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Convocazione Assemblea Regionale di Libera Piemonte

Assemblea Provinciale di Libera Alessandria

20 maggio 2019: incontro con i candidati

Bilancio Sociale “Passaggio a Nord Est”

Luigi Ciotti a Ovada: “La responsabilità di essere giovani”

Camminata sul Sentiero della Pace, in collaborazione con il Presidio Domenico Petruzzelli di Novi Ligure

21 marzo 2019 a Novara, terra di confine. In 250 anche dalla provincia di Alessandria

Il 21 marzo 2019 si è tenuta la ventiquattresima edizione della Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, ricorrenza che segna la storia di Libera, nata nel 1995 in risposta al periodo delle stragi mafiose. A livello nazionale Libera ha vissuto la Giornata della Memoria e dell’Impegno nel Triveneto e più precisamente a Padova, mentre a livello regionale la scelta è ricaduta su Novara, provincia nella quale esiste dal 2007 un coordinamento dell’associazione.

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Anche Libera Alessandria ha partecipato, con una delegazione di 250 persone, prevalentemente scuole, tra cui il Liceo Saluzzo, l’I.T. Fermi e la secondaria di 1° grado Manzoni di Alessandria, l’I.T. Marconi di Tortona, delegazioni delle scuole da Ovada e Acqui, oltre all’Agesci Alessandria 1 e Alessandria 3.  Ma gli oltre 1000 nomi delle vittime innocenti sono stati anche ricordati nelle scuole e nelle piazze della provincia, ancora ad Alessandria, a Novi Ligure e a Casale Monferrato.

Ma perché il 21 marzo a Novara? A oggi non si registra nessuna operazione antimafia dedicata al territorio novarese, pur non mancando novaresi condannati per 416-bis o per concorso esterno in associazione mafiosa, oltre a diversi casi di estorsione e usura, spesso perpetrati con modalità criminali molto vicine a quelle mafiose, di prostituzione e di reati ambientali gravi, con tanto di collegamenti con la ‘ndrangheta. Molti di essi riguardano il mondo delle cave, settore economico di rilievo in provincia di Novara nel cui ambito si consuma nel 2010 il fatto che segna la svolta nella percezione della presenza criminale nell’opinione pubblica locale: l’omicidio di un imprenditore di Romentino (NO) compiuto con modalità paramafiose.

Il 2010 è anche l’anno dell’operazione Crimine-Infinito, che a luglio conduce dietro alle sbarre circa trecento affiliati alla ‘ndrangheta tra Calabria e Lombardia, nel cui troncone sono presenti anche i tre novaresi Rocco Coluccio, Carmine Verterame e Fabrizio Parisi (quest’ultimo residente a Ghislarengo, comune del vercellese al confine con la provincia di Novara, ma braccio destro di Verterame): tutti e tre verranno condannati per associazione mafiosa. Coluccio in particolare è identificato dalle carte processuali come figura di spicco negli ambienti criminali non solo lombardi ma anche novaresi, rivestendo il ruolo di responsabile di un gruppo ‘ndranghetista nel Novarese.

La conseguente domanda è scontata: chi sono gli altri affiliati? Una domanda che non trova risposta neanche con l’operazione Minotauro e le successive operazioni figlie, che negli anni successivi scoperchiano un altro vaso di pandora, quello piemontese. L’assenza di Novara suscita diversi interrogativi, riguardanti non solo i motivi dell’esclusione ma anche il più classico dei luoghi comuni sui novaresi: sono più piemontesi o più lombardi, in questo caso dal punto di vista criminale? La risposta la dà con un’immagine significativa Rocco Marando, uno dei pentiti chiave di Minotauro, rivelando come nella spartizione degli interessi sulla costruzione dell’autostrada Torino-Milano «la parte al di qua di Novara era di quelli di Volpiano (Marando apparteneva alla locale di Volpiano), la parte al di là era dei milanesi»: Novara è il confine.

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LIBERA PIEMONTE

LA STAMPA

Principi di Legalità per un Lavoro Libero. A Casale Monferrato!

Quattro passi verso il 21 marzo 2019. Ad Alessandria, Bosco Marengo e Voltaggio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Presentazione del dossier LiberaIdee a Novi Ligure. Con Maria Josè Fava e Rocco Sciarrone.

Il 4 marzo 2019, alle ore 17.00 presso la Biblioteca Civica di Novi Ligure in Via Marconi 66, si terrà la presentazione della ricerca sulla percezione delle mafie e sulla corruzione, in collaborazione con l’Associazione Libera.
La ricerca ha come obiettivo quello di offrire una rilettura attuale e condivisa del fenomeno mafioso e corruttivo, mettendo in rete gli strumenti utili ad analizzare i cambiamenti in corso. C’è sicuramente uno iato tra la lettura del territorio fatta da quanti operano in questi contesti e quella che deriva dalle operazioni di polizia e magistratura. L’obiettivo della ricerca è di ridurre questo spazio. L’ approccio con il quale è stata condotta la ricerca è volto non solo a descrivere le azioni criminali ma anche a indagare la percezione del fenomeno nei diversi contesti e territori.
La ricerca sociale è stata condotta su tutto il territorio italiano e i risultati, da gennaio 2019, vengono presentati nei singoli territori; pertanto, l’Amministrazione comunale è lieta di contribuire alla diffusione dei dati condividendo con la cittadinanza i risultati della ricerca e le conseguenti riflessioni. Il Comune di Novi Ligure e l’Associazione Libera presenteranno i risultati con il Prof. Rocco Sciarrone, supervisore della ricerca e sociologo dell’Università di Torino, e Maria Josè Fava, coordinatrice regionale di Libera che curerà la presentazione del Geoblog dei beni confiscati (uno strumento che permette di scoprire i luoghi nei quali la criminalità organizzata ha cercato di insediarsi maggiormente). Lo strumento, oltre a valorizzare il riutilizzo sociale dei beni confiscati nella nostra Regione, fornisce un’analisi e permette il monitoraggio sull’applicazione della Legge 109/96.

Modera l’incontro il Direttore del settimanale “Il Novese”, Andrea Vignoli. Al termine del seminario è previsto un question time con i relatori.