiche sociali. Insomma, dobbiamo denunciare l’inquinamento che abbiamo nel Paese. Perché è segno di disuguaglianze e ingiustizie. Sono 150 che parliamo di mafie. Ma perché si parla di lotta alla mafia e questi, invece, continuano a essere presenti? ».
Colpire duramente la corruzione.
Ecco un primo passo possibile e alla nostra portata. Iniziative come “Riparte il Futuro” (www.riparteilfuturo.it) promosse da Libera e Gruppo Abele, vera espressione di politica partecipativa che può influenzare costruttivamente le scelte di chi ci governa, possono davvero avvicinarci a quella Giustizia sociale e a quella Liberazione della libertà richiamate da Luigi Ciotti.
“Il cammino dei lavoratori”, una intitolazione semplice per questa corsa del 1 maggio 2013 ideata da Fiorenzo Piccinini, che non ha nulla di retorico ma che è specchio di una realtà d’oggi. I lavoratori, i cittadini italiani, non possono più permettersi il lusso di stare fermi a guardare. Bisogna iniziare a correre verso traguardi concreti! Tutti! Ognuno per la sua parte, senza deleghe!
E allora ben vengano le iniziative dello sport pulito, spontaneo, gioioso, che siano esempio di forza di volontà ed allo stesso tempo metafora concreta della capacità dell’uomo di scegliere il proprio obiettivo e di raggiungere la propria meta, passo dopo passo, tappa dopo tappa. Certo, con sacrificio e sudore,  ma è una sfida con se stessi a cui non si deve rinunciare. E se non ce la si fa da soli, ce la si fa come gruppo. Prendiamo esempio da questi podisti e iniziamo concretamente a correre. Partiamo dalla lotta alla corruzione, poi via via arriveremo a tutto il resto.

Mettiamoci in cammino allora, una tappa dopo l’altra, per far ripartire il futuro.

Carlo Piccini – referente provinciale Libera Alessandria

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