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Entra in vigore oggi la Legge Regionale del Piemonte per il contrasto al gioco d’azzardo patologico

E’ imminente, tra gli altri, il trasferimento del Bingo di Alessandria. E’ un trasferimento che deriva dall’applicazione della Legge regionale 9/2016 ‘Norme per la prevenzione e il contrasto alla diffusione del gioco d’azzardo patologico’.
Le slot machines, in pratica, da oggi saranno bandite da tutti i locali che si trovano entro i 500 metri dai cosiddetti luoghi sensibili, come scuole, centri di formazione, luoghi di culto, impianti sportivi, ospedali, strutture residenziali o semi-residenziali sanitarie, strutture ricettive per categorie protette, luoghi di aggregazione giovanile e oratori, istituti di credito e sportelli bancomat, esercizi di compravendita di oggetti preziosi ed oro usati, movicentro e stazioni ferroviarie.
La responsabilità in materia di salute pubblica ha ora spinto la Regione a confermare le scelte fatte lo scorso anno, mantenendo saldi i principi a cui si era ispirata.
Il coordinamento alessandrino di Libera,  che da tempo si interessa al contrasto del gioco d’azzardo patologico, non può che sostenere la scelta seria e coraggiosa della conferenza dei capigruppo di Palazzo Lascaris, che ha respinto le pressioni nazionali per una “interpretazione” meno restrittiva delle norme di contrasto all’azzardo patologico.

 

Augusta Cavigliasso – Presidio di Libera “Anna Pace” di Alessandria

Carlo Piccini – Coordinamento provinciale Libera Alessandria

Libera Idee in viaggio verso Casale Monferrato

Dopo Torino proseguono le giornate del “Piemonte in Ascolto” anche in Provincia di Alessandria.
Il nostro appuntamento è per Sabato 18 novembre a Casale Monferrato.
Un grazie in anticipo alla segreteria provinciale che si sta impegnando per costruire questo appuntamento ed ai relatori che ci aiuteranno nella conoscenza e nell’approfondimento su ecoreati e corruzione.
Un grazie anche a chi parteciperà all’incontro, perché come dice la nostra referente regionale Maria Josè Fava:  “tutti abbiamo bisogno di continuare ad approfondire e studiare, nei presidi, nei coordinamenti ma anche nei momenti collettivi che ci permettono di incontrare esperti e persone quotidianamente impegnate nella lotta alle mafie e alla corruzione“.
Infine un ringraziamento personale a tutti i Presìdi, Associazioni, Cooperative, Soci singoli, Scuole.
Dopo 9 anni quello di Casale sarà l’ultimo evento a cui parteciperò come referente provinciale di Libera Alessandria.
Sono infatti giunto alla scadenza del terzo mandato triennale ed è quindi ora di passare il testimone.
Novembre 2008 – Novembre 2017. Sono stati 9 anni indimenticabili, non semplici ma sempre emozionanti, in cui ho avuto l’onore di guidare una squadra affiatata, con cui costruire da zero il coordinamento di Libera Alessandria – oggi il più ampio e articolato coordinamento provinciale del Piemonte – nel non facile compito di traghettare la percezione comune dei nostri territori verso la consapevolezza che le mafie al nord sono diventate,purtroppo anche in Piemonte, una realtà di fatto.
Ve lo ricordate? Oggi è un concetto per lo più acquisito, ma nel 2008 sarebbe stato impensabile sostenere questa tesi!
Ma se nei decenni scorsi le mafie si sono potute silenziosamente radicare al nord, oggi
abbiamo strada facendo compreso – insieme – che anche l’Antimafia sociale si può finalmente e permanentemente radicare al nord! E possiamo senz’altro sostenere – a testa alta – che se questo sta accadendo, un pochino, è anche merito nostro.
Ma c’è ancora tanto tantissimo da costruire, qualcuno tenterà ancora di ostacolare l’inesorabile
fine di questo fatto umano chiamato “mafia”. E’ già successo anche qui, lo abbiamo visto in questi anni…
Ma noi continueremo a procedere insieme, senza “stracciarci le vesti” a favor di telecamera, ma
ostinatamente e sobriamente come sempre, raccontando nelle scuole, scrivendo sui media, parlando alla radio, discutendo nelle assemblee, testimoniando sul lavoro. Passo dopo passo, come ci hanno insegnato anche Bruno Caccia, Antonino Saetta, Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e tutti gli altri.

A metà dicembre ci sarà l’assemblea provinciale che eleggerà il/la nuovo/a referente, ma in quell’occasione festeggeremo soprattutto l’inizio di un nuovo corso. Ecco perchè ho preferito salutare tutti voi con poche righe cogliendo questa occasione. Sperando naturalmente di incontravi anche sabato prossimo a Casale, per potervi salutare di persona!
A presto e buona strada, con
ancora 10 100 1000 passi da fare insieme!
Carlo Piccini
referente provinciale uscente

 

LiberaIdee – Il Piemonte in ascolto

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Minori di mafia. Il sangue non è acqua, ma deve essere pulito

AvvenireMartedì scorso il CSM ha approvato una risoluzione sulla tutela dei minori nell’ambito del contrasto alla criminalità organizzata. Problema complesso, di fronte al quale le forze della giustizia hanno bisogno, ancor più di quanto avvenga in altri percorsi di prevenzione o di risocializzazione, di una virtuosa cooperazione con quelle dei servizi sociali, del volontariato e delle agenzie educative. Problema delicato, vista l’essenziale esigenza di far comprendere ai diretti destinatari che le misure di tutela, le quali possono comportare l’allontanamento dalla famiglia e dagli abituali luoghi di vita e di relazione, sostanziano l’azione di uno Stato – come scrive oggi Renato Balduzzi nella rubrica Pane e giustizia – “che ti aiuta” e non “una seconda punizione che si aggiunge a quella prevista dal codice penale”.

Per leggere l’articolo pubblicato su Avvenire, clicca sul seguente link: Pane e giustizia – 2 novembre 2017.

Acquaponica. Innovazione “Libera”

Sabato 28 ottobre 2017 ad Alessandria, presso la Casa di Quartiere di via Verona 95/116:  Introduzione alla coltivazione Acquaponica.

Molti in Europa non conoscono ancora l’Acquaponica a causa di politiche che in passato hanno privilegiato la produzione intensiva di specie animali e vegetali, anche con abuso di prodotti a forte impatto ambientale come ormoni, antibiotici e pesticidi, con inevitabili ripercussioni negative sulla qualità alimentare degli stessi organismi allevati e coltivati. L’Acquaponica al contrario è un matrimonio fortunato tra l’Acquacoltura e l’Idroponica (Acquaponica) che valorizza le sinergie esistenti tra mondo vegetale e mondo animale per creare un ecosistema produttivo naturale, funzionante con meccanismi biologici ben definiti, con uno sguardo convinto all’innovazione sostenibile ma senza ricadere nelle criticità alimentari del passato (iperproduzione non sostenibile da un lato o sottoalimentazione delle popolazioni dall’altro), con un ricircolo pressoché totale della risorsa idrica.

Per una introduzione alla conoscenza di questa tecnica, nata per massimizzare i vantaggi e ridurre o eliminare alcuni svantaggi di altri approcci produttivi, appuntamento a partire dalle ore 9:00:

  • introduzione all’acquaponica, gli impianti, i processi biologici che li fanno funzionare, alcuni esempi di pesci allevati e di piante coltivate in Italia;
  • analisi e controllo della qualità dell’acqua, avvio di un impianto, gestione di un impianto, lotta biologica a malattie e parassiti, esempio di business planning;
  • l’esperienza del primo anno di attività dell’impianto didattico-sperimentale di Cascina Saetta (bene confiscato alle mafie a Bosco Marengo – AL).

Fine lavori prevista per le ore 12:00. La partecipazione è gratuita. Domenica mattina 29 ottobre, possibilità di visita all’impianto di Bosco Marengo.

Info e iscrizioni: Associazione Parcival – Partecipazione Civica Alessandria

Progetto “Libera il bene”. In collaborazione con Fondazione Social e Acquacoltura Italia.

Email: [email protected] Mobile: 3347255822 – 3489242935

Operazione “Bad Guys”: 15 arresti per estorsione tra Alessandria e Novi Ligure

Alessandria, 09/10/2017. Quindici persone sono state arrestate dai Carabinieri nell’ambito dell’operazione denominata “Bad Guys” alle prime ore dell’alba, in Alessandria e provincia. Diversi i reati contestati, che vanno dall’estorsione all’incendio, dalla violenza privata al falso ideologico in atti pubblici, dall’intestazione fittizia di beni/trasferimento fraudolento di valori al favoreggiamento.
Le indagini sono state condotte dal Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Alessandria e coordinate dalla locale Procura della Repubblica. Avviate nello scorso anno a seguito dell’arresto di 4 persone autrici di alcune estorsioni ai danni di operatori economici alessandrini, hanno consentito di individuare l’esistenza di un gruppo di soggetti, operanti stabilmente tra l’alessandrino e il novese, che vede tra le figure di spicco quella di un pluripregiudicato di origini siciliane, alla ribalta delle cronache nel 2012, in quanto citato tra le carte dell’inchiesta condotta all’epoca dalla procura di Cremona sul “calcioscommesse”.
RASSEGNA STAMPA con video e intercettazioni ambientali

Approvato il Codice Antimafia: un risultato straordinario che rafforza la lotta contro le mafie e la corruzione

Roma, 27/09/2017. L’approvazione della riforma del Codice antimafia costituisce un atto di responsabilità politica importante, un deciso passo migliorativo nell’azione di prevenzione e di contrasto alle mafie e alla corruzione. Fenomeni che minacciano da troppo tempo la nostra democrazia, la nostra sicurezza e che sottraggono ingenti risorse alla collettività, impedendo uno sviluppo economico e sociale, sano e diffuso, in tutto il nostro Paese.

Siamo consapevoli che non è stato né semplice né facile giungere all’approvazione di questo provvedimento. La sua gestazione è durata quattro anni, un tempo nel quale diverse organizzazioni sindacali, dell’associazionismo e della cooperazione hanno dato vita alla campagna nazionale “Io riattivo il lavoro” per promuovere una legge di iniziativa popolare. Un tempo in cui si è registrato un contributo significativo della Commissione parlamentare antimafia e del Consiglio superiore della magistratura, in cui si sono moltiplicate le discussioni pubbliche, i dibattiti parlamentari e gli interventi sui giornali. Non dimentichiamo le obiezioni e le osservazioni critiche, alcune fondate e legittime, altre legate a tecnicismi e opportunismi, che hanno accompagnato la discussione del provvedimento.

Il testo che oggi è diventato legge rafforza alcuni strumenti già esistenti – come ad esempio l’Agenzia per i beni sequestrati e confiscati – ma, soprattutto, migliora la normativa riguardante l’aggressione ai patrimoni criminali e illegali, tenendo conto dell’esperienza applicativa e di alcune criticità che si sono manifestate recentemente sul versante della destinazione e gestione dei beni e delle aziende confiscate alle mafie.

L’espropriazione delle ricchezze alle organizzazioni criminali e ai corrotti, insieme alla loro restituzione alla collettività, costituiscono lo strumento più concreto per dimostrare che le mafie e la corruzione sono fenomeni che possono essere affrontati e debellati, che lo Stato è presente e autorevole, che si possono rigenerare e riconoscere i diritti fondamentali, a partire da quello del lavoro e della sicurezza, laddove per lungo tempo essi sono stati negati.

Un ringraziamento particolare va a tutti i parlamentari che con impegno, competenza, passione e tenacia hanno presentato, discusso e, quando si è resto necessario, hanno anche difeso il provvedimento, sino a permetterne la sua odierna approvazione.

Nel 25esimo anniversario delle stragi di Capaci e di via d’Amelio e nel 35esimo anniversario dell’approvazione della legge “Rognoni-La Torre” non poteva esserci modo migliore per onorare tutte le vittime innocenti delle mafie.

Acli, Arci, Avviso Pubblico, Centro studi Pio La Torre, Cgil, Cisl, Legambiente, Libera – Associazioni, Nomi e Numeri contro le mafie, Sos Impresa, Uil

Verso il 21 marzo nazionale a Foggia

E!stateLiberi! 2017 a Cascina Saetta: il video

Libera: il Bilancio Sociale nazionale 2016

Scrivere un bilancio sociale non è semplice quando lo “Stato sociale” nel suo insieme è penalizzato, malato, trascurato.
La deriva prosegue, come noto, da diversi anni (salvo misure “una tantum” che servono ad abbassare un po’ la febbre, non certo a curarne le cause): riduzione dei servizi e delle opportunità, mancanza di lavoro e crescita della povertà relativa e assoluta. E quel dato sulla disoccupazione giovanile che più di altri dovrebbe far riflettere sulla insostenibilità di un sistema incapace di generare speranza e dignità, complice diretto o indiretto – nella sua inerzia – della diffusione delle mafie e della corruzione.
Ecco allora che la scrittura di un bilancio sociale non può prescindere da una più ampia analisi della situazione di un Paese. Non può chiudere gli occhi su una politica che, salvo eccezioni, ha smesso d’incontrare le persone per cercare gli elettori, né tacere lo scandalo di un’economia asservita in gran parte alle leggi del potere e del profitto invece che a quelle della coscienza e del bene comune. Così come deve ricordare che dietro ogni dato, ogni statistica, ogni “sofferenza” del capitale finanziario, ci sono le sofferenze reali delle persone, le loro speranze tradite, la loro dignità calpestata.
L’impegno sociale deve muovere da questa consapevolezza se non vuole limitarsi a una solidarietà certo virtuosa ma sterile, incapace di generare cambiamento e giustizia sociale.
È questa consapevolezza che anima da più di vent’anni il cammino di Libera, il suo sapersi non fine ma mezzo, il suo piccolo ma ostinato contributo per costruire un Paese dove l’onestà, la corresponsabilità, la dignità sociale e economica siano non solo di casa ma pane quotidiano della nostra vita e del nostro impegno di cittadini.
Le pagine seguenti sono appunto testimonianza di quest’impegno che attraversa le nostre vite e che, ci auguriamo, ne incontri e “contagi” tante altre, come quelle dei giovani che nell’ultimo anno sono cresciuti nei vari ambiti dell’associazione portando dovunque un prezioso contributo di passione e creatività. Protagonisti di un cambiamento che richiede però a tutti di metterci di più in gioco. Perché solo insieme possiamo cambiare le cose, solo insieme il desiderio di cambiamento diventa forza di cambiamento.

don Luigi Ciotti