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Cento passi verso il 21 marzo al Cinema. A Tortona: “Un posto sicuro. Una storia d’amore ai tempi dell’amianto”.

UPS_100x140_RGBVENERDI’ 5 FEBBRAIO ore 21,00

Cinema Megaplex Stardust di Tortona

“Casale Monferrato, 2011. Eduardo e Luca sono padre e figlio, ma si sono persi da tempo. Una telefonata improvvisa li rimetterà drammaticamente l’uno davanti all’altro, e questa volta, entrambi lo sanno, non avranno una seconda occasione. Intorno a loro si agita l’intera città, in cerca di riscatto alla vigilia della prima grande sentenza sull’amianto. Il bisogno di dar voce a chi non l’ha mai avuta e l’amore per una ragazza daranno a Luca la forza per rinascere, lottare, raccontare una storia fatta di dolori e gioie quotidiane, di ricordi che tornano per farti del male o salvarti per sempre.”

Grazie alla collaborazione tra Arena Derthona, Film Commission Torino Piemonte e FIP Film Investimenti Piemonte, venerdì 5 febbraio alle ore 21 si terrà presso il Cinema Megaplex Stardust (S.P. Viguzzolo n.2, Tortona) una proiezione speciale del film “Un posto sicuro”, alla presenza del regista Francesco Ghiaccio e dell’attore protagonista Marco D’Amore.

Nell’ambito del ciclo di proiezioni per le scuole, promosso da Film Commission Torino Piemonte e FIP, il cinema Megaplex Stardust organizza, nella stessa giornata, anche proiezioni mattutine riservate agli studenti degli istituti superiori tortonesi, sempre alla presenza di regista e attore.

“Un posto sicuro”, dopo l’evento di venerdì 5 febbraio, realizzato e promosso grazie anche al supporto de Il Circolo del Cinema Tortona e del Presidio “Piersanti Mattarella” Libera di Tortona, verrà riproiettato al Megaplex Stardust sino a mercoledì 10 febbraio con spettacolo unico alle ore 20.30.
È già possibile acquistare i biglietti per l’evento speciale di venerdì 5 sul sito www.megaplex-stardust.com e presso la cassa del cinema.

UN POSTO SICURO un film di FRANCESCO GHIACCIO
soggetto e sceneggiatura FRANCESCO GHIACCIO, MARCO D’AMORE
con MARCO D’AMORE, GIORGIO COLANGELI, MATILDE GIOLI

UN POSTO SICURO – scarica QUI il pressbook

Cento passi verso il 21 marzo a Teatro. Ad Acqui in memoria di Rocco Chinnici.

LUNspettacolo4EDI’ 1 FEBBRAIO ORE 21,00

Teatro Ariston di Acqui Terme

E’ così lieve il tuo bacio sulla fronte”

 

liberamente tratto dal libro omonimo di Caterina Chinnici
Con CLARA COSTANZO e ROBERTO IZZO
Regia di CLARA COSTANZO

Il 29 Luglio 1983 a Palermo in via Pipitone Federico una Fiat126 imbottita di tritolo esplode uccidendo il magistrato Rocco Chinnici con la scorta e il portiere dello stabile dove abitava.
Caterina, la figlia maggiore, racconta la sua storia: uno sguardo pieno di infinito amore filiale, di stima profondissima e di emozione immensa per un papà che fu uomo di giustizia, integerrimo ma di grande umanità e marito e padre sempre presente, affettuoso e amorevole.

Libera. Ovvero liberi.

cb25b574-8a32-47e8-8b2c-85d7a48543f1Liberi per combattere i soprusi, l’ingiustizia sociale, l’illegalità, la distruzione dell’ambiente. Liberi per affermare e non sottostare all’amnesia generalizzata del consumismo di massa. Liberi di prendere posizione e opporsi con forza e vigore.

Liberi di costituirci parte civile ai processi di mafia. Liberi di denunciare corrotti e corruttori. Liberi quindi di dare fastidio e liberi ogni tanto di perdere degli amici. Ma liberi anche di reagire alle diffamazioni, alle invidie ed ai tentativi di delegittimazione da parte di coloro che – al di fuori dalle mafie – costituiscono in realtà la vera forza trasversale delle mafie.

“Libera ti permette di dare valore al tuo tempo. Conoscerai tante realtà parallele di cui ignoravi l’esistenza; allargherai il tuo giro di amicizie e di interessi prendendo parte a tante iniziative. Non sarai mai solo ma ti sentirai sempre parte di un gruppo che cresce, cambia e si rinnova.” V.

“Tesserarsi a Libera significa crescere, assumendo responsabilità e senso critico . Andare a fondo nelle cose e non fermarsi alle apparenze o alle prime difficoltà. Avere il coraggio di cambiare, di mettersi in discussione, di confrontarsi, di trovare strade diverse… a volte anche tortuose ma bellissime da percorrere insieme.“ B.

“Entrare a far parte di Libera significa far parte di una comunità corresponsabile.Una seconda famiglia che scegli e con la quale condividi un percorso fatto di gioie, di memoria, di fatiche e di speranza. Tesserarsi significa assumersi un impegno e maturare per essere consapevoli di ciò che questo comporta: contaminare di bellezza il nostro Paese.” C.

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Un Felice 2016 di impegno e responsabilità da Libera Alessandria

buon 2016

19 dicembre 2015: convocazione Assemblea provinciale e formazione regionale su agromafie e caporalato. Con Giancarlo Caselli.

SCARICA IL VERBALE DELL’ASSEMBLEA

Convocazione Assemblea provinciale 19.12.2015.pdf

LA GALLERY DELL’ASSEMBLEA E DEL COORDINAMENTO REGIONALE

Inaugurata la bottega di Tortona dal presidio “Piersanti Mattarella” con tutta la segreteria provinciale

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L’ inaugurazione!

IO STO CON LUIGI

292818_10151508622669278_1913947504_nClaudio Fava:

“Capisco, e riconosco, il dolore dello strappo tra Franco La Torre e Luigi Ciotti, la sofferenza di entrambi, il costo umano che devono e dovranno pagare. Ma non mi sento neutrale. E sto con don Ciotti. Perché le asprezze del carattere (di Luigi, di tutti, di ciascuno di noi) sono poca cosa di fronte al lavoro che Ciotti (Ciotti, amici, non solo Libera) ha fatto e sta facendo per questo paese svogliato. Senza Ciotti non ci sarebbero alcune leggi fondamentali che, per pigrizia e prudenza, tre generazioni di parlamentari non avevano mai avuto il coraggio nemmeno di immaginare. Senza Ciotti (senza Libera, senza la firma di un milione di italiani) i beni confiscati ai mafiosi sarebbero ancora tenuti sotto chiave, come al monte dei pegni, altro che uso sociale! Senza Ciotti (senza Libera, senza il lavoro di migliaia di militanti) non ci sarebbero cooperative di ragazzi che producono vita, lavoro, dignità gestendo terreni e aziende che altrimenti sarebbero crepate nell’indifferenza dei giusti e nel tripudio dei mafiosi. Se non ci fosse stato Ciotti, scrivo: altrimenti sarei un ipocrita. Quelle battaglie, quelle riforme, quelle testimonianze camminano oggi sulle gambe di tanti ma il primo che se l’è messe sulle spalle è stato lui. Da solo. Lo si rimprovera di miopia rispetto ai fatti romani e palermitani? Si accusa Libera di non aver capito per tempo le miserie che hanno poi svelato i giudici (e le loro intercettazioni)? Allora mi sento colpevole anch’io. Di non aver capito, di non aver coltivato abbastanza il sospetto sulla signora Saguto che mandava gli uomini della sua scorta a comprarle il filo interdentale mentre moltiplicava pani, pesci e consulenze per amici e famigli. Di non aver intuito abbastanza sui giullari, i corrotti e i meschini del mondo di mezzo che tracimavano nelle giunte e nei consigli romani (e che hanno lambito anche il mio ex partito). E per questo vizio collettivo d’ignoranza e di ingenuità vogliamo mettere la croce addosso a Libera e a Ciotti? Troppo comodo. In un tempo in cui le mitologie dell’antimafia fabbricano e custodiscono carriere, privilegi, presidenze, il primo (l’unico) a non parlare più di vaga legalità e di genericissima lotta alla mafia, il primo (l’unico) a pretendere di declinare il tema della responsabilità è stato Ciotti. Aiutandoci a rivedere il nostro dizionario, la nostra grammatica civile, la qualità del nostro sguardo. Possibile che di tutto questo non resti traccia? Che il dibattito su Ciotti e su Libera si accenda solo per il tono di un sms? Possibile. Ma ingeneroso. Per Luigi Ciotti e per questo paese sfasciato e smemorato. Che senza il lavoro di Libera e di don Luigi sarebbe oggi molto più sfasciato, molto più smemorato”.

Claudio Fava

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Natale 2015. Riapre la bottega di Libera a Tortona!

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‘ndrangheta: maxi richiesta di sequestro beni in provincia e le motivazioni della Cassazione sulla sentenza “Maglio-Albachiara” a carico dei vertici della “locale di Bosco Marengo”

traffico_rifiuti_tossici_0Le mafie in provincia di Alessandria: dove eravamo rimasti?
Sulle pagine de Il Piccolo del 13 Novembre 2015, Monica Gasparini ricordava che “nei mesi scorsi sono stati proposti sequestri di beni del valore di diversi milioni di euro, riconducibili a persone e aziende della provincia di Alessandria ritenute collegate alla ‘Ndrangheta. Si tratta di richieste di provvedimenti (la cui entità sottolinea le dimensioni del problema) attualmente al vaglio della magistratura”.
Nello stesso articolo viene anche citato un provvedimento di confisca che era già stato adottato in merito ai “beni nella disponibilità di Antonio Maiolo, 71 anni, (Sale)”, condannato in via definitiva per affiliazione alla ‘ndrangheta (416 bis) insieme ad altri 15 coimputati nel processo Maglio/Albachiara. La confisca definitiva a Maiolo è per la precisione relativa ad un appartamento ed una villa in Comune di Sale (AL), tuttora in attesa di essere assegnati.

Beni per circa un milione di euro erano stati sequestrati anche a Bruno Pronesti’, abitante a Bosco Marengo (AL), arrestato nel giugno 2011 sempre nell’ambito dell’operazione ”Maglio/Albachiara” della Dda di Torino e ritenuto il capo della ”locale” della’ndrangheta nel Basso Piemonte ribattezzata dai media come “locale di Bosco Marengo”. Dava ordini, teneva i riti di affiliazione e curava i rapporti con i vertici in Calabria. Dopo l’arresto si era dissociato dal sodalizio mafioso. Oggi sconta anche lui una pena definitiva per 416 bis, come pure l’ex consigliere comunale di Alessandria Giuseppe Caridi e l’imprenditore edile Sergio Romeo di Novi Ligure.

SCARICA QUI LE MOTIVAZIONI della Sentenza di Cassazione n. 31666/2015 relativa alle condanne definitive per 416bis nel Basso Piemonte (processo Maglio/Albachiara).

Sempre Monica Gasparini, su Il Piccolo del 13/11/2015, sosteneva infine come “il fenomeno di infiltrazioni di personaggi legati alla criminalità organizzata è reale e la provincia di Alessandria ha un grado di pericolosità alto, anche per questioni geografiche. Ma quali sono le zone più a rischio? In questo momento gli elementi informativi e investigativi iscrivono il Tortonese tra le aree più gettonate da queste organizzazioni”.

Non possiamo che essere d’accordo, estendendo la zona “calda” più in generale al triangolo geografico Alessandria-Novi Ligure-Tortona, dove si sono concentrate tutte o quasi le diverse operazioni contro esponenti della criminalità organizzata di stampo mafioso degli ultimi 6 anni, dall’operazione “Chiosco grigio” nel 2009, all’operazione “Triangolo” nel 2015 (vedi QUI gli ultimi sviluppi delle indagini), passando per “Maglio-Albachiara” nel 2011 e le altre varie inchieste nate attorno al progetto della TAV MI-GE “Terzo valico” dei Giovi.
Seguiremo con attenzione gli sviluppi futuri, anche attivando nuove forme di collaborazione con l’Osservatorio sulle mafie di Libera Piemonte (sedi di Torino e Novara) e l’Osservatorio Boris Giuliano di Libera Genova.

Un riuscitissimo WE di impegno e di memoria.

Venti Liberi!Nel tragico risveglio del dopo attentati di Parigi, l’atteso WE per i venti anni di Libera è stato indubbiamento un grande successo per impegno, partecipazione e memoria. In questo caso la memoria è stata per le vittime (francesi, russe, libanesi, siriane, irachene, kurde, …)  di questo “terrorismo” che più che terrorismo ha tutte le carte in regola per essere una vera organizzazione mafiosa, con tanto di forza di intimidazione del vincolo associativo, condizione di assoggettamento e controllo del territorio. Esattamente come facevano i “corleonesi”, o i “casalesi”, o i “narcos” colombiani.

Ma tutto ciò non ha fermato le iniziative per la campagna “Venti Liberi”, in tutta Italia come a Tortona, ad Acqui e a Novi Ligure, ne il grande successo della cena di raccolta fondi alla Ristorazione Sociale di Alessandria. Un impegno coordinato ed efficace di tutti i presìdi ed una menzione speciale per il Presidio “Antonio Landieri” di Ovada per lo sforzo organizzativo e la grande partecipazione alla IV edizione del Campus giornalistico “Roberto Morrione”.

La vita continua, ancora più forti e motivati di prima. Buon compleanno Libera!