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1 maggio 2016. “Ancora lavoro nero, ancora schiavismo e sfruttamento nelle campagne”.

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“Non al Sud, non in Calabria, non in Sicilia, ma nel ricco Piemonte, nell’alessandrino, in Bassa Valle Scrivia, a pochi chilometri da Milano”.

Secondo quanto segnalato dal Presidio Permanente di Castelnuovo Scrivia è stata scoperta un’altra situazione di sfruttamento a seguito di un blitz dell’Ispettorato del Lavoro e dei Carabinieri.
Si tratta di una “cooperativa” che occupava una quarantina di braccianti di origine straniera, per lo più marocchini, a capo della quale vi era un cittadino straniero, anch’egli di origine marocchina. Su domanda dei padroni delle aziende agricole che ne facevano richiesta questi braccianti venivano impiegati nelle campagne dell’alessandrino e del pavese. L’ingaggio era “a chiamata”. Mercoledì 20, sono stati convocati nelle caserme dei Carabinieri di Castelnuovo Scrivia e di Sale, insieme al referente della cooperativa, anche i lavoratori, tutti in “nero” e senza permesso di soggiorno, trovati a lavorare – stavano piantando pomodori – nei terreni di due cascine nel comune di Piovera e in frazione Gerbidi a Sale.

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Il comunicato del presidio permanente di Castelnuovo Scrivia

Come rete di associazioni di Libera Alessandria ribadiamo con forza la massima attenzione e lotta contro ogni forma di tratta degli esseri umani e, più in generale, di disprezzo della dignità delle persone ovunque e comunque essa si manifesti. Dai migranti alle finte partite iva, dai braccianti a certi call center, dalla prostituzione coatta a certa edilizia a basso costo. Da sempre la povertà che si traduce in sfruttamento alimenta e ingrassa le file di coloro che approfittano della disperazione altrui a fini personali o dei gruppi criminali organizzati, siano essi mafie tradizionali o gruppi criminali economico-religiosi. Anche in questo senso proseguirà con forza il nostro impegno politico e sociale nell’ambito della campagna nazionale Miseria Ladra

 

Io sto con Libera

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Inaugurazione della Biblioteca della legalità: Rosario Esposito La Rossa e il progetto Scampia Storytelling, ospiti a “Librinfesta 2016”

Futuro e legalità_locandinaGiovedì 14 aprile ad Alessandria, nell’ambito di Librinfesta 2016, l’Associazione Culturale Il Contastorie ha organizzato “Futuro e Legalità”, un evento speciale nel quale è stata presentata ed inaugurata ufficialmente la Biblioteca della Legalità e presentato il progetto Scampia Storytelling – Immagini di futuro.
La Biblioteca della Legalità (BILL) è un progetto nazionale, promosso dalla sezione marchigiana dell’AIB Associazione Italiana Biblioteche, e parte dalla convinzione che lettura e legalità siano due fattori intimamente legati e che la loro più ampia diffusione possa promuovere una maggiore qualità della vita democratica. Nel corso della serata sono anche intervenuti Rosario Esposito La Rossa e Maddalena Stornaiuolo, autori ed editori, fondatori dell’Associazione Vo.di.Sca (acronimo di “Voci di Scampia”) dedicata alla memoria del cugino Antonio Landieri, vittima innocente di camorra. Presentati dal presidio di Libera Ovada, dedicato appunto ad Antonio Landieri, Rosario e Lena hanno colpito ed emozionato una nutrita platea composta anche di classi delle scuole medie cittadine, convenute nel nuovo centro incontri della Casa di Quartiere di Alessandria.


La biblioteca consiste in una raccolta di libri (101 titoli) per ragazzi e giovani adulti con storie sulla legalità e la criminalità organizzata che vuole fare riflettere sui temi della giustizia, della lealtà, del rispetto e della verità. Ha la sua sede presso la Fattoria della Legalità, un bene confiscato alla criminalità organizzata a Isola del Piano (PU), ma è soprattutto una biblioteca itinerante a disposizione del territorio: scuole, biblioteche, associazioni ed enti potranno richiederla per un periodo, a fronte dell’impegno di organizzare una serie di iniziative che promuovano la lettura dei libri tra le giovani generazioni. “La Biblioteca della
Legalità” è attiva anche sulla formazione con proposte per educatori, insegnanti, bibliotecari, librai che si vogliono impegnare nella promozione della legalità democratica attraverso le storie.
A livello locale i primi promotori del progetto sono la Biblioteca Civica “Francesca Calvo” che ne è capofila, avendone ricevuto mandato dalla Commissione Consiliare per la Cultura della Legalità di Alessandria, Libera e l’Associazione Culturale Il Contastorie, che insieme costituiscono la base di avvio di una rete cittadina di realtà che dovrà ampliarsi, formando un gruppo di lavoro permanente, coinvolgendo in particolare i docenti delle scuole di ogni ordine e grado.
L’idea è quella di cogliere l’occasione per ampliare l’offerta culturale proprio attraverso la BILL, dando visibilità alla tematica della legalità, creando uno spazio a tema e l’opportunità di scambio di buone pratiche, in un’ottica di corresponsabilità educativa.
Il Progetto Scampia Storytelling – Immagini di futuro, a cura di ICWA (Associazione Italiana Scrittori per Ragazzi), ha visto coinvolti nella lettura e scrittura di storie alunni delle scuole primarie e secondarie di Napoli, Alessandria e Provincia. Attraverso la presentazione dell’omonimo libro, una graphic novel scritta dalla sociologa Rosa Tiziana Bruno e illustrata da Giuseppe Guida, con le poesie di Roberto Piumini, racconteremo le potenzialità e le risorse di un quartiere al di là degli stereotipi. Partecipano all’evento gli
autori Rosa Tiziana Bruno e Giuseppe Guida, insieme a Emanuele Cerullo, il ragazzo che, con la propria esperienza, ha ispirato questa straordinaria storia vera.
Nel corso dell’incontro del 14 aprile, inserito nel programma di Librinfesta 2016, sono anche intervenuti il Presidente della Commissione Consiliare per la Cultura della Legalità Roberto Massaro e il Sindaco Rita Rossa del Comune di Alessandria.

Torgnon (AO). Formazione provinciale dei presidi di Libera Alessandria

maria nivis 9-10 aprile 2016

“Vivere alla Grande”. Il gioco d’azzardo patologico in un film

Nell’ambito dVivere alla Grande - Alessandria e Acqui LOWel progetto “Io non gioco: una scommessa vincente”, realizzato dall’Associazione ParcivAL grazie alla collaborazione con Libera Alessandria ed al contributo della Fondazione SociAL, verrà proiettato il film “Vivere alla grande” che tratta del Gioco d’azzardo patologico.

L’iniziativa, che vedrà la partecipazione del regista Fabio Leli, si svolgerà martedì 5 aprile 2016 dalle 9 alle 12,30 presso la sala dell’Associazione Cultura e Sviluppo, in piazza de André, ad Alessandria. La proiezione, a cui seguirà il dibattito con il regista, è gratuita e rivolta agli studenti del triennio secondario superiore e alle classi terminali della Formazione professionale regionale. Per iscrizioni contattare Augusta Cavigliasso –  [email protected] – indicando la classe o il numero di studenti partecipanti, con riferimento telefonico dell’insegnante accompagnatore.

La proiezione sarà poi replicata, sempre in presenza del regista, martedì 5 aprile alle 20.30 ad Tortona - Megaplex StardustAlessandria, presso la multisala Kristalli e a Tortona, presso la multisala Megaplex Stardust alle 21.15.

Quindi mercoledì 6 aprile presso il cinema Ariston di Acqui, al mattino alle 9 per le scuole, con altra replica alla sera, sempre ad Acqui presso il cinema Ariston.

Come nelle precedenti tappe del tour italiano, il regista Fabio Leli sarà presente sia alle proiezioni mattutine con gli studenti che a quelle serali con il pubblico, per rispondere alle domande sul film e alle curiosità dei presenti su un tema, come quello del gioco d’azzardo legalizzato, che sta modificando le abitudini e il modo di vivere di tanti cittadini italiani.

Vivere alla Grande analizza e documenta, in maniera spietata, la piaga sociale del gioco d’azzardo, il disfacimento progressivo della società italiana (famiglie, anziani e nuove generazioni), le gravi responsabilità della classe politica, il potenziale criminogeno collegato al settore, le lobby affaristiche, le patologie del gioco, la pubblicità ingannevole, l’omertà dei media, le collusioni con la criminalità organizzata e la solitaria battaglia contro il gioco d’azzardo, combattuta da pochi coraggiosi.

Definito da Repubblica “una ricognizione minuziosa e mai vista prima di un problema sociale che ha molti versanti oscuri”, il film arriva per la prima volta in Piemonte dopo le proiezioni in Trentino, Marche, Puglia, Veneto, Campania, Toscana, Emilia Romagna, Lombardia e Sicilia.

Un’occasione imperdibile per porre l’attenzione su un fenomeno senza controllo che sta distruggendo tante famiglie italiane e generando diseconomia e malessere sociale.

Il 21 marzo, a Torino e Messina, visto da Libera Alessandria

torino 2016Da Messina, dove era presente il nostro “inviato speciale” Felice, a Torino. Anche quest’anno, con circa 250 persone, una presenza significativa da parte del coordinamento provinciale di Alessandria alla XXI giornata della memoria e dell’impegno per le vittime INNOCENTI delle mafie, con una nutrita rappresentanza delle scuole di Casale, Acqui, Alessandria, ma anche di associazioni, scout e presìdi da Valenza, Ovada, Novi e Tortona. Senza dimenticare i momenti di Memoria che si sono celebrati in contemporanea nei mille luoghi di lavoro, anche ad Alessandria, Sale, San Giorgio, ecc. Un ringraziamento particolare al Presidente della Commissione Speciale per la Promozione della Legalità del Comune di Alessandria e anche alla Presidente della Provincia di Alessandria che, rinunciando ad altri importanti impegni istituzionali, hanno scelto di presenziare a Torino e a partecipare alla lettura dei nomi delle vittime INNOCENTI. Impeccabile poi l’organizzazione da parte di Libera Piemonte e della referente regionale Maria Josè. A NOI tutti un grande grazie e avanti così !

LA RASSEGNA STAMPA

TRG PIEMONTE (VIDEO)

LIBERA PIEMONTE (VIDEO)

LA STAMPA (VIDEO)

ANSA

LA REPUBBLICA

QUOTIDIANO PIEMONTESE

TORINO TODAY

LA GALLERY

Ci siamo!

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Cento passi verso il 21 marzo con Libera Terra. A Valenza, degustazione e presentazione dei prodotti provenienti dalle terre confiscate alle mafie.

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7 marzo 2016. “BeneItalia. Beni confiscati restituiti alla collettività”. I beni confiscati aprono le porte.

bannerI beni confiscati “aprono le porte”, iniziativa di Libera in collaborazione con centinaia di realtà cooperative e associative che gestiscono i beni in occasione del ventennale della legge 109 del 7 marzo 1996.
Lunedi’ 7 marzo oltre 100 appuntamenti in tutta Italia con visite guidate, incontri, biciclettate e iniziative sui beni confiscati alle mafie con la partecipazione di studenti, cittadini, associazioni, scout, parrocchie.

A BOSCO MARENGO (AL), DALLE 16 ALLE 18, “A MERENDA NEL BENE CONFISCATO“. STORIA E FUTURO DEL BENE CONFISCATO ALLE MAFIE DI CASCINA SAETTA IN BORGATA DONNA.

La visita a Cascina Saetta dopo la nevicata!

Vent’anni fa, il 7 marzo 1996, entrava in vigore la legge 109/96 per l’uso sociale dei beni confiscati alle mafie, grazie alla raccolta di un milione di firme promossa da Libera. Una legge che ha rappresentato uno spartiacque nella lotta al crimine organizzato sia nel metodo – saldando l’aspetto repressivo con quello rigenerativo e sociale – sia nei risultati, con la restituzione alla collettività di migliaia di beni rubati dai poteri criminali. Lunedi’ 7 marzo 2016 ricorrono 20 anni dall’entrata in vigore della legge sul riutilizzo sociale dei beni confiscati e nell’occasione Libera in collaborazione con le centinaia di realtà cooperative e associative che in Italia gestiscono i beni confiscati organizza “BeneItalia. Beni confiscati restituiti alla collettività”, una iniziativa di riflessione e confronto sul tema, dove si “aprono le porte” ai cittadini, alle scuole, ai giovani, alle istituzioni per accogliere, raccontare i risultati raggiunti ma anche evidenziare i nodi e le contraddizioni da risolvere. Oggi sono oltre 500 le realtà che gestiscono quelle terre e quegli immobili, con l’onere non indifferente di trasformarli in luoghi di lavoro, di formazione, di cultura, di accoglienza e servizio alle persone deboli. In una parola, di speranza. Lunedì 7 marzo oltre 100 appuntamenti in tutto il paese con visite guidate, incontri, biciclettate e iniziative sui beni confiscati alle mafie con la partecipazione di studenti, scuole, cittadini, associazione, scout, parrocchie con lo scopo non solo di far toccare con mano il valore di queste esperienze, ma anche di suscitare quell’impegno trasversale che da sempre garantisce il loro sviluppo e la loro continuità nello spirito di condivisione che ha sempre caratterizzato questo percorso.

VEDI QUI L’ELENCO DELLE INIZIATIVE IN TUTTA ITALIA

Inoltre domenica 6 marzo 2016 su Rai Uno ore 23,25 Speciale tg1 trasmetterà il documentario “Sono Cosa Nostra” di Peppe Ruggiero e Simone Aleandri che cura anche la regia prodotto da Rai Cinema e Clipper Media. Il documentario celebra il ventennale della legge 109 sul riutilizzo sociale dei beni confiscati alle organizzazioni criminali, entrata in vigore il 7 marzo del 1996 grazie a una raccolta di milioni di firme promossa da Libera. Un viaggio nel Belpaese attraverso il racconto di storie di giovani e di cooperative su terreni e immobili confiscati alle mafie: uliveti a Cerignola, vigneti di alta qualità nell’alto Belice corleonese, apicoltura in una cascina sulle colline del torinese, un maglificio nell’avellinese, oppure luoghi di organizzazione criminale, come un bar di un quartiere di Milano. Con testimonianze tra gli altri di Luigi Ciotti, Daniela Marcone,Valentina Fiore, il magistrato Menditto.

Operazione “Jackpot”. Giro di estorsione e usura scoperto dai Carabinieri di Alessandria

165432411_DSC_0887Arrestati dai Carabinieri di Alessandria 4 uomini di origine calabrese responsabili di episodi di estorsione e usura a danno di imprenditori del valenzano e del casalese. Adescavano le vittime in base all’alto tenore. Millantavano connessioni con la criminalità organizzata calabrese. Quattro ordinanze di custodia cautelare in carcere per i reati di estorsione e usura. L’operazione del nucleo investigativo del Comando Provinciale di Alessandria dei Carabinieri denominata “Jackpot” ha portato all’arresto nella notte di mercoledì 2 marzo di due dei quattro componenti della banda che ha colpito diversi imprenditori del territorio alessandrino, soprattutto del valenzano e del casalese.
Gli arrestati si dedicavano all’attività criminosa per guadagnare denaro, in buona parte poi subito speso alle slot-machine (da qui la denominazione Jackpot dell’operazione).