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3 settembre 2015. Il P.E.L. 2015-2016 di Libera Alessandria presentato alle scuole

logo_exponenziale_ufficialeAlessandria. Da alcuni mesi è operativa ExponenziALE, una rete di soggetti – enti, servizi, associazioni – che secondo le proprie specificità propongono attività per bambini e ragazzi, sulle tematiche del benessere, della qualità della vita e della sostenibilità ambientale. Tra queste il Piano di Educazione alla Legalità di Libera Alessandria:  http://liberalessandria.liberapiemonte.it/pel-libera-alessandria/

La rete persegue i suoi incontri con l’obiettivo di ottimizzare le risorse, creare sinergie, favorire la diffusione tra i propri membri e all’esterno di cosa viene messo in campo sul territorio per i nostri bambini e ragazzi. E’ proprio in quest’ottica che i soggetti della rete che organizzano attività per le scuole hanno deciso di presentare congiuntamente le loro proposte per l’anno scolastico 2015 – 2016; l’appuntamento è rivolto agli insegnanti ed è giovedì 3 settembre 2015 presso la Sala Bobbio della Biblioteca Civica F. Calvo, Piazza V. Veneto: dalle ore 15.00 alle ore 16.30 verranno illustrate le attività per la Scuola dell’Infanzia e per la Scuola Primaria, dalle ore 16.30 alle ore 18.00 sarà la volta delle attività per la Scuola Secondaria di Primo e Secondo Grado e i Centri di Formazione Professionale. “La Rete è un esempio di fattiva collaborazione”- sottolinea l’Assessore alle Politiche Giovanili Vittoria Oneto – “ed è positivo come soggetti diversi per specificità e mission siano accomunati dall’attenzione alle nuove generazioni e alle opportunità di crescita che si possano loro dare”. I soggetti della rete ExponenziALE che presenteranno le proprie attività sono i seguenti: Ludoteca C’è Sole e Luna, Centro Gioco Il Bianconiglio, Informagiovani, Biblioteca Civica F. Calvo, Servizio Musei, Cooperativa Semi di Senape, AMAG, Ristorazione Sociale, Unicef, Parcival – Libera, Museo Etnografico della Gambarina, Associazione Cultura e Sviluppo, FIAB Amici delle Bici, Equazione – Bottega della Solidarietà, Centrale del Latte, A.S.L. AL Servizio Promozione della Salute. L’offerta delle proposte copre dunque sia la vastità del target che degli interessi, e si confida che gli insegnanti possano trovare tra le tante offerte quella in cui coinvolgere il proprio gruppo classe nella prossima programmazione. Per informazioni è possibile contattare il Servizio Giovani la Dott.sa Silvia Benzi, [email protected], tel. 0131 515755, o la Dott.sa Ivana Tripodi, [email protected] , tel. 0131 515770.

L’antimafia non va in vacanza: dai racconti di Domenico Trimboli, l’operazione “Overing” contro i Mancuso di Limbadi (VV) e nuovi arresti per riciclaggio aggravato a Torino.

arrestimancuso-426x240Lo chiamavano il boss dei due mondi. Sul campo era conosciuto come Pasquale, ma il suo vero nome è Domenico Trimboli. Nato in Argentina, a Buenos Aires, originario di Natile di Careri, borgo di poche anime sulla costa jonica reggina, residente ad Alessandria. Dall’inizio del 2015 Trimboli ha deciso di collaborare con la giustizia italiana. Ne avevamo già parlato un anno fa e ancora prima nell’aprile 2013 in occasione del suo arresto in Colombia.

Trimboli non è uno ‘ndranghetista qualsiasi. Sulle sue tracce c’erano le Procure di mezzo mondo. Era considerato uno dei più influenti narcotrafficanti di cocaina al mondo, capace di spostare dal Sud America all’Europa tonnellate di ”dama bianca”. Un flusso di denaro in grado di rovesciare governi e spostare decisioni finanziarie e politiche ai più alti livelli.

VAI ALLA FONTE DELLA NOTIZIA: http://www.strill.it/citta/2015/07/il-boss-dei-due-mondi-domenico-trimboli-svela-i-codici-dei-narcos-sudamericani-fiumi-di-cocaina-verso-leuropa/

Un pentito eccellente. Le sue dichiarazioni rappresentano per le procure antimafia italiane una vera e propria miniera d’oro, ricca di spunti utili a far luce su decine e decine di affari conclusi dalla ‘ndrangheta con i produttori di coca in Sud America. Tra queste l’importante operazione “Overing” del luglio 2015, condotta dalla DDA di Catanzaro.

Ed è proprio seguendo le tracce fornite da Trimboli durante gli interrogatori che gli inquirenti sono riusciti a ricostruire il complesso sistema che consentiva agli uomini collegati alla ‘ndrina Mancuso di Limbadi (Vibo Valentia), di far arrivare in Italia, attraverso la Spagna, un flusso così ingente di sostanze stupefacenti. E’ proprio Trimboli a spiegare le dinamiche con le quali i calabresi concludevano gli affari con i narcos sudamericani.

Rivelati i trucchi dei narcotrafficanti

Le comunicazioni, secondo quanto ricostruito dalle dichiarazioni del boss, avvenivano quasi esclusivamente tramite blackberry, con il sistema della chat criptate. Un classico ormai per i narcotrafficanti. Solo in qualche rarissimo caso si usava telefonare, ma per farlo i calabresi dovevano uscire dall’Italia, proprio per evitare i controlli serrati delle forze dell’ordine. Le schede degli smartphone venivano cambiate spesso. Ed ogni volta i calabresi fornivano il nuovo numero indicando una parola – in un caso ad esempio Florecidas – che serviva da chiave per lo scambio dei nuovi numeri di telefono. Il codice era 0123456789 e ad ogni lettera corrispondeva un numero. Un meccanismo per ‘rinfrescare’ ogni volta le conversazioni e tenerle al sicuro dalla caccia serrata della polizia telematica.

Ma non è tutto. I narcotrafficanti avevano ideato un altro metodo, tanto semplice quanto efficace, per aggirare i controlli degli inquirenti. Quello delle mail salvate in bozze. Ad un’unica casella email accedevano l’emittente ed il destinatario della comunicazione. Il messaggio non veniva mai inviato, ma semplicemente salvato nella cartella ”bozze”. L’interlocutore, dall’altra parte del mondo, poi accedeva alla casella mail e visualizzava il contenuto del messaggio per poi cancellarlo. In questo modo i narcos evitavano di lasciare ogni traccia delle loro comunicazioni.
I messaggi in ogni caso erano sempre criptati. Il pentito Trimboli rivela alcuni dei codici utilizzati dagli ‘ndranghetisti calabresi per comunicare con i narcos. ”I cinquanta ragazzi” erano in realtà 50 kg di cocaina e ”la signora Jolanda” era la nazione Olanda, che i narcos utilizzavano in qualche occasione come porta d’accesso all’Europa. ”Il cavallo” invece era la Spagna. Perché chiamarla ”toro” sarebbe stato troppo semplice.

Le spedizioni partivano praticamente da tutto il Sud America: Colombia, Venezuela, Ecuador. Il boss dei due mondi si era costruito una rete di contatti tale da coprire l’intero continente. Trimboli spiega agli inquirenti che alcuni amici calabresi gli avevano chiesto se era possibile far arrivare la cocaina direttamente al porto di Gioia Tauro. I colombiani la vendevano a 19mila euro al Kg agli ‘ndranghetisti calabresi che poi l’avrebbero rivenduta a 36 mila euro. Il contatto calabrese era Fabrizio Cortese, insieme ai fratelli Antonio e Francesco, tutti soggetti arrestati all’inizio di luglio 2015 nell’ambito dell’operazione condotta dalla Dda di Catanzaro.

Il pentito racconta di due carichi, uno da 60kg ed uno da 180kg. Il primo andò a buon fine, fruttando al clan calabrese qualcosa come 360mila euro, mentre il secondo fu sequestrato proprio a Gioia Tauro. Dopo il sequestro Trimboli fu costretto a cambiare produttore. Seguirono dunque altre due spedizioni, una di 9 kg, una specie di carico di prova, ed una successiva di 91 kg. Per entrambi fu proprio Trimboli a garantire, rimanendo ”ostaggio” dei trafficanti colombiani. Quando il secondo carico fu sequestrato a Gioia Tauro i colombiani decisero di trattenerlo per cinque mesi. Anche i criminali, nel loro codice del (dis)onore, concepiscono la detenzione. Una ‘prigionia’, interrotta solo grazie al pagamento di alcuni debiti arretrati ed alla buona reputazione criminale di Trimboli tra i narcos colombiani.

Il racconto di Trimboli svela infine il tentativo della cosca di far arrivare in Italia un altro grosso carico di cocaina, circa 220 Kg, in questo caso attraverso il porto di Livorno. La polvere bianca in questo caso sarebbe stata occultata all’interno di alcuni tronchi appositamente preparati dai narcos, tanto che il contatto calabrese, secondo il racconto di Trimboli, dovette soggiornare 15 giorni in Venezuela per imparare come estrarre lo stupefacente. Un affare che però anche in questo caso andò in fumo, ma con il sospetto che Fabrizio avesse fatto il furbo sottraendo una parte dello stupefacente.

Il “ragioniere della ’ndrangheta”

Un altro duro colpo alla ‘ndrangheta operativa nel nord Italia arriva poi alla fine di luglio 2015, quando Il Centro Operativo della Direzione Investigativa Antimafia di Torino ha dato esecuzione a quattro ordinanze di custodia cautelare nei confronti di un pregiudicato, due imprenditori ed un noto professionista torinese, sequestrando preventivamente beni mobili, immobili, aziende e quote societarie, per un valore complessivo di circa 5 milioni di euro.

VAI ALLA FONTE DELLA NOTIZIA: http://www.si24.it/2015/07/22/torino-4-arrestati-francesco-ietto-pasquale-bafunno-domenico-luca-trimboli-ndrangheta-riciclaggio/99335/

Sono state inoltre effettuate 30 perquisizioni domiciliari in Piemonte, Lombardia, Liguria, Lazio e Calabria. Gli arrestati sono accusati di “riciclaggio aggravato dall’aver agevolato un’organizzazione di tipo mafioso, bancarotta fraudolenta, falso in bilancio, trasferimento fraudolento di valori ed emissione di documentazione per operazioni finanziarie inesistenti”.
Le indagini hanno accertato che il boss della ‘ndrangheta Francesco Ietto, già agli arresti domiciliari presso la propria abitazione di San Colombano al Lambro (Milano) per associazione a delinquere di stampo mafioso, di fatto gestiva l’attività di riciclaggio di ingenti somme di denaro “accumulate, a partire dagli anni ’80, dalla ‘ndrina Ietto/Cua/Pipicella di Natile di Careri (Reggio Calabria), mediante i sequestri di persona ed il traffico di stupefacenti”.

Avvalendosi di imprenditori “che accettavano, dietro compenso, di emettere fatture false o gonfiate, oppure intestando società di comodo a prestanome insospettabili, Ietto era riuscito ad immettere il denaro sporco nel circuito dell’economia legale piemontese”. Per gli inquirenti, “ruolo chiave ha rivestito Pasquale Bafunno, noto commercialista torinese, già coinvolto in altre indagini per aver agevolato organizzazioni criminali di tipo mafioso”.

Bafunno è stato l’ideatore di un sistema in grado di trasformare semplici fatture per operazioni inesistenti, in continuo e periodico denaro contante. Grazie alla “consolidata esperienza professionale e all’elevato numero di clienti gestiti, il “ragioniere della ’ndrangheta” era riuscito a creare un sistema di documentazione contabile intersocietaria, fittiziamente basato su rapporti commerciali e movimentazione finanziaria, tale da rendere difficoltosa la ricostruzione dei flussi economici da parte degli organi addetti al controllo”. Parte del denaro riciclato varcava i confini nazionali, confluendo nei conti svizzeri e monegaschi intestati al Bafunno stesso.

Nell’ambito dell’operazione sono state, altresì, indagate a piede libero altre sei persone, tra le quali figura anche Domenico Luca Trimboli (classe 1986), nipote del boss Domenico Trimboli. Il giovane Trimboli è accusato di aver rivestito il ruolo di “factotum” di Ietto “stante la sua ridotta capacità di azione per effetto degli arresti domiciliari, ed in particolare di aver costituito il “trait d’union” tra quest’ultimo e il commercialista Bafunno. Trimboli risulta, inoltre, aver assunto fittiziamente la carica di amministratore di alcune società, di fatto gestite da Ietto, costituite ad hoc per finalità di riciclaggio.

L’Assemblea Provinciale di Libera a Cascina Saetta

Domenica 12 l11224623_860725320674545_9124787189390242090_nuglio 2015. Bosco Marengo (AL).

Leggi qui il verbale dell’assemblea

Qui l’allegato programmatico per il 2015-2016

 

 

Appuntamento dalle ore 10 presso il Complesso Monumentale di Santa Croce a Bosco Marengo, dove dovranno essere lasciate le auto. Trasferimento con navetta (5 minuti) presso il bene confiscato di Frazione Donna (“Cascina Saetta”). Registrazione per l’assemblea dalle ore 10.30.

Fine lavori prevista per le ore 12.30. A seguire pranzo sociale (grigliata e buffet freddo) offerto dall’Associazione Parcival per tutti i convenuti.

Lettera di convocazione e ordine del giorno

Greetings from Monte Porzio Catone!

WP_20150628_13_15_17_ProLe delegazione di Libera Piemonte – Valle d’Aosta alla formazione estiva e assemblea nazionale di Libera a Monte Porzio Catone (RM) – 26-27-28 giugno 2015.  Da sinistra: Isabella, Maurizio, Simone, Carlo, Enza, Augusta, Marianna, Luisa, Tiziana, Marika.

E ancora Josè, Leonardo, Lucia e Domenico

Vedi il programma dei lavori

L’operazione “Triangolo”, condotta da NOE e CFS di Alessandria e coordinata dalla DDA di Torino: cade un’altra importante tessera del domino delle “mafie del Nord”.

noeAlessandria – L’importante operazione dei Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Alessandria e del Nucleo Investigativo del Corpo Forestale dello Stato di Alessandria, ribattezzata operazione “Triangolo”, è scattata alle prime luci dell’alba di lunedì 8 giugno, nelle province di Alessandria, Pavia e Genova. I militari hanno dato esecuzione all’ordinanza di applicazione di 4 misure cautelari coercitive, 3 arresti domiciliari e 1 obbligo di firma, e 11 interdittive, divieto temporaneo di esercitare attività imprenditoriali per un anno, emessa dal G.I.P. del Tribunale Torino.  Il domino delle “mafie del Nord” vede cadere un’altra importante tessera. E siamo convinti non sarà l’ultima. Già nei giorni successivi sono infatti emersi anche altri fatti rilevanti correlati, di cui è possibile avere riscontro anche dalla stampa locale:

Il Piccolo del 9 giugno 2015

La Stampa del 9 giugno 2015

La Stampa del 16 giugno 2015

La Stampa del 19 giugno 2015

Le indagini sono partite nel 2011, hanno coinvolto in tutto 130 uomini tra NOE e  CFS, sono state coordinate dalla Procura Distrettuale della Repubblica di Torino, Direzione Distrettuale Antimafia, e hanno permesso di acclarare un ingente traffico illecito di rifiuti, terre e rocce da scavo, derivati da lavori pubblici nel settore stradale e ferroviario e in prevalenza provenienti da siti di bonifica a carattere regionale e nazionale del genovese, torinese e del basso Piemonte destinati illecitamente a cave e impianti di recupero della provincia di Alessandria.

Il territorio interessato è sempre lo stesso, già passato all’onore delle cronache in numerose altre operazioni ed indagini antimafia di questi ultimi anni: il triangolo compreso tra  Alessandria, Tortona e Serravalle Scrivia, che poi è anche il territorio di beni confiscati in passato (Bosco Marengo, Basaluzzo, Sale, ecc.) e di sequestri più recenti (Bosco Marengo, Pozzolo, Sale, Tortona, ecc).

Anche nel corso di questa ultima operazione sono stati posti sotto sequestro preventivo parte dell’impianto S.A.P. srl, di Alessandria, frazione Spinetta Marengo, l’impianto Busi Ugo, ad Alessandria, frazione Castelceriolo, l’idrotecnica cava ex Vidori di Tortona, l’idrotecnica centro di recupero di Tortona in strada Vecchia per Sale, la Cava Viscarda di Sale e 25 automezzi e semirimorchi.

Il valore dei beni sequestrati è stimato in dieci milioni di euro, mentre l’illecito volume d’affari perseguito risulta pari a euro due milioni. Il danno erariale relativo all’omesso pagamento del tributo di discarica ammonta a circa euro un milione. Gli arrestati, al termine delle formalità di rito, sono stati sottoposti agli arresti domiciliari nelle rispettive abitazioni, a disposizione dell’Autorita’ Giudiziaria competente. Sono ancora in corso accertamenti rispetto al presunto danno alle matrici ambientali.

La misura coercitiva degli arresti domiciliari è scattata nei confronti di F. R., legale rappresentante dell’impresa Idrotecnica, socio accomandatario Edildertona s.a.s., socio nella Ruberto s.p.a. (ora s.r.l. in liquidazione), e dell’amministratore unico e legale rappresentante della Immobiliare Patrizia srl. di D.R., legale rappresentante della Ruberto s.p.a. (ora s.r.l. in liquidazione), gestore di fatto dell’impianto Idrotecnica. Obbligo di firma infine per F.M.C, dipendente della Franzosi Cave s.r.l.

Infine altre 11 misure cautelari interdittive del divieto temporaneo di esercitare attività imprenditoriali, sono scattate nei confronti di soggetti orbitanti nel settore movimento terra, gestione cave, centri di recupero/trattamento rifiuti, bonifiche ambientali e forniture di materiale inerte/edile.

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“Liberamente”: Novi Ligure festeggia i Venti Liberi con una tre giorni di sport, festa e impegno con il presidio “Domenico Petruzzelli”

Sarà una festLiberamenteLocandina-manifestoridotto_54_6462a di tutte le Associazioni novesi di volontariato, sociale e sportivo, la tre giorni che si terrà dal 12 al 14 giugno a Novi Ligure nella piazza intitolata al Gruppo Alpini (zona stadio comunale). “Liberamente”, questo il titolo della manifestazione, avrà un programma estremamente ricco con all’interno una serie di spettacoli, eventi e dimostrazioni sportive, dibattiti, stand, musica, cucina e tanto altro.

L’iniziativa, organizzata dal Comune di Novi Ligure e curata in particolare dall’Assessorato allo Sport, Volontariato e Politiche Giovanili, vede la collaborazione di diversi soggetti: innanzitutto Libera con il Presidio di Novi Ligure “Domenico Petruzzelli”, poi il Comitato Sport in Novi, il Gruppo Alpini di Novi Ligure, la Consulta Comunale del Volontariato, il servizio Punto Giovani ed il supporto del Centro Servizi Volontariato Asti e Alessandria.

VEDI E SCARICA IL PROGRAMMA COMPLETO

«Il nostro intento – spiega l’Assessore Stefano Gabriele – è quello di riunire in una grande festa tutto il volontariato di genere che opera sul territorio per conoscerci meglio e condividere le proprie esperienze. L’obiettivo è quello di divulgare, soprattutto alle giovani generazioni, i principi che stanno alla base della solidarietà, dell’impegno e della convivenza civile».

La piazza che ospita la manifestazione, aperta nei tre giorni dalle ore 16 alle 24, sarà suddivisa in diverse aree riservate allo sport, alle esibizioni, agli spettacoli, al ristorante e ai dibattiti. Questi ultimi, curati dal Presidio novese di Libera, affronteranno diversi temi di attualità; vedranno la partecipazione di illustri ospiti del mondo dell’associazionismo e della cultura e saranno moderati da giornalisti novesi. Tra gli ospiti dei dibattiti, Daniele Poto (per Libera Sport), Leopoldo Grosso (per il Gruppo Abele) e Maria Josè Fava (per Libera Piemonte). Lo speaker ufficiale delle tre giornate sarà Davide Sannia.

6 giugno 2015. Reddito per la dignità

bannerlibera2-300x300Sostieni la campagna di Libera e di Gruppo Abele, Sabato 6 giugno in tutte le piazze d’Italia. Ad Alessandria, Sabato 6 e Domenica 7 giugno dalle 10 alle 18, in Piazza Santa Maria di Castello, in concomitanza con “Inchiostro Festival 2015″ ed in collaborazione con Comunità di San Benedetto al Porto.

www.campagnareddito.eu

Inchiostro Festival 2015

In Italia 10 milioni di persone vivono in condizione di povertà relativa. Non possiamo più aspettare.
Il Reddito Minimo o di Cittadinanza, è una garanzia economica destinata alla  persona così da definire una soglia di reddito sotto la quale nessun individuo deve scendere.
Gli elementi essenziali che caratterizzano la nostra proposta, basata sui principi europei, sul buon senso e su solide basi economiche sono:
1) che venga dato a tutti coloroche sotto il 60% del reddito mediano del paese, compresi coloro che sono in formazione così da combattere la dispersione scolastica ed universitaria;
2) che vi sia congruità dell’offerta lavorativa rispetto a competenze e percorsi lavorativi precedenti;
3) che sia una misura individuale.

Cinque motivi per dire sì al reddito di dignità
1) per contrastare la povertà;
2) perchè ce lo chiede l’Europa dal 1992 e dal 2005 con molte risoluzioni  europee e perchè è già uno strumento attivo in tutti i paesi dell’unione;
3) per contrastare il ricatto esercitato dalle mafie su quei soggetti ai margini, precari, sfruttati;
4) per garantire sicurezza a coloro che non possono lavorare o accedere a sistemi di sicurezza sociale;
5) perchè avrebbe effetti positivi sull’economia, sostenendo la domanda aggregata e liberando nuove energie sociali, considerando come sostiene l’Europa che anche in periodi di crisi i regimi di reddito minimo non andrebbero considerati un fattore di costo, bensì un elemento centrale della lotta alla crisi.

Reddito per la dignità
Il parlamento approvi subito una buona legge per il reddito minimo o di cittadinanza per contrastare povertà, diseguaglianze e mafie.

 scarica il volantino della campagna

 

Elezioni Comunali a Valenza

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31 maggio 2015. Elezioni Comunali.

Vai alla pagina di L6 Valenza

Una scommessa vincente

538921907_Locandina_Io_non_giocoProseguono le iniziative di presentazione del progetto “Io non gioco: una scommessa vincente”. Dopo Acqui Terme è la volta di Alessandria, dove Comune, Libera e Parcival, nella conferenza stampa di mercoledì 27 maggio, hanno presentato il progetto cofinanziato dalla Fondazione Social.

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Alessandrianews

Oggicronaca

Dialessandria

Alessandria Post

E venerdì 29 maggio, al Movicentro di Acqui Terme, si replica con Umberto Folena, editorialista di Avvenire (già ospite con Libera a Casale Monferrato nelle scorse settimane), con l’incontro-dibattito dal titolo “L’illusione di vincere”.

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L’Ancora

Avvenire

Il Velino

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“Mal’aria che tira”. Seminario di Legambiente, Libera Alessandria e Università del Piemonte Orientale

locandina 18 maggioLunedì 18 maggio 2015 ore 9,30 in aula 104 presso il Dipartimento di  Scienze e Innovazione Tecnologica dell’Università degli Studi del Piemonte Orientale “Amedeo Avogadro” di Alessandria, ha avuto luogo il seminario dal titolo: “Mal’aria che tira” organizzato da DiSIT, Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta O.n.l.u.s. e Libera di Alessandria; un primo passo comune dell’ambientalismo scientifico verso i temi della tutela della salute e degli ecoreati. Al termine, pranzo con ricercatori, Legambiente e presidio Anna Pace di Libera Alessandria alla Ristorazione Sociale!

A breve sul sito del DiSIT saranno pubblicati gli abstract e le presentazioni degli interventi.

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