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Tragedia migranti, Libera: “Morti che devono pesare sulle coscienze di tutti”

imageProviamo un immenso dolore per queste morti innocenti. È una triste storia che continua e anche le parole sono stanche. Sono morti che devono pesare sulle coscienze di tutti. E dovono farci dire basta, basta ai trafficanti di morte, basta ai venditori di illusioni, basta a chi anche su queste morti fa propaganda, basta a chi cerca scorciatoie con leggi che negano diritti, alimentano illegalità e disperazione. Le morti di questa ennesima e dolorosa tragedia, non possono essere considerate una fatalità, come non possono essere quelle delle centinaia di migliaia di persone che, dal 1988 a oggi, dopo aver patito fame, guerre e violenze, hanno cercato di raggiungere un’Europa sognata come terra promessa e scoperta come fortezza, spazio chiuso e ostile. A ucciderle sono state allora leggi costruite per renderci ciechi e insensibili. Leggi che parlano di «flussi» invece che di persone, che alimentano paure invece di costruire speranze. Leggi che hanno favorito indirettamente i traffici, le forme di sfruttamento e di violenza. Leggi, infine, a cui non basta più rimediare con la solidarietà, col cuore generoso di chi accoglie nella quotidianità o si prodiga nei soccorsi quando avvengono tragedie come quelle di queste ore. Nessuno, sull’immigrazione, ha la ricetta in tasca. Ma il forte elemento multietnico della nostra società – una realtà di fatto, piaccia o dispiaccia a qualcuno – ci impone di trovare il difficile punto di equilibrio tra accoglienza e legalità. All’Italia e all’Europa, alla politica chiediamo un atto di coraggio: abbandonare la facile strada del consenso per imboccare quella difficile ma feconda della giustizia sociale. Una politica che sia capace di trasformare quelle paure in speranze. Davanti a questa tragedia, come chiediamo conto alla politica, siamo chiamato anche noi come cittadini, come associazioni, come gruppi ad assumerci la nostra quota di responsabilità. Quel naufragio è anche figlio del naufragio delle coscienze, e solo una coscienza risvegliata, corresponsabile, restituirà a quelle persone la dignità che gli è stata tragicamente negata.

AZZARDOPOLI. L’illusione di vincere a Casale Monferrato

VolanteFolena.inddImportante incontro a Casale Monferrato, venerdì 10 aprile. Si è parlato di gioco d’azzardo legale, illegale e patologico, delle inevitabili interconnessioni tra questi tre aspetti. Con Renato Balduzzi (deputato, membro del CSM e già Ministro della Salute) e Umberto Folena (direttore di “Avvenire”).

L’argomento, come si intuisce, è il gioco d’azzardo con il sistema di connivenze e furbizie che lo alimenta e che genera emergenza sociale. Sostenuto dalla Diocesi, attraverso le Pastorali Cultura, Giovani, Scuola e Comunicazioni Sociali, insieme con l’Associazione Libera (Presidio Totò Speranza di Casale), l’incontro ha avuto come relatore il giornalista Umberto Folena, caporedattore del quotidiano “Avvenire” e autore di numerose pubblicazioni tra cui la più recente, ossia “L’illusione di vincere”, riguarda proprio il gioco d’azzardo.

Partendo da quest’esperienza editoriale, che è anche frutto delle centinaia di articoli che Folena e i suoi colleghi hanno scritto per “Avvenire” negli ultimi anni, l’obbiettivo sarà quello di definire il gioco d’azzardo quale vera e propria malattia. Si parla infatti di Gap, acronimo per Gioco d’azzardo patologico, della cui dipendenza sono vittima sempre più spesso i poveri, le donne, gli anziani. Anche nel territorio di Casale Monferrato questo drammatico fenomeno è purtroppo in crescita e coloro che si rivolgono al Sert, ai gruppi d’aiuto e alle comunità di recupero rappresentano solo la punta dell’iceberg. Esiste un sommerso preoccupante perché le pressioni per costringere le persone a giocare sono davvero insistenti, attraverso la pubblicità che promette vincite facili e l’apertura di nuove sale gioco.

Una serata dedicata «a chi non ama scappare davanti alle domande difficili» come scrive Umberto Folena. Perché viene spontaneo chiedersi come mai lo Stato non argini il degenerare della situazione, considerando anche che i costi sociali superano di gran lunga gli incassi per l’erario. Il cittadino ha quasi l’impressione che a reagire in modo attivo e utile siano solo le associazioni di volontariato, tra cui citiamo naturalmente l’Associazione Libera, che dialogherà con Folena nel corso del dibattito e che porterà preziosa testimonianza della sua esperienza. L’altra domanda cui si cercherà di dare risposta riguarda la politica e le Istituzioni: a questo proposito, ha partecipato all’incontro Renato Balduzzi, membro del Consiglio Superiore della Magistratura e già Ministro della Salute. Il decreto che porta il suo nome è infatti un esempio coraggioso per ridimensionare e risolvere il problema attraverso gli strumenti propri della Legge.

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Cammini di Libertà: uomini e luoghi della Resistenza in provincia di Alessandria

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CAMMINI DI LIBERTA’ – Uomini e Luoghi della Resistenza è un’iniziativa che vuole ricordare gli uomini ed i luoghi più significativi della liberazione della provincia di Alessandria.
Si tratta di un’esperienza autogestita in collaborazione con ISRAL, ANPI, UISP e LIBERA.

Le diverse tappe potranno essere corse sia individualmente che a staffetta con cambi liberi a piacere a seconda delle esigenze e intenzioni dei partecipanti. Si percorreranno in prevalenza strade secondarie a basso traffico.

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VAI AL BLOG DI FIORENZO PICCININI PER INFO, FOTO E COMMENTI DELLE TAPPE

CALENDARIO
6 aprile Viguzzolo – Tortona – Garbagna – Cantalupo Ligure (45 km)
12 aprile Malvicino – Ponzone – Visone – Acqui Terme (25 km)
19  aprile Serralunga di Crea – Ozzano Monferrato – Casale Monferrato (16 km)
26 aprile Staffetta UISP “Pian Castagna – Martiri della Benedicta”
Pian Castagna – Badia di Tiglieto – Monte Calvo – Crocetta – Strada Faiallo – 59 Martiri – 13 Martiri – Campoligure – Gnocchetto – Pra Caban – Vapanne Marcarolo – Sacrario Benedicta (80 km)

1 maggio Lu – Camagna M.to – Vignale Monferrato (15 km)

3  maggio Valenza – Solero – Alesssandria (31 km)

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BOLOGNA MERAVIGLIOSA, IN 250 ANCHE DA LIBERA ALESSANDRIA.

lib2Bologna 21 marzo 2015. Eravamo in 250 anche dalla Provincia di Alessandria, due pullman da Casale, uno da Alessandria, uno da Tortona, uno da Acqui e Ovada, oltre a tutti quelli che hanno raggiunto il capoluogo romagnolo in treno o in auto, alcuni già la sera prima, per partecipare alla veglia con i familiari delle vittime.

Una lunga lista di nomi, che sembra non finire mai. Libera è tornata a scandirli, lentamente, uno per uno: un sacrario delle vittime innocenti della criminalità organizzata e delle mafie. E sono risuonati, con le voci di rappresentanti delle istituzioni, delle associazioni, sindaci, magistrati, imprenditori e una marea di giovani, in piazza a Bologna, dopo la marcia delle 200mila persone per le vie della città, contro la mafia e per la verità. Per fare della lotta alla criminalità organizzata l’oggetto di una nuova Resistenza, a 70 anni da quella che ha liberato l’Italia. Quelle persone ammazzate dalla mafia, ma anche dal terrorismo e dalle stragi per le quali la città di Bologna ha pagato un prezzo altissimo, in moltissimi casi sono, a distanza di anni, morte senza un perché. Non può esserci lotta alla mafia, il messaggio partito da Bologna, senza “la verità che illumina la giustizia” e, come in contemporanea ricordava anche Papa Francesco da Scampia, senza una lotta efficace contro l’altra faccia delle mafie: la puzza e la putrefazione della corruzione.
Un abbraccio particolare va allo staff di Libera nazionale e agli organizzatori di Bologna, ma anche ad Adriana, Michele, Anna, Margherita, Nicola e Giulia che hanno meravigliosamente gestito la trasferta a Bologna del coordinamento provinciale alessandrino, oltre che ad Augusta, Davide, Elena ed Enza che domenica 22 si sono fermati a Bologna come delegati all’assemblea nazionale di Libera. A tutti i partecipanti un grazie e un arrivederci al 19 marzo 2016 (XXI giornata della memoria e dell’impegno per le vittime innocenti delle mafie e del terrorismo). Sarà un’altra giornata meravigliosa!

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21 marzo 2015:  in 200000 alla marcia di Libera

“La verità illumina la giustizia”

Il racconto della giornata di Bologna con le foto, i video e la rassegna stampa sulla rete:

Il Resto del Carlino

La Repubblica

Panorama

SkyTV

Rassegna stampa nazionale su www.libera.it

Video AGESCI

 

FOTOGALLERY

MAPPA PERCORSO

percorso

20 marzo 2015 XX GIORNATA ANTIMAFIA

Aristor 2015 21 marzo

Sabato, 14 marzo 2015, Alessandria. XX Giornata della memoria e dell’impegno per le vittime innocenti delle mafie

Scuola Polizia Alessandria Manifesto

“La verità illumina la giustizia”

“Loro sono morti perché noi non siamo stati abbastanza vivi” all’insegna di queste parole si è svolta sabato 14 marzo u.s., la cerimonia provinciale per la XX Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie organizzata presso la Scuola Allievi Agenti di Polizia “Cardile” di Alessandria grazie all’ospitalità del suo Direttore Dr. Bruno Di Rienzo e con la benedizione officiata dal Vescovo S.E. Mons. Guido Gallese.
Giornata speciale, densa di significato, con l’emozionante lettura dei 900 nomi delle vittime di mafia da parte di Autorità e cittadini e conclusa con l’ incontro di calcio tra le ragazze dell’Alessandria Calcio femminile e una rappresentativa delle Forze di Polizia, presso il campo di calcio di Viale Giovanni Falcone e Viale Paolo Borsellino in Alessandria.
Persa la partita dalla rappresentativa delle Forze di Polizia ma vinta la giornata della Memoria.

ringraziamenti 14 marzo

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Il Comune di Alessandria aderisce ad Avviso Pubblico e proroga a fine mandato i lavori della Commissione Speciale per la Legalità

182586933_comune_palazzo_rossoALESSANDRIA – La scorsa settimana – esattamente nel corso del Consiglio Comunale dello scorso 26 febbraio, il Comune di Alessandria ha aderito ad “Avviso pubblico – Enti Locali e Regioni per la formazione civile contro le mafie”. Fosca Nomis e Maria Josè Fava danno il loro sentito benvenuto.
Leggi tutto l’articolo su:
http://www.alessandrianews.it/alessandria/insieme-contrastare-criminalita-malaffare-corruzione-104305.html

“La scelta di Lea” il librio di Marika Demaria, giornalista di Narcomafie

COMUNICATO STAMPA

LOCANDINALiberaSabato 28 febbraio 2015, presso il Circolo Arci il Borgo di Ovada, alle ore 17.00 verrà presentato il libro “La scelta di Lea” scritto da Marika Demaria, giornalista di Narcomafie.

Lea Garofalo è stata una donna coraggiosa: stanca di vivere in un contesto di ‘ndrangheta, ha rotto con il marito e con la famiglia di origine ed è diventata testimone di giustizia. Scelta che ha pagato con la vita: il 24 novembre del 2009 è stata infatti sequestrata, uccisa con un colpo di pistola e bruciata.

Di lei sono rimasti 2800 frammenti ossei, in tutto 1kg e 300gr.

La sua vicenda viene raccontata con cura e passione da Marika Demaria, che ripercorre gli anni difficili e solitari del programma di protezione, le testimonianze sui traffici di stupefacenti e gli omicidi tra Calabria e Lombardia, la testimonianza della figlia Denise contro il padre, gli zii ed il fidanzato.

Dall’ inchiesta dell’autrice emerge una realtà fatta di criminalità organizzata ma anche di scarsa presenza dello Stato dal quale Lea e Denise si sono sentite abbandonate.

All’incontro, organizzato dal presidio di Libera Antonio Landieri di Ovada con il patrocinio del Comune, sarà presente l’autrice; l’iniziativa fa parte de i 100 PASSI di Libera Alessandria verso il 21 marzo, XX GIORNATA DELLA MEMORIA E DELL’IMPEGNO PER LE VITTIME INNOCENTI DI MAFIA, che quest’anno si svolgerà a Bologna sabato 21 marzo.

Per la cena che seguirà la presentazione, contattare la referente del presidio Anna Bisio al seguente indirizzo

[email protected]

 

Operazioni “Gufo 2013” e “Lupicera”: altri due arresti di ‘ndrangheta a Tortona

C’è anche la provincia di Alessandria nell’ambito di un’inchiesta della Guardia di Finanza che ha portato in questi giorni all’arresto di sedici persone. I militari hanno compiuto gli arresti nelle province di Reggio Calabria, Bologna, Alessandria, Palermo, Modena, Parma, Genova, Milano e Pavia.

I soggetti (prevalentemente di origine calabrese) sono collegati alle “ndrine” degli Avignone e dei Paviglianiti, rispettivamente di Taurianova e di San Lorenzo, in provincia di Reggio Calabria. L’ipotesi di reato contestata è quella di associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti, con l’aggravante del fine di agevolare associazioni mafiose. Nel corso delle indagini, condotte dalle fiamme gialle di Firenze, sono stati sequestrati 280 chili di cocaina purissima per un valore di oltre 43 milioni di euro.

Le operazioni hanno smascherato un’organizzazione specializzata nel trasporto di cocaina dal sudamerica nascosta nei doppi fondi di container con carichi di copertura, in particolare banane e marmi, che dal Perù e dall’Ecuador, attraverso i porti di Gioia Tauro e Genova, venivano poi autotrasportati e immagazzinati nel Nord Italia.

Due fratelli pregiudicati, residenti a Tortona, tra gli arrestati: sono Paolo Attisano 40 anni, autotrasportatore, e il fratello Fabio 29 anni. Tra le basi operative del traffico di stupefacenti, secondo gli inquirenti, figurano proprio i capannoni dei fratelli Attisano.

Ritornano le confische per i Gaglianò di Tortona

Ad alcuni anni di distanza dalle condanne del 2007, dai primi provvedimenti di sequestro del 2010, seguiti del successivo dissequestro del 2011, un nuovo arresto per estorsione sempre nel 2011, ora beni per due milioni e mezzo di euro sono stati nuovamente confiscati dalla Dia di Genova ai fratelli pregiudicati Aldo ed Ercole Gaglianò, che la Corte d’Appello di Reggio Calabria indica essere stati affiliati alla famiglia Facchineri (‘ndrangheta) fin dagli anni ottanta.
Il fatto è stato reso noto lo scorso 13 febbraio 2015. Tuttavia, pur riconoscendo l’indole violenta dei due pregiudicati ed il loro legame con la ‘ndrangheta (interessante leggere sulla sentenza il passaggio di sfumature tra i concetti di “appartenenza” e “partecipazione” all’associazioe mafiosa), nessuna misura antimafia è stata emessa a loro carico in quanto, si legge nella sentenza, il fatto che i due risiedano da molto tempo al Nord, non consente che sia sufficientemente provata l’attualità dell’apparteneza al sodalizio mafioso e quindi l’attualità della loro pericolosità in quanto mafiosi.Ville Gaglianò confiscate a Tortona
Un ennesimo caso di giustizia altalenante e contraddittoria per i fatti di mafia del Nord. Per altro con lo stesso provvedimento sono arrivate anche nuove e pesantissime confische (immobili, auto di lusso, conti correnti) a carico dei due e dei loro famigliari, tra Tortona, in provincia di Alessandria e Cittanova, Reggio Calabria.
Il padre dei due, Giuseppe, fu ucciso a Genova nel 1978 nell’ambito della “faida di Cittanova” che contrapponeva la ‘ndrina Facchineri a quella Raso-Gullace-Albanese (ancora oggi ben radicati in Liguria e basso Piemonte), e un fratello, Luciano, venne assassinato nel 1991, sempre a Genova, da esponenti del clan mafioso siciliano Fiandaca-Emmanuello (quelli del bene confiscato a Bosco Marengo), ritenuto legato alla famiglia gelese dei Madonia (mandanti dell’omicidio del giudice Antonino Saetta e del figlio Stefano – nato ad Acqui Terme – nel settembre del 1988).
Per Aldo e Ercole Gaglianò la Corte di Appello di Reggio Calabria ha disposto la confisca dei beni, ritenuti di provenienza illecita e di valore sproporzionato rispetto alla situazione patrimoniale accertata e quella reddituale loro, delle mogli e dei figli.
Nei mesi scorsi, proprio i legami portati alla luce dalla Questura di Alessandria tra i fratelli Gaglianò ed il noto imprenditore tortonese Francesco Ruberto, avevano portato  quest’ultimo ad essere sottoposto ad un provvedimento di sorveglianza speciale per presunti legami con la ‘ndrangheta ed all’obbligo di soggiorno per 3 anni nel Comune di Tortona.