Libera Alessandria Rotating Header Image

Acquaponica. Innovazione “Libera”

Sabato 28 ottobre 2017 ad Alessandria, presso la Casa di Quartiere di via Verona 95/116:  Introduzione alla coltivazione Acquaponica.

Molti in Europa non conoscono ancora l’Acquaponica a causa di politiche che in passato hanno privilegiato la produzione intensiva di specie animali e vegetali, anche con abuso di prodotti a forte impatto ambientale come ormoni, antibiotici e pesticidi, con inevitabili ripercussioni negative sulla qualità alimentare degli stessi organismi allevati e coltivati. L’Acquaponica al contrario è un matrimonio fortunato tra l’Acquacoltura e l’Idroponica (Acquaponica) che valorizza le sinergie esistenti tra mondo vegetale e mondo animale per creare un ecosistema produttivo naturale, funzionante con meccanismi biologici ben definiti, con uno sguardo convinto all’innovazione sostenibile ma senza ricadere nelle criticità alimentari del passato (iperproduzione non sostenibile da un lato o sottoalimentazione delle popolazioni dall’altro), con un ricircolo pressoché totale della risorsa idrica.

Per una introduzione alla conoscenza di questa tecnica, nata per massimizzare i vantaggi e ridurre o eliminare alcuni svantaggi di altri approcci produttivi, appuntamento a partire dalle ore 9:00:

  • introduzione all’acquaponica, gli impianti, i processi biologici che li fanno funzionare, alcuni esempi di pesci allevati e di piante coltivate in Italia;
  • analisi e controllo della qualità dell’acqua, avvio di un impianto, gestione di un impianto, lotta biologica a malattie e parassiti, esempio di business planning;
  • l’esperienza del primo anno di attività dell’impianto didattico-sperimentale di Cascina Saetta (bene confiscato alle mafie a Bosco Marengo – AL).

Fine lavori prevista per le ore 12:00. La partecipazione è gratuita. Domenica mattina 29 ottobre, possibilità di visita all’impianto di Bosco Marengo.

Info e iscrizioni: Associazione Parcival – Partecipazione Civica Alessandria

Progetto “Libera il bene”. In collaborazione con Fondazione Social e Acquacoltura Italia.

Email: [email protected] Mobile: 3347255822 – 3489242935

Operazione “Bad Guys”: 15 arresti per estorsione tra Alessandria e Novi Ligure

Alessandria, 09/10/2017. Quindici persone sono state arrestate dai Carabinieri nell’ambito dell’operazione denominata “Bad Guys” alle prime ore dell’alba, in Alessandria e provincia. Diversi i reati contestati, che vanno dall’estorsione all’incendio, dalla violenza privata al falso ideologico in atti pubblici, dall’intestazione fittizia di beni/trasferimento fraudolento di valori al favoreggiamento.
Le indagini sono state condotte dal Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Alessandria e coordinate dalla locale Procura della Repubblica. Avviate nello scorso anno a seguito dell’arresto di 4 persone autrici di alcune estorsioni ai danni di operatori economici alessandrini, hanno consentito di individuare l’esistenza di un gruppo di soggetti, operanti stabilmente tra l’alessandrino e il novese, che vede tra le figure di spicco quella di un pluripregiudicato di origini siciliane, alla ribalta delle cronache nel 2012, in quanto citato tra le carte dell’inchiesta condotta all’epoca dalla procura di Cremona sul “calcioscommesse”.
RASSEGNA STAMPA con video e intercettazioni ambientali

Approvato il Codice Antimafia: un risultato straordinario che rafforza la lotta contro le mafie e la corruzione

Roma, 27/09/2017. L’approvazione della riforma del Codice antimafia costituisce un atto di responsabilità politica importante, un deciso passo migliorativo nell’azione di prevenzione e di contrasto alle mafie e alla corruzione. Fenomeni che minacciano da troppo tempo la nostra democrazia, la nostra sicurezza e che sottraggono ingenti risorse alla collettività, impedendo uno sviluppo economico e sociale, sano e diffuso, in tutto il nostro Paese.

Siamo consapevoli che non è stato né semplice né facile giungere all’approvazione di questo provvedimento. La sua gestazione è durata quattro anni, un tempo nel quale diverse organizzazioni sindacali, dell’associazionismo e della cooperazione hanno dato vita alla campagna nazionale “Io riattivo il lavoro” per promuovere una legge di iniziativa popolare. Un tempo in cui si è registrato un contributo significativo della Commissione parlamentare antimafia e del Consiglio superiore della magistratura, in cui si sono moltiplicate le discussioni pubbliche, i dibattiti parlamentari e gli interventi sui giornali. Non dimentichiamo le obiezioni e le osservazioni critiche, alcune fondate e legittime, altre legate a tecnicismi e opportunismi, che hanno accompagnato la discussione del provvedimento.

Il testo che oggi è diventato legge rafforza alcuni strumenti già esistenti – come ad esempio l’Agenzia per i beni sequestrati e confiscati – ma, soprattutto, migliora la normativa riguardante l’aggressione ai patrimoni criminali e illegali, tenendo conto dell’esperienza applicativa e di alcune criticità che si sono manifestate recentemente sul versante della destinazione e gestione dei beni e delle aziende confiscate alle mafie.

L’espropriazione delle ricchezze alle organizzazioni criminali e ai corrotti, insieme alla loro restituzione alla collettività, costituiscono lo strumento più concreto per dimostrare che le mafie e la corruzione sono fenomeni che possono essere affrontati e debellati, che lo Stato è presente e autorevole, che si possono rigenerare e riconoscere i diritti fondamentali, a partire da quello del lavoro e della sicurezza, laddove per lungo tempo essi sono stati negati.

Un ringraziamento particolare va a tutti i parlamentari che con impegno, competenza, passione e tenacia hanno presentato, discusso e, quando si è resto necessario, hanno anche difeso il provvedimento, sino a permetterne la sua odierna approvazione.

Nel 25esimo anniversario delle stragi di Capaci e di via d’Amelio e nel 35esimo anniversario dell’approvazione della legge “Rognoni-La Torre” non poteva esserci modo migliore per onorare tutte le vittime innocenti delle mafie.

Acli, Arci, Avviso Pubblico, Centro studi Pio La Torre, Cgil, Cisl, Legambiente, Libera – Associazioni, Nomi e Numeri contro le mafie, Sos Impresa, Uil

Verso il 21 marzo nazionale a Foggia

E!stateLiberi! 2017 a Cascina Saetta: il video

Libera: il Bilancio Sociale nazionale 2016

Scrivere un bilancio sociale non è semplice quando lo “Stato sociale” nel suo insieme è penalizzato, malato, trascurato.
La deriva prosegue, come noto, da diversi anni (salvo misure “una tantum” che servono ad abbassare un po’ la febbre, non certo a curarne le cause): riduzione dei servizi e delle opportunità, mancanza di lavoro e crescita della povertà relativa e assoluta. E quel dato sulla disoccupazione giovanile che più di altri dovrebbe far riflettere sulla insostenibilità di un sistema incapace di generare speranza e dignità, complice diretto o indiretto – nella sua inerzia – della diffusione delle mafie e della corruzione.
Ecco allora che la scrittura di un bilancio sociale non può prescindere da una più ampia analisi della situazione di un Paese. Non può chiudere gli occhi su una politica che, salvo eccezioni, ha smesso d’incontrare le persone per cercare gli elettori, né tacere lo scandalo di un’economia asservita in gran parte alle leggi del potere e del profitto invece che a quelle della coscienza e del bene comune. Così come deve ricordare che dietro ogni dato, ogni statistica, ogni “sofferenza” del capitale finanziario, ci sono le sofferenze reali delle persone, le loro speranze tradite, la loro dignità calpestata.
L’impegno sociale deve muovere da questa consapevolezza se non vuole limitarsi a una solidarietà certo virtuosa ma sterile, incapace di generare cambiamento e giustizia sociale.
È questa consapevolezza che anima da più di vent’anni il cammino di Libera, il suo sapersi non fine ma mezzo, il suo piccolo ma ostinato contributo per costruire un Paese dove l’onestà, la corresponsabilità, la dignità sociale e economica siano non solo di casa ma pane quotidiano della nostra vita e del nostro impegno di cittadini.
Le pagine seguenti sono appunto testimonianza di quest’impegno che attraversa le nostre vite e che, ci auguriamo, ne incontri e “contagi” tante altre, come quelle dei giovani che nell’ultimo anno sono cresciuti nei vari ambiti dell’associazione portando dovunque un prezioso contributo di passione e creatività. Protagonisti di un cambiamento che richiede però a tutti di metterci di più in gioco. Perché solo insieme possiamo cambiare le cose, solo insieme il desiderio di cambiamento diventa forza di cambiamento.

don Luigi Ciotti

Sgomberi: Libera, bene idea usare beni confiscati

(ANSA) – ROMA, 27 AGO – “Davanti all’emergenza e alla gravita’ dei fatti di questi giorni ben venga la proposta del Viminale”: cosi’ Libera, associazione contro le mafie, commenta all’ANSA l’ipotesi di utilizzare i beni confiscati alla criminalita’ organizzata per le linee guida sugli sgomberi degli edifici occupati di cui si discutera’ domani al Viminale. L’associazione di don Ciotti ricorda che “i beni immobili confiscati alle mafie – laddove possibile – possono essere assegnati dai comuni per le finalita’ abitative, una destinazione che rientra nei casi di riutilizzo pubblico gia’ previsti dalla legislazione vigente”. “Del resto – precisa – tale soluzione e’ gia’ possibile tanto che alcuni Comuni lo stanno gia’ facendo, soprattutto in quelle citta’ ad alta densita’ abitativa e dove i beni immobili confiscati sono numerosi. A supporto e per favorire questi interventi specifici di edilizia abitativa, nel 2015 il ministero delle infrastrutture aveva previsto lo stanziamento per tre anni di complessivi 18 milioni di euro a favore dei comuni capoluogo di Regione o ad alta tensione abitativa”

In provincia di Alessandria già disponibili da un anno due confische a Sale. COSA ASPETTIAMO?

 

 

 

EstateLiberi a Cascina Saetta. Incontro di formazione su ecoreati e corruzione nel nostro territorio

Non ci basta più una qualsiasi verità

Quel 19 luglio eravamo a Eaubonne, Comune francese poco a nord di Parigi, in una route estiva dell’Agesci Alessandria 1. Ospiti in una sede degli Scout de France, stavamo per ripartire alla volta di Parigi con la linea dell’RER, quando uno dei responsabili del gruppo scout francese ci viene incontro. Ricordo ancora benissimo quel viso cupo, di quelli che vedi quando ti devono annunciare la scomparsa di una persona cara:

“Une bombe à Palerme … Ils ont tué Borsellino!”

Noi rimaniamo lì, doppiamente inebetiti. Per l’attentato senz’altro, ma forse soprattutto per la partecipazione così intensa da parte di una persona straniera (seppure scout come noi), in un paese straniero (seppure così vicino), che non ci aspettavamo di vedere così sconvolta per un fatto che noi, ragazzi ventenni italiani cresciuti tra i morti ammazzati da stragi di terrorismo e di mafie, avevamo imparato a percepire come quasi normale.

Quasi normale”…. A dirlo oggi un po’ c’è da vergognarsi, ma fino ad allora bisogna ammettere che in molti casi era stato purtroppo così. Ci si abitua a tutto, soprattutto se vivi per vent’anni con la cronaca nera in prima pagina. E anche questa volta forse ci si sarebbe aspettati che una qualsiasi verità, magari un altro scontato “… Se l’è cercata lui” sibilato dal politico di turno, per molti sarebbe stato sufficiente per accettare anche questa ennesima uccisione.

Ma quella volta fu diverso.

Qualcosa cambiò per sempre la storia della Sicilia, del nostro Paese e del nostro sentire di Italiani. Il 19 luglio del 1992 è una data che non si può dimenticare, è incisa nelle nostre coscienze.

Quel giorno morirono Paolo Borsellino, Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. Ma quel giorno tanti si sentirono colpiti e feriti. La strage di via D’Amelio suscitò una reazione forte e decisa da parte di molte persone che proprio da quel giorno decisero di non arrendersi. Compreso il sottoscritto.

Fiammetta Borsellino, in una intervista rilasciata di recente, ci ha consegnato un messaggio: “Vogliamo la verità, non una qualsiasi verità”.

Noi vogliamo essere al suo fianco nella richiesta di verità e giustizia, come vogliamo esserlo al fianco dei tanti familiari che ancora oggi non conoscono il perché di tanto dolore.

 

Carlo Piccini – referente provinciale Libera Alessandria

Formazione di Libera Alessandria 2017-2018: “Diritti umani negati, immigrazione e criminalità organizzate”. Primo appuntamento venerdì 14 luglio 2017

L’associazione ACCORCIAMO LE DISTANZE ONLUS di TORINO ha invitato per un ciclo di conferenze ed incontri in Piemonte il giovane avvocato Mamadù Serifo Djalò, della Guinea Bissau.

Dopo le prime tre serate a Torino e provincia torinese (in collaborazione con AMNESTY INTERNATIONAL e LIBERA), l’avv.Djalo sarà ad Alessandria, presso la CASA DI QUARTIERE in via Verona 116, venerdì 14 luglio alle 21.30, per parlarci di DIRITTI UMANI (NEGATI) ed IMMIGRAZIONE.

Hanno aderito con entusiasmo all’iniziativa, oltre alla COMUNITA’ DI SAN BENEDETTO AL PORTO che ospita l’evento, le associazioni NEED YOU ONLUS, L’ULIVO E IL LIBRO, LIBERA ALESSANDRIA, CAMBALACHE APS, COOMPANY COOPERATIVA SOCIALE, che interverranno nel corso della serata.

Mamadu Serifo Djalo è nato in Guinea Bissau nel 1982 e si è laureato in Giurisprudenza nel 2015 ma a partire dal 2008 è attivo in diverse associazioni e gruppi impegnati sul fronte della lotta all’AIDS, dell’accesso alla giustizia e soprattutto dei DIRITTI UMANI. Dal 2015, infatti, coordina il gruppo sui Diritti Umani promosso dal Tribunale di Bissau, capitale del piccolo Stato dove vive e lavora come avvocato in uno studio associato.

Il tema, sempre più scottante, dell’immigrazione e soprattutto di quell’immigrazione provocata dalle guerre, dalle dittature, dalle violazioni dei diritti umani che affliggono tanta parte dell’Africa, verrà affrontato da una prospettiva diversa rispetto al solito. Non il punto di vista dei Paesi che “accolgono” (o che dovrebbero accogliere) migranti, profughi, rifugiati e richiedenti asilo, ma dal punto di vista di chi fugge o cerca di fuggire da quelle realtà.

Le Associazioni che hanno aderito e contribuito ad organizzare la serata, pertanto, invitano la cittadinanza a partecipare ed intervenire.