Libera Alessandria Rotating Header Image

Niente regali alle mafie. I beni confiscati sono cosa nostra!

Scarica versione pdf

Il viaggio di LIBERA IDEE ad Alessandria e provincia

COMUNICATO STAMPA

Lunedì 14 gennaio 2019 avrà inizio il VIAGGIO di LIBERA IDEE in PIEMONTE.

Per tutta la settimana, fino al 20 gennaio, si svolgeranno incontri, eventi d’animazione, appuntamenti con l’obiettivo di presentare i dati della ricerca sulla percezione di MAFIE e CORRUZIONE in Piemonte e generare riflessioni e dibattito per far emergere nuove modalità di contrasto. Anche LIBERA ALESSANDRIA attraverso i Presidi presenti sul territorio e le Associazioni che fanno parte della “rete”, prende parte a questo percorso, attraverso alcuni eventi che vi segnaliamo:

MARTEDì 15 GENNAIO 2019, ore 17, il convegno-dibattito presso l’UNIVERSITA’ DEL PIEMONTE ORIENTALE – PALAZZO BORSALINO – VIA CAVOUR 84 – AULA 209 dal titolo “GLOBALE, LOCALE: LE MAFIE QUI DA NOI”

A presentare i dati della ricerca per quanto riguarda il PIEMONTE sarà PAOLA SULTANA, referente provinciale di LIBERA che ne discuterà con il dott.ENRICO CIERI, Procuratore Capo della Repubblica di Alessandria ed il Prof.SALVATORE RIZZELLO Direttore del Dipartimento si Scienze Giuridiche, Economiche, Politiche e Sociali presso l’UPO di Alessandria. Modera l’incontro il dott.PIERO BOTTINO, giornalista de LA STAMPA; sono previsti gli interventi del QUESTORE VICARIO di ALESSANDRIA dott.Francesco NAVARRA e di altri rappresentanti delle Istituzioni, Enti locali, Forze di Polizia di Alessandria e Provincia. L’incontro è aperto a tutta la cittadinanza e sarà possibile rivolgere domande dal pubblico.

Nel corso della settimana, a cominciare da LUNEDì 14 a TORTONA presso l’Istituto MARCONI e poi ad OVADA presso gli ISTITUTI SANTA CATERINA MADRI PIE, LICEO PASCAL, ITC VINCI e BARLETTI e presso il centro di formazione professionale CASA DI CARITA’ ARTI E MESTIERI (nei giorni 15,16 e 18) si terranno incontri con gli studenti per presentare i risultati della ricerca attraverso un gioco ideato dal referente di LIBERA TORTONA. Infine, altri appuntamenti sono previsti a NOVI LIGURE per il giorno 16 (cena con i prodotti di LIBERA TERRA presso il PUB ST.GEORGE’S) ed in altre località, appuntamenti rispetto ai quali verrà diffuso un secondo comunicato stampa.

Per info e dettagli: [email protected] oppure consultare il sito www.liberalessandria.liberapiemonte.it

Operazione anticrimine “Monopoli” a Novi Ligure: sequestri di attività commerciali, accuse di estorsione, spaccio di stupefacenti e intestazione fittizia di beni

Una cosa è certa: non si parla di 416bis. Ma dopo l’operazione “Albachiara” del 2011 e l’operazione “Bad Guys” dello scorso anno, si conferma che nel Novese il terreno fertile per il radicamento mafioso purtroppo non manca.

(Fonte: www.alessandrianews.it)

Novi Ligure (AL). La scorsa settimana un imprenditore novese di 48 anni è stato arrestato nell’ambito di un’operazione congiunta di carabinieri e guardia di Finanza con le accuse di estorsione, spaccio di sostanze stupefacenti e intestazione fittizia di beni. Altre 12 persone sono indagate.

L’operazione”Monopoli”, coordinata dalla procura della Repubblica, che ha portato all’arresto dell’imprenditore, già noto alle forze dell’ordine, prende le mosse dall’osservazione delle attività che ruotavano attorno a due ristoranti di Novi, intestati, secondo gli inquirenti, a prestanomi.
Dalle attività investigative, anche grazie all’utilizzo di software elaborati del Servizio Centrale Investigativo sulla Criminalità Organizzata delle Fiamme Gialle, è emerso come l’uomo facesse uso sistematico di intestazioni fittizie di società allo scopo di schermare l’origine del patrimonio accumulato dalle attività di estorsione e di spaccio.

Di fatto l’arrestato cedeva sostanza stupefacente facendo credito agli acquirenti, dai quali poi pretendeva il pagamento senza esitare l’uso della forza. In alcuni casi, sempre secondo quanto emerso, per ripagare il debito gli acquirenti venivano anche impiegati come lavoratori nelle due attività imprenditoriali.
Durante una delle perquisizioni, gli investigatori hanno trovato un ingente quantitativo di denaro contante, circa 25 mila euro, occultato in un cassetto con doppio fondo ed altro denaro presumibilente sepolto sotto terra.  I due ristoranti restano comunque aperti e la gestione è stata affidata ad un amministratore giudiziario, per garantire il proseguimento dell’attività e il mantenimento dei dipendenti assunti estranei all’attività illecita.

Nel corso delle perquisizioni, proseguite anche dopo l’arresto, i carabinieri della Compagnia di Novi Ligure e gli uomini del Nucleo di polizia economico-finanziaria della guardia di finanza hanno sequestrato una serie di documenti dalla quale emergerebbe come dietro l’acquisizione del ristorante “Franco e Ciccio”, nella periferia di Novi, ci fosse proprio il 48enne arrestato.
Il ristorante, dopo la tragica morte del titolare avvenuta in un incidente stradale, aveva subito una battuta d’arresto ed era rimasta chiusa. Dai documenti acquisiti, gli inquirenti ritengono che l’arrestato fosse dietro un’altra società che stava rilevando il “Franco e Cicco”, dove recentemente erano stati effettuati dei lavori e che a breve avrebbe riaperto. Anche di questa società sono state pertanto sottoposte a sequestro preventivo le quote.

 

 

Ultimo appuntamento 2018 per il progetto 4 stagioni della Regione Piemonte, con Associazione Parcival e Presidio Anna Pace in collaborazione con Caritas

ALESSANDRIA – Ultimo appuntamento del progetto contro gli sprechi alimentari promosso da Urp Regionale di Alessandria intitolato “Una buona occasione per 4 Stagioni”. Dopo Primavera, Estate, Autunno ora tocca all’Inverno, dedicato in particolare a un pasto che valorizzi il riciclo non solo come lotta allo spreco ma anche come tradizione e cultura alimentare del nostro territorio.

Dopo la proiezione del film “Theater of Life” al Cfp Enaip, in via Santa Maria di Castello, il pranzo alla Tavola Amica della Caritas sarà quindi realizzato dalla Condotta Slow Food di Alessandria, coordinata da Luigino Bruni. Sarà presente anche il vescovo di Alessandria Guido Gallese, che saluterà gli ospiti.

 

Ancora denunce e sequestri per caporalato ad Alessandria

Terra: solchi di verità e giustizia. Questo il tema dell’ultima giornata della memoria e dell’impegno promossa da Libera Piemonte lo scorso 21 marzo a Saluzzo: pomodori, migranti, caporali, sfruttamento paramafioso, fragilità…

E c’erano di nuovo 18 persone stipate nel cassone del furgone fermato in viale Giulio Monteverde ad Alessandria. Per diversi giorni Carabinieri e Municipale si erano appostati per seguire i movimenti di piccoli gruppi di uomini che tutte le mattine si radunavano sempre intorno alle 9 del mattino. A muoverli, la chiamata di chi gestiva un traffico di lavoro nero per la raccolta dei pomodori. Due uomini italiani di circa 50 anni, “i caporali” che andavano a prendere i richiedenti asilo e li portavano nei campi tra Spinetta e Pozzolo Formigaro. Arrivati a destinazione, intorno alle 10 del mattino, i ragazzi iniziavano la giornata di lavoro sotto il sole nei campi di tre produttori locali per raccogliere i pomodori, che i due caporali rivendevano poi a Milano.

I richiedenti asilo lavoravano circa 7 ore per raccogliere quanti più pomodori possibile. Tutti in nero, venivano pagati dai caporali “a cassetta” che, a seconda delle dimensioni, poteva valere da 50 a 75 centesimi. Scoperta l’attività di reclutamento, trasporto e utilizzo di manodopera “in nero”, questa estate è scattato il blitz che ha fermato il furgone usato per raggiungere i campi, quella mattina carico di 18 richiedenti asilo, risultati tutti privi di contratto. Sequestrato il mezzo, i due conducenti sono stati denunciati per intermediazione illecita e sfruttamento lavorativo di persone in condizioni di bisogno e dovranno rispondere anche di violazioni amministrative per 39 mila euro. Le indagini, comunque, non sono concluse, ha precisato il Comandante dei NIL.

Leggi l’articolo completo su Radiogold

 

 

Luigi Ciotti ad Alessandria su iniziativa dei Lions e Leo Club della zona di Alessandria, capofila il Lions Club Alessandria Marengo.

Il fondatore del Gruppo Abele e di Libera sarà ad Alessandria il prossimo 6 novembre su iniziativa dei Lions e Leo Club della zona di Alessandria, capofila il Lions Club Alessandria Marengo.

Alle ore 17 presso il salone di Palazzo Monferrato, in via San Lorenzo 21 ad Alessandria, gentilmente concesso dalla Camera di Commercio di Alessandria, don Luigi Ciotti incontrerà la cittadinanza, un particolare invito è rivolto ai giovani studenti delle scuole superiori e dell’università.

Con l’obiettivo di “saldare la terra con il cielo”, don Ciotti ha fondato nel 1965 a Torino il Gruppo Abele, espressione di un impegno sociale fatto di accoglienza, servizi alle persone, ma insieme di proposta culturale, educativa e “politica”.

Convinto che solo il “noi” possa costruire cambiamento e giustizia sociale, nel 1995 nasce Libera, che oggi coordina l’impegno di oltre 1600 realtà in Italia, in Europa e in America Latina, attive nel contrasto alla criminalità organizzata, alle mafie, alla corruzione e nella promozione di una cultura della legalità e della responsabilità.

In serata presso il salone dell’Associazione Cultura e Sviluppo in piazza De Andre’, don Ciotti incontrerà i soci e gli ospiti dei Lions Club Alessandria Host, Alessandria Marengo, Bosco Marengo Santa Croce e Leo Club e del Leo Club Alessandria, il tema dell’incontro sarà “Il Gruppo Abele e Libera nella società di oggi“.

Fonte: https://www.telealessandria.it/2018/11/01/don-ciotti-martedi-in-alessandria/

Flash mob, martedì 30 ottobre alle 20.00, di fronte alla villa confiscata a Nicola Assisi, a San Giusto Canavese.

Abbiamo deciso di organizzare un flash mob, martedì 30 ottobre alle 20.00, di fronte alla villa confiscata a Nicola Assisi, a San Giusto Canavese.

Libera Piemonte e Avviso Pubblico invitano a partecipare alla mobilitazione, portando con sé torce, luci e pile per illuminare il bene.

La data scelta per l’iniziativa non è casuale. Sei mesi fa, infatti, abbiamo deciso di compiere il primo passo verso la restituzione sociale del bene. 

Il 30 aprile scorso decidemmo di entrare, con le Istituzioni, nella villa di San Giusto Canavese, confiscata a Nicola Assisi, narcotrafficante ancora oggi latitante.

A 6 mesi di distanza, molto è successo, in questo bene nella campagna del Canavese. Poco dopo la nostra marcia, ignoti si sono introdotti nel bene posizionando due bombole di gas e appiccando un incendio con l’obiettivo, per fortuna non raggiunto, di farlo saltare in aria.

Abbiamo risposto al vile atto intimidatorio – fianco a fianco con le Istituzioni – vivendo il bene, organizzando lì la nostra Assemblea Regionale e presidiando la struttura, notte e giorno, nel mese di luglio.

Nonostante tutti gli sforzi fatti, la villa appartenuta ad Assisi rimane vuota, nessun intervento è stato fatto a seguito dell’attentato incendiario. 

Nel bene ci sono ancora le pareti annerite dalla fuliggine, calcinacci e, persino, le due bombole del gas usate per appiccare l’incendio.

Un bene confiscato in via definitiva nel 2011 ad uno dei più potenti narcotrafficanti italiani, in contatto diretto con la ‘ndrangheta, sfuggito alla giustizia italiana.

Anni dopo, nel marzo del 2018, è stato liberato dai familiari di Assisi che lo occupavano, nonostante le sentenze di confisca.

Il flash mob vuole essere un atto dimostrativo per spingere  le Istituzioni competenti a mettere in campo  tutte le forze necessarie per restituire socialmente la villa, un bene confiscato dall’alto valore simbolico. 

Non dimentichiamoci che l’attentato incendiario, un chiaro atto intimidatorio per impedire che questo bene rinasca, rappresenta un unicum nel nostro territorio. C’è chi vuole che la villa rimanga al buio, noi vogliamo portare la luce e trasformarla da bene esclusivo a luogo di tutti, per tutti.

Il progetto 4STAGIONI di Regione Piemonte contro lo spreco per promuovere salute, giustizia, sostenibilità ambientale continua con l’AUTUNNO sul territorio alessandrino.

ALESSANDRIA – In molti hanno chiesto il bis e alla fine, per Riccardo Brero, sono arrivati anche gli applausi. Nella terza tappa del progetto 4 Stagioni, infatti, è stato proprio lo chef della Ristorazione Sociale di Alessandria a cucinare il pasto per gli ospiti della Tavola Amica, la mensa della Caritas in via delle Orfanelle. L’iniziativa, promossa dall’Urp Regionale, punta a sensibilizzare contro gli sprechi alimentari e in cui il Presidio Anna Pace di Libera Alessandria è partner.

Aiutato da una giovane brigata formata dagli studenti del Ciofs e dell’Enaip, chef Brero ha preparato un menù etnico, un viaggio tra le culture di tanti paesi del mondo, con i prodotti forniti dalla Cooperativa Equazione, impegnata nel commercio equo e solidale: si è cominciato con gli antipasti, all’insegna della cucina araba con i felafel di ceci, i babaganoush tipici del medio-oriente e Nord Africa per poi andare in Sudamerica con i burger di quinoa e tornare in Grecia con i tzatziky.

VEDI LA VIDEO INTERVISTA AI PROTAGONISTI

L’iniziativa 4STAGIONI sul territorio alessandrino contro lo spreco per promuovere salute, giustizia, sostenibilità ambientale continua con l’AUTUNNO.
Anche questa volta sono coinvolti studenti, consumatori, operatori della ristorazione e produttori, ma anche il mondo della solidarietà e del volontariato, per sollecitare il processo informativo e di sensibilizzazione sui temi della lotta allo spreco alimentare, oltrechè della legalità, del biologico e del mercato equosolidale, incoraggiando esempi di sinergia e generale senso civico.
L’AUTUNNO è il 24 ottobre 2018 dedicato al Commercio Equo solidale

Questo il programma
· CARITAS: presso la TAVOLA AMICA sarà elaborato un menù attento alle proposte tradizionali del mondo vicino. In cucina Riccardo BRERO con un menù etnico.Sarà affiancato da alcuni STUDENTI dei CFP CIOFS-FP e ENAIP che presteranno anche servizio ai tavoli.
· RISTORATORI all’OPERA: MENU’ VIOLA – i ristoratori aderenti all’iniziativa proporranno nella giornata un menù elaborato con uno o più ingredienti del commercio equosolidale, previsti per la “stagione” .
Ristoratori e loro clienti sono invitati a postare le foto dei piatti con il biglietto da visita e il logo dell’iniziativa utilizzando l’ hashtag: #4stagioniautunno
· Scuole: Presso il CFP CIOFS-FP verrà proiettato il film Theater of Life. Ospite della mattinata sarà Giampaolo MORTARA Direttore Caritas Alessandria
· Continuano ad essere esposti in città per tutto il periodo degli eventi i libri della Scuola Consumo Consapevole (SCC) presso:

-Biblioteca N. BOBBIO – Dipartimento di Giurisprudenza, Scienze Politiche, Economiche e Sociali dell’Università Piemonte Orientale (UPO) – via Cavour, 84 Alessandria
-COFFEE SET Srl (Confesercenti) Via San Lorenzo, 76- 78 Alessandria
-Quintessenza Alessandria Corso Roma, 125, 15121 Alessandria AL
La raccolta SCC è collocata presso la Biblioteca della Regione Piemonte e i libri possono essere richiesti e
presi gratuitamente in prestito anche attraverso gli URP.

 

Campus giornalistico dedicato a “Roberto Morrione” 20 e 21 ottobre 2018 Ovada (AL)

Il Presidio di Libera “Antonio Landieri” di Ovada, in collaborazione con il Comune di Ovada, l’associazione ME.DEA Contro la violenza alle donne Onlus e l’associazione Parcival di Alessandria, organizza la settima edizione del Campus Giornalistico, per studenti e giovani, dedicato a “Roberto Morrione”.
L’Istituto Santa Caterina Madri Pie e Casa di Carità Arti e Mestieri di Ovada ospitano il Campus all’interno dei propri locali .
Il tema di quest’anno è “Donne e minori da vittime di violenza a protagonisti del riscatto”.

Per leggere il programma clicca qui.
SCARICA LA SCHEDA D’ISCRIZIONE CLICCA QUI.

ISCRIZIONI ENTRO il 18 ottobre mandando una mail a [email protected]
Per informazioni: [email protected]

La ‘ndrangheta in Liguria esiste! Sentenza ribaltata al processo “bis” di secondo grado dell’operazione “Maglio3”

La ‘ndrangheta in Liguria (operazione “Maglio 3” del 2011), con le relative diramazioni nel Basso Piemonte (operazione “Maglio – Albachiara” sempre del 2011) esiste! Dopo 7 anni di udienze, sentenza ribaltata dopo le assoluzioni del primo processo di appello, rigettate dalla Cassazione, da cui è poi scaturito questo secondo processo con sentenze di condanna per 416bis.

Gli accusati sono ‘ndranghetisti. Alcuni di loro sono affiliati al locale di Ventimiglia, territorio dove la presenza della mafia calabrese era stata già certificata dalla sentenza “La Svolta”. E per loro ieri pomeriggio, è arrivata la condanna per associazione a delinquere di stampo mafioso: sei anni di carcere ciascuno.

È questo il verdetto del processo “bis” di secondo grado scaturito dall’operazione “Maglio 3” del Ros dei carabinieri contro le ”locali” della ’ndrangheta in Liguria, scattata nel giugno 2011; ieri, davanti ai giudici della prima sezione, sono comparsi dieci imputati accusati di essere i referenti delle cosche calabresi in regione. Nove sono stati condannati, uno assolto, che era ritenuto l’esponente dei clan a Sarzana.

Il loro difensore ieri mattina aveva sostenuto la tesi della mancata esternazione del metodo mafioso. La stessa tesi che aveva portato all’assoluzione sia in primo grado, davanti al gip di Genova, che in un primo processo d’appello. Ma poi era intervenuta la Cassazione, annullando la decisione dei giudici genovesi e rimandando il processo ad una diversa sezione della Corte d’Appello.

Il motivo? Per la Suprema Corte, essere affiliati alla ’ndrangheta e muoversi da ’ndranghetisti è sufficiente per la contestazione del reato di associazione a delinquere di stampo mafioso: «La prova degli elementi caratterizzanti può essere desunta anche con metodo logico-induttivo, in base ai rilievi che il clan presenti tutti gli indici rivelatori del fenomeno mafioso: segretezza del vincolo, rapporti di comparaggio fra gli adepti, uso di un rituale particolare per l’iniziazione dei nuovi soci, rispetto assoluto del vincolo gerarchico, linguaggio criptico e in generale una costantemente affermata separatezza delle questioni di ’ndrangheta rispetto alle ordinarie dinamiche relazionali». E, adesso, con la sentenza di ieri viene data una precisa chiave di lettura a quanto era emerso dalle indagini del Ros dell’Arma, allora coordinati dal pm della Dda Alberto Lari, oggi procuratore capo a Imperia.

Si attendono ora le motivazioni della sentenza.