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13 gennaio 2017: è tempo di verifica

Una serata dal bilancio più che positivo quella del 13 gennaio 2017 presso la sala conferenze dell’Associazione Cultura&Sviluppo di Alessandria.

A cinque anni dagli impegni assunti con Libera durante la campagna elettorale dal Sindaco Rita Rossa (vedi qui le video interviste di TUTTI i candidati del 2012), era necessario iniziare un percorso di verifica su quanto effettivamente realizzato.

Si è scelta la formula dell’”audit”, ovvero una valutazione da parte di soggetti indipendenti (in questo caso sono state interpellate dieci firme dell’informazione locale e regionale) che hanno posto domande sia generali che specifiche al Sindaco sulla piattaforma AL10, con tempi definiti per le risposte.

Una formula forse un po’ troppo “anglosassone” per la sensibilità e le consuetudini nostrane, ma che si è rivelata, a nostro giudizio, la migliore possibile visti i tempi e la vastità degli argomenti.

La serata era in diretta streaming, il Sindaco ha risposto nei tempi e non si è sottratta a nessuna delle domande e, dopo un prima valutazione a caldo, sarà ora possibile da parte di tutti rianalizzare con la dovuta calma i contenuti dell’audit, ed eventualmente richiedere per iscritto ulteriori chiarimenti a Rita Rossa ed alla attuale Giunta.

Tale possibilità, oltre che alle associazioni aderenti a Libera, è naturalmente aperta ai giornalisti presenti alla serata (a cui va nuovamente il nostro ringraziamento per la disponibilità e la professionalità prestata) ed a tutti i cittadini interessati, lasciando commenti firmati agli articoli sul sito di AlessandriaNews (mediapartner di Libera per AL10) o tramite email da inviare a [email protected].

Rita Rossa a fine serata ha dato la disponibilità di rispondere ad ulteriori domande e richieste di approfondimenti che dovessero pervenire nei prossimi giorni. Nell’ambito delle nostre possibilità, tutte le domande sottoscritte per il Sindaco che ci perverranno tramite email, verranno nei prossimi giorni raccolte e inoltrate all’Amministrazione Comunale per le risposte e gli approfondimenti necessari da parte della Giunta. Risposte che volentieri ripubblicheremo anche sui nostri blog.

In ogni caso, nel merito della serata, da sottolineare fin da subito alcune carenze tecniche emerse sulla piena accessibilità pubblica e trasparenza del sito internet del Comune (punto 5 di AL10) e la disponibilità del Sindaco di valutare, con l’ufficio legale del Comune, la possibilità di costituirsi parte civile nei processi penali contro attività criminali di stampo mafioso (punto 3 di AL10), che dovessero confermarsi a seguito delle recenti operazioni condotte dalle Forze dell’Ordine sul nostro territorio (in particolare Triangolo 2015, Alchemia e Arka di Noè 2016).

Resta infine inteso che, a chiunque dovessere vincere le prossime elezioni amministrative del 2017, sarà richiesta analoga disponibilità al confronto partecipato.

Le mafie si sono già radicate anche al nord da almeno ventanni, con o senza grandi opere. Riteniamo quindi che, come Libera e in generale come cittadini appartenenti ad una “società responsabile”, all’indispensabile componente politica rappresentativa, una società democratica che si dica convintamente antimafia debba necessariamente riscoprire anche la sua componente partecipativa. Per questo contiamo che il monitoraggio civico diventi, prima possibile, una cultura davvero diffusa e trasparente.

Clicca qui per rivedere e riascoltare l’intera serata

Auguriamo un 2017 ricco di soddisfazioni! Con un occhio di riguardo alla ‘ndrangheta del Tortonese e dintorni…

IMG_20160321_101657Abbiamo appena concluso la ormai tradizionale raccolta fondi natalizia di Libera a Tortona, che quest’anno si è svolta per sostenere i progetti provinciali di contrasto al gioco d’azzardo patologico. Un doveroso e grato applauso, per lo splendido lavoro svolto, va senza dubbio al Presidio di Libera “Piersanti Mattarella” di Tortona ed al Comune di Tortona, che anche quest’anno ha voluto patrocinare l’iniziativa.

Il 2016 si è concluso ma, guardando indietro agli ultimi anni trascorsi e rileggendo le cronache giudiziarie recenti dal nostro territorio, è proprio Tortona a spiccare tra tutti i centri zona per quanto concerne la ricorrenza della parola ‘ndrangheta.

Ciò non è necessariamente da attribuire ad una presenza mafiosa più pervicace che in altri territori, anzi. Piuttosto forse ad una più attenta azione di contrasto e conseguente emersione del fenomeno. Sta di fatto che Tortona e tutto il basso Tortonese dovranno meritare, nel nuovo anno, buona parte della nostra attenzione. Ripercorriamone in sintesi le ragioni.

Era il settembre 2011 quando la Questura di Alessandria disponeva il sequestro di beni per cinquecentomila euro ad Antonio Maiolo, di Sale, per reati collegabili alla ‘ndrangheta. Una vita passata tra Sale e Tortona, 70 anni, risultava nullatenente. Si trattava del primo sequestro preventivo di beni effettuato in provincia di Alessandria su indizi relativi a persone che, secondo le indagini, erano collegate ad organizzazioni criminali. Maiolo oggi risulta condannato in via definitiva per 416bis, con sentenza confermata in Cassazione (Penale Sent. Sez. 5 – Num. 31666 – Anno 2015. Presidente: Lapalorcia Grazia. Relatore: Bruno Paolo Antonio. Data Udienza: 03/03/2015).

L’allora Questore Filippo Dispenza commentava così l’accaduto in conferenza stampa:”Nessun territorio italiano può dirsi esente da infiltrazioni di criminalità organizzata e l’indagine nei confronti del Maiolo lo dimostra: è durata diversi mesi ed estesa a tutto il territorio nazionale. L’operazione, oltre al fatto di essere intrinsecamente complessa è di assoluto rilievo in quanto si inquadra a pieno titolo nella strategia, ormai consolidata, di aggressione ai patrimoni che si presume siano frutto dell’attività criminale come strumento più efficace per il contrasto del fenomeno mafioso”.

Parole sante e che oggi diremo anche profetiche. Spiace solo sottolineare che quei beni in Comune di Sale, oggi confiscati in via definitiva, siano ancora lì inutilizzati, anche se le esigenze concrete ed i progetti di possibile riuso sociale ai sensi della L.109/96 certamente non mancherebbero. Speriamo solo di non dover attendere anche qui nove anni come per Cascina Saetta…

A tale proposito, nel febbraio 2012 nella vicina Bosco Marengo, sempre tra Alessandria e Tortona e proprio ad un paio di chilometri da Cascina Saetta (primo bene confiscato alle mafie in provincia), il Tribunale di Alessandria aveva disposto il sequestro di beni per circa un milione di euro riconducibili a Bruno Pronestì, che si era anche “dissociato”, ma che secondo l’accusa ricopriva il ruolo (“dote”, in gergo mafioso) di capo-locale della ‘ndrangheta del basso Piemonte, un territorio esteso dalla Valle Scrivia all’Albese. Arrestato nel mese di luglio del 2011 nell’ambito dell’operazione “Maglio-Albachiara”, accusato per associazione a delinquere di stampo mafioso, viene poi condannato in via definitiva con la stessa sentenza confermata in Cassazione il 3 marzo 2015, assieme a Maiolo ed altri. Dell’operazione Albachiara avevamo trattato in più occasioni.

Nell’aprile 2014 un altro “tortonese” approda alle cronache locali per legami con la ‘ndrangheta. Lo si apprende durante una conferenza stampa alla presenza del comandante della compagnia di Tortona Roberto Ghiorzi e del vice comandante della Guardia di Finanza di Tortona Antonio Iannotta e coinvolge un calabrese che per sei anni ha vissuto a Tortona in via Verdi: Antonino Ditto, originario di Seminara, ma che dal 2007 al 2013 aveva vissuto a Tortona. Nei confronti di Ditto viene emesso un provvedimento restrittivo della libertà personale. La polizia ritiene che sia uomo di fiducia della cosca Santaiti-Gioffrè. Il nome di Ditto era emerso nell’operazione che, nel 2013, aveva portato all’arresto a Castelnuovo Scrivia (anche qui un Comune del basso Tortonese) di Sebastiano Strangio, personaggio secondo l’accusa coinvolto niente meno che nella strage di Duisburg: la patente che Strangio aveva esibito alle forze dell’ordine che lo avevano fermato e poi riconosciuto come tale, era intestata a Ditto. Avevamo parlato di Strangio qui.

Antonino Ditto, nel 2007 era arrivato a Tortona assunto dalla azienda EdilDerthona del noto imprenditore tortonese Francesco Ruberto, titolare di numerose aziende nel campo dell’edilizia e del movimento terra.

Francesco Ruberto, oggi 52 anni, residente lungo la S.P. per Villaromagnano (Fraz. Mombisaggio), nel febbraio 2014 era stato anche lui sottoposto a provvedimento restrittivo della sorveglianza speciale di Pubblica Sicurezza con obbligo di soggiorno. La richiesta di restrizione della libertà era stata effettuata dal Questore di Alessandria e rientrava nella fattispecie di cui all’art. 4 c. 1 lett. b D. Lgs. 159/2011, ovvero il Codice delle leggi antimafia, delle disposizioni in materia di documentazione antimafia e delle misure di prevenzione.

Nel giugno 2014 il comandante provinciale della Guardia di Finanza Antonio Borgia, durante la conferenza stampa di presentazione del dati sull’attività svolta nei primi cinque mesi dell’anno su tutto il territorio provinciale, sottolineava la vicenda che aveva coinvolto Francesco Ruberto come una di quelle di cui si era occupato maggiormente, e di cui si sta stava occupando ancora, il Gruppo di Tortona, a significare la grande attenzione che le fiamme gialle tortonesi stavano già mettendo per controllare i radicamenti mafiosi in quel territorio.

Era già nell’aria da tempo, ma nel febbraio 2015 arriva la notizia che la Direzione Investigativa Antimafia di Genova pone sotto sequestro numerosi beni immobili e mobili riconducibili ai fratelli Aldo ed Ercole Gaglianò, ritenuti affiliati alla famiglia Facchineri di Cittanova. Ne avevamo già parlato qui. I beni, sequestrati tra Tortona e Cittanova per un totale di circa due milioni e mezzo di euro, sarebbero secondo gli inquirenti di provenienza illecita e di valore sproporzionato rispetto alla situazione patrimoniale accertata. Giuseppe Gaglianò, padre dei due, era stato ucciso, a Genova, nel 1978, nell’ambito della “faida di Cittanova” che vedeva contrapposti la `ndrina “Facchineri” da un lato e quella “Raso-Gullace-Albanese” dall’altro, mentre il fratello Luciano era stato assassinato, sempre a Genova, nel 1991, da parte di esponenti della consorteria “Fiandaca-Emanuello”, propaggine della famiglia “Madonia”, di cosa nostra nissena. Si tratta peraltro della stessa cosca “Fiandaca-Emmanuello” di Genova a cui viene collegato Rosario Caci, soggetto a cui nel 2005 venne confiscato l’immobile oggi recuperato, anche grazie a Libera, e noto come Cascina Saetta a Bosco Marengo (in memoria del giudice Antonino Saetta e del figio Stefano, assassinati il 25 settembre 1988, proprio per ordine dei “Madonia”).

Nel 2015, scatta l’operazione “Triangolo”. Qui il nostro post dell’epoca.

A seguito di una serie di misure cautelari scattate con l’operazione Triangolo sul traffico illecito di rifiuti tra Lombardia, Piemonte e Liguria, risultava come del materiale contenente rifiuti venisse destinato alle cave del tortonese e in altri siti, in particolare a cantieri edili. Tra le molte conseguenze dell’inchiesta, al Gruppo degli imprenditori tortonesi Giorgio e Alberto Franzosi la Prefettura di Alessandria aveva disposto l’esclusione della cosiddetta “white list”, ovvero il registro delle imprese non sospettate di infiltrazioni mafiose. Il provvedimento della Prefettura aveva avuto come conseguenza anche la perdita di appalti pubblici in corso, come quelli del Terzo Valico dei Giovi. Dall’inchiesta emergevano, oltre al traffico dei rifiuti, anche legami con altre ditte già colpite da provvedimenti antimafia, come la Ruberto Srl. Tra le accuse rivolte ai Franzosi ci sarebbe infatti anche il conferimento, a seguito di un accordo stretto con Francesco Ruberto, di 2.880 tonnellate di rifiuti speciali non pericolosi, dal 2001 al 2013. Esisterebbero quindi elementi che indicano la “sussistenza di interessi comuni tra i Franzosi e Francesco Ruberto, comprovate da una comune partecipazione nella società Effebigi Srl (essendone soci tanto Giorgio Franzosi quanto lo stesso Ruberto”). Il Tar del Piemonte, con sentenza pubblicata nel maggio 2016, ha respinto il ricorso presentato dalla Franzosi contro la mancata iscrizione delle ditte nel registro delle imprese non sospettate di infiltrazioni mafiose, ossia la cosiddetta white list.

Ma il 2016 nel Tortonese si era già aperto con le battute finali del processo, iniziato nel dicembre del 2012, nei confronti di un gruppo di calabresi: i fratelli Aldo ed Ercole Gaglianò, Maurizio Gerace e Francesco Ruberto. Nomi ricorrenti a Tortona…

I due fratelli vennero arrestati poco prima del Natale 2011 dagli uomini della GdF per un’estorsione ai danni di Andrea Iovino, commerciante di auto, per circa 20 mila euro: i due vennero ripresi mentre intascavano il denaro dalla telecamera di sicurezza proprio della casa di Aldo, situata a Vho (Frazione di Tortona). A Francesco Ruberto invece veniva contestata la intermediazione fittizia di beni. Il processo si era svolto in numerose udienze nel corso delle quali gli imputati avevano contestato le accuse, dichiarandosi innocenti o, per gli imputati minori, minimizzando la propria posizione. Addirittura i fratelli si erano dichiarati vittime della ‘ndrangheta che uccise il loro padre, negando qualsiasi vicinanza con la potentissima famiglia Facchineri di Cittanova, paese di origine dei Gaglianò e di Gerace (un esponente della famiglia Facchineri venne anche ucciso a fucilate a Castellar Guidobono, sempre vicino a Tortona).

Alla fine, mercoledì 18 dicembre 2016, è arrivata la sentenza. Aldo Gaglianò, 58 anni, abitante a Vho, risultato colpevole di tutti i capi d’imputazione, è stato condannato a 9 anni e 8 mesi di reclusione e 8 mila euro di multa (la richiesta era stata di 18 anni), il fratello 61enne Ercole, via Rinarolo, anche lui ritenuto responsabile di tutti i capi d’accusa ha avuto la condanna a 7 anni e 8 mesi e 6.800 euro di multa (richiesti 10 anni e 4 mesi); Gerace, 35 anni, già domiciliato lungo la statale per Sale, ritenuto responsabile di estorsione, ha avuto la condanna a 8 anni e 4 mesi e 5 mila euro (richiesti 10 anni) mentre Francesco Ruberto, oggi 52 anni, abitante alla frazione Mombisaggio, accusato di intermediazione fittizia, è stato condannato a 2 anni (richiesti 3). Per i principali imputati il tribunale ha riconosciuto l’aggravante mafiosa.

Il 2016 si chiude quindi con la stessa vicenda in odore di ‘ndrangheta con cui lo avevamo aperto, quasi a confermare il territorio Tortonese come nostro “sorvegliato speciale” per il 2017.

Nel frattempo il coordinamento provinciale di Libera Alessandria, assieme a Libera di Genova, sta studiando e seguendo da vicino le O.C.C. e le vicende collegate all’Operazione “Triangolo” del 2015 e alle successive “Alchemia” e “Arka di Noè” del 2016. Tutte operazioni con importanti risvolti di ‘ndrangheta che riguardano il Tortonese e la Valle Scrivia, e di cui ci siamo già occupati qui.

Ce ne occuperemo ancora…

BUON 2017 A TUTTI !

Inaugurata la Raccolta fondi di Natale: con Libera, tutti i giorni fino al 24 dicembre!

libera-freccia-natale2016-tA Tortona (AL). Il Presidio Piersanti Mattarella vi aspetta in via Pelizzari 6
Da Lunedì a Domenica ore 15-19. Sabato e Domenica anche mattino ore 9-13

Antimafia, terrorismo e Csm. Come e perché occuparci di una non-notizia

index“I fatti e le decisioni che concorrono alla tenuta e alla coesione di un sistema sociale sono spesso quelli meno proclamati e meno avvertiti: insomma non fanno notizia”.

Così Renato Balduzzi, nella sua rubrica Pane e giustizia uscita su Avvenire, ha inteso portare l’attenzione sulla recente approvazione da parte del Csm del programma di lavoro anti mafia-terrorismo-corruzione, che da oltre un trentennio costituisce uno strumento, progressivamente sviluppato e migliorato, di informazione e monitoraggio, di supporto e coordinamento alle attività di contrasto di questi fenomeni.
Per leggere il testo dell’articolo, clicca sul seguente link:

    Pane e giustizia – 16 dicembre 2016

In 200 all’aperitivo del secondo Slot Mob di Alessandria!

locandina slotmobComunicato a cura degli  studenti della 3° AA dell’Istituto Volta di Alessandria

Il nostro progetto “Io non gioco: una scommessa vincente”, che coinvolge scuole e associazioni di Acqui ed Alessandria, sta volgendo al termine e dopo la bella giornata di formazione con Paolo Canova di Taxi 1729 e l’incontro con ex giocatori d’azzardo, ora vi proponiamo il 2° SlotMob alessandrino.

Gli SlotMob, per chi non lo sapesse, sono nati per aumentare la consapevolezza dei cittadini su un fenomeno preoccupante che sta prendendo sempre più piede in Italia: il gioco d’azzardo con slot machine, scommesse e gratta e vinci.

Oggi il gioco d’azzardo è un business milionario che sta creando sempre più dipendenza e povertà nelle fasce sociali più deboli, dove molte famiglie si ritrovano sul lastrico, si riempiono i centri di cura delle ASL per il gioco patologico, si arricchiscono le multinazionali dell’azzardo e si crea un terreno fertile per l’azione della criminalità organizzata.
Lo Slot Mob vuole riconoscere e segnalare tutti quei bar e locali che hanno scelto eticamente di non installare slotmachine.

Le associazioni e le scuole aderenti al progetto sostenuto dalla Fondazione Social sono fiere di invitarvi allo SlotMob di venerdì 16 dicembre, dalle 19 alle 23 all’Ortozero Cafè in piazza Santa Maria di Castello 6. Ci sarà un aperitivo sfizioso, un torneo di calcetto, con 2 fantastici calciobalilla imprestati dalla ditta Garlando, giochi da tavolo e la visione del corto prodotto dai ragazzi di Acqui Terme.

Imperdibili poi le due band di musica etnica che ci accompagneranno per tutta la serata: il gruppo di animazione Uki Iku dell’associazione Social Domus e la Maramao Band, con cui potremo ballare e scaldarci sulla piazza!!!

Siete tutti invitati, vi aspettiamo numerosi!!!

Organizzatori e aderenti alla manifestazione: Progetto “Io non gioco: una scommessa vincente”, che coinvolge: Fondazione Social, APS Parcival Alessandria, Assessorato Coesione sociale e Partecipazione Città di Alessandria, Associazione “Punti di Vista – approccio integrato psicologico e legale” AUSER Provinciale C.I.S.S.A.C.A., Consulta Provinciale degli studenti Alessandria, Coompany& S.C.S. – Company 2 S.C.S, I.I.S., “Nervi-Fermi” Alessandria, “Saluzzo-Plana” Alessandria, LIBERA, ITIS Volta Alessandria, SerT Alessandria

Hanno aderito anche il presidio di Libera “Anna Pace” di Alessandria, APS Social Domus, Alessandria slot free, Cooperativa Crescere Insieme, Caritas diocesana, Movimento dei Focolari, Comunità San Benedetto al Porto. Con il patrocinio del Comune di Alessandria


E 200 persone si sono ritrovate venerdì 16 per lo slot mob in Piazza Santa Maria di Castello!

La Gallery dell’evento:

Natale 2016 con Libera. A Tortona, tutti i giorni dal 14 al 24 dicembre!

libera-freccia-natale2016-tTORTONA – “Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie” è nata il 25 marzo 1995 con l’intento di sollecitare la società civile nella lotta alle mafie e promuovere legalità e giustizia. Attualmente Libera è un coordinamento di oltre 1600 associazioni, gruppi, scuole, realtà di base, territorialmente impegnate per costruire sinergie politico-culturali e organizzative capaci di diffondere la cultura della legalità. Anche quest’anno, in occasione delle feste natalizie, il Presidio di Libera “Piersanti Mattarella” di Tortona, in collaborazione con l’associazione Parcival e con il Gruppo Agesci Tortona 1° propone la “Bottega di Natale di Libera”, una campagna di raccolta fondi per progetto “Io non gioco: una scommessa vincente” . Nella bottega sarà possibile fare una donazione e trovare i gadget di Libera e le confezioni natalizie con i prodotti alimentari biologici confezionati, sigillati ed etichettati a marchio Libera Terra, provenienti dalle terre confiscate alle mafie di Sicilia, Calabria, Campania Puglia e Piemonte. Per un Natale diverso all’insegna della corresponsabilità e della legalità.

L’appuntamento con i volontari dell’ Agesci e di Libera è quindi a Tortona, in via Pellizzari 6/A, a partire dall’inaugurazione di mercoledì 14 dicembre alle ore 18 fino alla vigilia di Natale, tutti i giorni lavorativi dalle 15 alle 19 e tutti i sabati e le domeniche, sia al mattino che al pomeriggio. Per maggiori informazioni http://liberalessandria.liberapiemonte.it.

Intrecci di Culture. 7 Dicembre 2016. Loggia di San Sebastiano a Ovada

coromoro-immagineSi terrà mercoledì 7 Dicembre 2016, dalle ore 18, l’iniziativa “Intrecci di Culture”, organizzata dal Comune di Ovada, in collaborazione con Libera, CPIA 2 AL e con la segreteria organizzativa di UO’nderful – Associazione di Promozione Culturale e Turistica.

L’evento, che fa parte del Progetto “Cultura e Integrazione” promosso dal Comune di Ovada, iniziato con il Campus Giornalistico “Roberto Morrione”, vuole portare avanti il concetto dell’Ovadese come territorio di pace, promuovere un messaggio di convivenza democratica e proseguire il percorso iniziato con “Testimone di Pace” nel 2006.

L’iniziativa, che si terrà ad Ovada presso la Loggia di San Sebastiano e alla quale tutta la cittadinanza è invitata a partecipare, prevede a partire dalle ore 18 un incontro con le realtà presenti sul territorio che si occupano di integrazione, di richiedenti asilo e di rifugiati politici: nello specifico vedrà la partecipazione della Dirigente Scolastica Matelda Lupori del CPIA 2 di Alessandria che tratterà del tema “Tornare a scuola e farlo da grandi: sfide e opportunità” e, più in generale, illustrerà quali sono i progetti dei Centri Provinciali per Adulti che coinvolgono gli stranieri nella Provincia di Alessandria, in particolare i video AFRICAMUSICA- ALMA (Atlante Linguistico- Musicale Africano) seguito da Andrea Gaggero e UN MARE DI EMOZIONI, coordinato da Andy Rivieni.

Parteciperà, inoltre, Ahmed Osman, presidente della Cooperativa Coompany di Alessandria, che porterà all’attenzione del pubblico presente le iniziative e le proposte di cui lui e i suoi collaboratori si occupano nei confronti delle fasce più deboli e di mediazione culturale.

Moderatrice dell’incontro sarà l’Avv. Paola Sultana, del Presidio di Libera Ovada “A. Landieri”.

Dopo le relazioni, si susseguiranno vari interventi di chi si occupa da anni di integrazione, tra cui Cooperativa Idee Solidali, Cooperativa Social Domus e Cooperativa CrescereInsieme, il Consorzio Servizi Sociali dell’Ovadese, Cooperativa ABC.

Alla conclusione del dibattito, si terrà un buffet con piatti tipici del nostro territorio proposti da EquAzione e piatti tradizionali ispirati ai paesi d’origine dei ragazzi stranieri preparati in collaborazione con le Cooperative Idee Solidali e Social Domus: una combinazione di sapori tutta da gustare all’insegna della solidarietà e fratellanza.

Alle ore 21 il pubblico si immergerà nelle musiche dialettali piemontesi con il concerto tenuto da CoroMoro; il gruppo, formatosi nel 2014 nelle Valli di Lanzo, è composto da ragazzi richiedenti asilo, provenienti dal Senegal, Gambia, Costa d’Avorio, Ghana e dai volontari Luca Baraldo e Laura Castelli.

Per il Comune di Ovada l’idea di portare su un palco questi giovani, sopravvissuti alle discriminazioni e alle violenze, lancia un messaggio forte di antirazzismo, condivisione e possibile integrazione, di cui il nostro Paese avrebbe bisogno.

Novi Ligure. All’ITIS Ciampini-Boccardo messa a dimora la quercia della Memoria

98467786_albero_della_legalit__Il primo passo era stato fatto il 23 di maggio, in memoria della strage di Capaci. Lunedì 21 novembre si è poi concretamente messa a dimora la “quercia della Memoria”.  Lo hanno fatto le classi  dell’istituto Ciampini Boccardo di Novi Ligure nel cortile interno della scuola, per rappresentare i valori della giustizia, della libertà e l ’importanza dell’impegno nella lotta contro la corruzione e l’illegalità .

L’occasione è stata accompagnata da una breve lezione sulle quercie da parte dell’agronomo Alberto Mallarino, seguita da un intervento di Libera sui diversi significati che il termine stesso “legalità” può declinare, sulle diverse forme che le mafie e le organizzazioni criminali in genere (la ‘ndrangheta in particolare) possono assumere sul nostro territorio provinciale, suscitando vivace interesse ed una attiva partecipazione da parte dei rappresentanti di classe riuniti in assemblea.

“L’unica logica di “affiliazione” che l’istituto novese conosce è quella della legalità – sottolineano dalla scuola – e la esercita invitando, primo tra tutti gli istituti del territorio, l’associazione Libera, per continuare a far camminare sulle gambe dei propri alunni le idee, che hanno permesso alla nostra società di cambiare atteggiamento nei confronti delle mafie”.

Arrivederci al 21 Marzo ragazzi!

Campus Roberto Morrione 2016: Il documento finale dei partecipanti

img-20161112-wa0009Che cos’è la povertà oggi?

Oggi la povertà si traduce nella privazione della dignità.

La dignità non è un fattore di nazionalità: mentre in passato i “poveri” erano perlopiù stranieri riscontrabili in quelli che erano i “senza tetto”, oggi appaiono essere sempre più italiani.

In Italia la povertà negli ultimi sette anni è triplicata fino ad arrivare a 8.000.300 persone in povertà relativa, di cui 1.200.000 minori e il 28,3 % delle popolazioni si trova nella condizione di rischio.

Qual è la risposta del sociale?

Le soluzioni e le modalità per far fronte al problema sono perlopiù o totalmente affidate al volontariato; associazioni come la Caritas si trovano a confrontarsi rispetto a un problema in crescente aumento.

In aumento perché?

La crisi che negli ultimi anni ha colpito la nostra società va a minare non solo la condizione sociale della popolazione, ma purtroppo anche le basi stesse dello Stato e della sua organizzazione quale Welfare State.

A peggiorare il tutto troviamo meccanismi quali il “gioco” d’azzardo che poi tanto gioco risulta non essere, considerando quante persone si trovano rovinate da esso.

Un aspetto su cui fa leva chi vuole vendere l’azzardo è la prospettiva di una vittoria facile, la quale attira maggiormente chi si trova in una condizione di ristrettezza economica.

Tutto ciò però non fa che aggravare la loro condizione creando dipendenza rispetto a quella che risulta essere solo un’ulteriore perdita di denaro.

Questi meccanismi sono delle vere e proprie trappole dietro le quali ci sono dei veri e propri studi scientifici per alienare la persona alla postazione. Nelle sale gioco l’obiettivo è quello di creare dei non luoghi in cui il tempo non esiste, non ci sono orologi e nemmeno la possibilità di orientarsi con la luce solare in quanto le finestre sono oscurate. Le musiche sono ipnotiche e fanno sperare in una vincita inesistente ed inoltre non può essere trascurato il fatto che l’individuo nelle sale slot ha accesso continuo a bevande alcoliche e la possibilità di fumare senza lasciare la propria postazione.

A testimoniare la crescente influenza dell’azzardo nelle nostre vite basta pensare ad una realtà vicina a noi: Genova; qui il numero di pazienti con dipendenza da gioco dai sert della città è raddoppiato negli ultimi anni. Questo numero già di per se preoccupante indica soltanto i soggetti che si sono volontariamente affidati alle cure di centri specializzati.

Tuttavia le ragioni che concorrono a ridurre una persona in stato di povertà sono molto complesse: perdita di lavoro o riduzione dello stesso con la conseguente possibilità di perdere la casa, la possibilità di sostentarsi, curarsi e infine provvedere all’istruzione dei propri figli.

A questo proposito le soluzioni possibili potrebbero essere in primo luogo l’impegno nella vita di tutti giorni da parte degli enti pubblici in collaborazione con le associazioni che già provvedono a questo, semplificando l’assunzione di chi si trova in condizione di povertà per determinati posti di lavoro o stanziando dei fondi che andranno ad affiancare le famiglie per le spese domestiche.

In ogni caso non bisogna dimenticare che tali provvedimenti non vanno attuati solo in caso di emergenza, ma in un contesto globale che consenta alle persone di non perdere la propria umanità.

Campus Giornalistico “Roberto Morrione”. Il 12-13 novembre appuntamento con la V edizione.

roberto-morrioneIl Campus Giornalistico “Roberto Morrione” nasce nel 2012 da un’ idea del Centro Pace di Ovada Rachel Corrie.
Il progetto è stato successivamente organizzato dal presidio di Libera Antonio Landieri di Ovada con il patrocinio del Comune e con l’associzione U’Onderfull dall’anno successivo. Ogni anno il Campus è dedicato ad un tema diverso su cui i ragazzi riflettono e lavorano assieme agli organizzatori e relatori per i due giorni in cui si svolge. Fin dalla prima edizione si è deciso di dedicare il Campus a Roberto Morrione, indimenticato fondatore e presidente di Libera Informazione.

I temi trattati nelle cinque edizioni sono i seguenti :

  • 2012 : Processo Eternit di Casale Monferrato; Incontro con i giovani redattori della rivista “Il Clandestino”.
  • 2013 : EXPO 2015 e Grandi opere con i redattori del giornale “ Stampo Antimafioso”
  • 2014 : “La scuola è un diritto, la vita anche” con Davide Mattiello e Cinzia Caggiano
  • 2015 : “ Migranti e Profughi tra accoglienza e pregiudizio: la risposta del territorio” con Walter Massa e Alessandra Ballerini”
  • 2016 : “ Povertà: una spirale da rompere” con Leopoldo Grosso, Gabriele Mandolesi e Nicoletta Dentico.

Il tutto viene svolto all’interno delle Hotellerie il Geirino di Ovada con possibilità di soggiornare o anche solo di consumare i pasti; il contributo richiesto all’arrivo dei partecipanti è di 10 euro senza pernottamento 15 con pernottamento e 5 per chi partecipa ad una sola giornata.

Ultimi giorni per le iscrizioni!

QUI LA SCHEDA DI ISCRIZIONE E IL PROGRAMMA DELL’EDIZIONE 2016