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Il triangolo industriale colonizzato dalla ’ndrangheta (con Alessandria al centro)

Il triangolo industriale (con Alessandria al centro) colonizzato dalla ’ndrangheta. Lassù, dove “la mafia qui da noi non esiste”, il castello di omertà per convenienza e quieto-vivere scricchiola sempre di più.
09/12/2014

Secondo la DNA a Milano e dintorni le ‘ndrine si sono organizzate in 15 “locali” con oltre 500 affiliati. In Liguria già sede storica di imponenti attività di riciclaggio e usura, la ’ndrangheta considera strategico l’insediamento nel Ponente in quanto agevole passaggio per la Francia. Intanto in Piemonte la presenza stabile e strutturata di questa organizzazione criminale ha creato proprie basi (almeno 11 “locali”) utilizzando lo schema operativo della colonizzazione.

Notizia del 9 dicembre 2014, a seguito dell’operazione denominata “Marcos”, la DIA e la Procura di Torino hanno disposto il sequestro di beni per 18 milioni e messo sotto sorveglianza speciale 5 membri della famiglia Marando, radicata in Piemonte da decenni.

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Al Nord, come a Roma capitale o come nello stesso Sud, la soluzione però non è azzerare tutto favorendo così la creazione di spazi vuoti da far ulteriormente colonizzare alle mafie. Il nemico non sono le Istituzoni, i partiti o le imprese. Il nemico sono le forze criminali che tentano in continuazione di corrompere le Istituzoni, i partiti e le imprese, complice il castello di omertà per convenienza e quieto-vivere di troppi dirigenti e cittadini onesti ma distratti.

Se lo Stato si è ammalato di corruzione è anche a causa della trentennale distrazione e de-responsabilizzazione di almeno due generazioni. Sopprimere il malato non è la soluzione, ma certo per curarlo servirà ora l’impegno di tutti, senza deleghe o portavoce. La speranza è che non si riduca tutto a una sfida tecnicista per Authority e Magistrati, ma piuttosto si traduca in una vitale sfida culturale per tutti che, a partire dalla scuola e dalla politica, veda necessariamente impegnate in prima linea soprattutto le nuove generazioni.

Leggi ancora sui quotidiani online del 09/12/2014:

http://www.ansa.it/legalita/rubriche/cronaca/2014/12/09/ndrangheta-piemonte-dia-sequestra-beni-per-18-milioni_64c8f566-01b1-43a0-b017-f01580fbbc8b.html

http://www.gazzettadelsud.it/news/119725/Lombardia–Piemonte-e-Liguria-colonizzate.html

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/12/09/ndrangheta-in-piemonte-confisca-18-milioni-euro-famiglia-marando/1259805/

La lotta non finisce. A Casale riparte il futuro

Giovedì 4 dicembre alle ore 21, presso l’Auditorium San Filippo, Via Pinelli 3 – Casale Monferrato, Incontro di LUIGI CIOTTI con i cittadini di Casale, i famigliari e tutte le vittime della sentenza Eternit. Tra corruzione e scandalo Eternit: mettiamo fine all’incubo di una prescrizione farsa! FIRMA LA PETIZIONE
http://www.riparteilfuturo.it/prescrizione

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Ecco il commento a caldo del presidente di Libera dopo la sentenza della Cassazione:
ROMA, 21 novembre 2014 – “La sentenza della Cassazione sul processo Eternit è una ferita per i famigliari delle vittime, ma deve esserlo anche per le coscienze di tutti noi. Non può esserci una dissonanza tale tra l’applicazione della legge e l’affermazione della giustizia!
Non e’ mia intenzione, sia chiaro, giudicare il lavoro dei magistrati, che spesso non posso fare altro che applicare puntualmente le leggi. Mi chiedo però che leggi siano quelle che ammettono la prescrizione per reati gravi, tali da configurarsi come una vera e propria strage, e i cui effetti si protraggono oltre i tempi stabiliti per la loro punibilità”. Lo dice Luigi Ciotti, presidente Nazionale di Gruppo Abele e Libera.
“Come può cadere in prescrizione -aggiunge- la ricerca di verità e la speranza di giustizia? Come può essere prescritta la responsabilità? Meccanismi di questo genere mettono in discussione il principio dell’uguaglianza di fronte alla legge, dunque la legge stessa, perché chi e’ ricco e potente troverà sempre modo, attraverso abili strategie difensive, di allungare i tempi dei processi e arrivare a un’ingiusta impunità”.
“Nel nostro Paese – dice ancora Ciotti – troppe sono le stragi avvolte nel mistero, le morti non rischiarate da una luce di verità, da un atto di giustizia. La sentenza Eternit si aggiunge al triste elenco, con l’aggravante che in questo caso erano state accertate le responsabilità e c’erano tutti gli strumenti per affermare la giustizia”.
“Per questo non possiamo limitarci all”indignazione. Quelle morti, e il dolore dei famigliari, – sottolinea – ci chiedono molto di più’. Ci chiedono l’impegno per costruire condizioni di maggiore uguaglianza sociale, cioè di maggiore tutela della dignità delle persone, la dignità dimostrata dal Comune di Casale nel rifiutare a suo tempo il risarcimento milionario dell”imputato. Ci chiedono di fare di quella dignità il principio saldo e non negoziabile di una giustizia ancora fragile, di una democrazia ancora incompiuta”.NEWS_132428

Don Luigi Ciotti in Alessandria. Sabato 8 novembre 2014.

Don Ciotti: “Giovani, siate la coscienza critica del mondo”

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Moltissimi gli alessandrini che hanno partecipato all’incontro in Cittadella con Don Luigi Ciotti, ispiratore e fondatore del Gruppo Abele e di Libera. E agli studenti seduti ad ascoltare, il prete ha ricordato “riempite di vita la vita, impegnate la vostra libertà per chi libero non è”. Leggi l’articolo completo su:
http://www.alessandrianews.it/societa/don-ciotti-73426.html

VIDEO
Alcuni momenti dell’evento
 Video Don Ciotti
FrecciaClicca qui per il video completo 

VIDEO
Assemblea Prov.le Libera Alessandria
Assemblea con Don Ciotti

FOTOGALLERY

Comunicato Stampa3 novembre Don Luigi Ciotti ad Alessandria

La Locandina:
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L’incontro con Don Luigi Ciotti sarà inoltre preceduto, venerdì 7 novembre alle ore 17.30 presso il Liceo “Parodi” di Acqui Terme, dall’iniziativa “NON E’ UN GIOCO”, con il giornalista Daniele Poto autore di “Azzardopoli”. Vedi Locandina: 
http://liberalessandria.liberapiemonte.it/wp-content/uploads/sites/3/2014/10/non-è-un-gioco-7-novembre.pdf

Anche Libera Alessandria a Contromafie, gli Stati generali

http://www.contromafie.it/iscriviti-subito/
Quattro giorni di impegno, di confronto e studio per fare il punto sulla lotta alle mafie e alla corruzione nei loro risvolti sociali, politici, economici e culturali: sei aree tematiche, 30 gruppi di lavoro con il contributo di oltre 200 relatori tra educatori, operatori sociali, magistrati, docenti universitari, forze di polizia, giornalisti, donne e uomini di cultura, imprenditori, rappresentanti di associazioni e sindacati.

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Libera chiama a raccolta le realtà dell’antimafia responsabile del nostro paese e *convoca la terza edizione di Contromafie, gli Stati Generali dell’Antimafia http://www.contromafie.it che si svolgeranno a Roma dal 23 al 26 ottobre.

Apertura in plenaria Venerdì 24 ottobre presso Auditorium della Conciliazione con la relazione introduttiva di Luigi Ciotti, un intervento di Roberto Saviano e le testimonianze di Rosi Bindi, Franco Roberti, Andrea Orlando, Pietro Grasso, Ignazio Marino e Nicola Zingaretti, la commissaria per la Giustizia dell’Ue, Martine Reicherts, Stefano Rodotà , Giusi Nicolini, Giovanni Tizian, Daniela Marcone e John Christensen. Inoltre sempre nella giornata di apertura hanno già confermato la loro presenza, tra gli altri, il Segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana mons. Nunzio Galantino, i ministri Giuliano Poletti e Stefania Giannini, il viceministro dell’Interno Filippo Bubbico e il procuratore capo di Roma Giuseppe Pignatone.

Sabato 25 ottobre sono previsti i lavori delle sei aree tematiche suddivise in trenta gruppi di lavoro dove parteciperanno circa 200 relatori.

Domenica 26 ottobre presso Auditorium della Conciliazione plenaria di chiusura con interventi di ospiti internazionali, del Presidente della Camera Laura Boldrini e Giancarlo Caselli a seguire le relazioni finali delle sei aree tematiche, le cui elaborazioni conclusive saranno raccolte nel “Manifesto degli Stati generali dell’antimafia”, con le conclusioni di Luigi Ciotti. 

Contromafie, è un momento di analisi, di lavoro, confronto, partecipazione, progettazione di tutte quelle realtà,che con ruoli e competenze diverse, a titolo diverso in questo paese, ogni giorno, combattono le mafie.
Non sarà un convegno, ma quattro giorni di incontro, studio e conoscenza per dare voce in un momento così delicato a un’Italia che si impegna, che non si arrende e che cerca di mettere insieme competenze, passioni e progetti. Un approfondimento che si sviluppa secondo le sei aree tematiche che ne accompagnano i lavori fin dal 2006: per una parola di libertà e dignità , per un sapere di cittadinanza e responsabilità , per un dovere di informazione e democrazia, per una politica di legalità e trasparenza, per una domanda di giustizia e verità, per una economia di solidarietà e sviluppo. Giovedì 23 ottobre ci sarà un anteprima con GiovaniContromafie http://www.contromafie.it/giovanicontromafie/  presso il quartiere Corviale a Roma e sarà affidata ai giovani che si confronteranno e discuteranno insieme dei temi che animeranno gli Stati generali dell’antimafia. Un incontro a cui parteciperanno tra gli altri il presidente dell’Autorità anticorruzione Raffaele Cantone e il direttore dell’Agenzia nazionale giovani Giacomo D’Arrigo e Luigi Ciotti.

Durante gli Stati Generali dell’Antimafia venerdì sera si svolgeranno spettacoli teatrali mentre sabato 25 ottobre si svolgerà, presso la Casa del Jazz, la Notte Bianca di Contromafie, dalle 19.00 alle 2.00: proiezioni di inchieste, storie, documentari e film che raccontano l’impegno quotidiano per affermare legalità e giustizia nel nostro paese.

http://www.contromafie.it/iscriviti-subito/

Minacce di morte a Don Ciotti da Riina

Il coordinamento di Libera Alessandria ringrazia tutti per i comunicati di solidarietà pervenuti a Luigi e a tutta Libera.

Noi facciamo nostre le parole dell’ufficio di presidenza e ci stringiamo attorno a Don Luigi attraverso il nostro affetto e il nostro impegno, che dobbiamo rinnovare ed intensificare. Insieme, ancora più consapevoli e motivati ad andare avanti.

Sul nostro sito regionale trovate il comunicato dell’ufficio di presidenza:
http://liberapiemonte.it/2014/08/31/minacce-di-riina-a-luigi-ciotti-ispondia…

Chiusura dell’anno sociale di Libera Alessandria. Il bilancio del referente provinciale.

Carissimi soci e amici di Libera Alessandria, il 2013-2014 è stato un anno sociale importante che possiamo dire concluso con successo. Gli obiettivi che ci eravamo posti sono stati raggiunti in larga parte ed il nostro coordinamento si è confermato uno dei più attivi del Piemonte, come numero finale di soci singoli (circa 180), di associazioni e scuole aderenti (25), come partecipanti alla giornata della memoria di Latina (120), come numero di presidi attivi (6), come numero di iniziative dei presidi in collaborazione con le associazioni (davvero tantissime, su tutto il territorio provinciale), come interventi nelle scuole (35), come nuove piattaforme politiche rivolte alle amministrazioni locali (3).
Le aspettative del mondo sociale ed istituzionale verso la rete di Libera provinciale sono ormai elevatissime e ci sono ancora ampi margini per consolidare il radicamento dell’antimafia anche in provincia di Alessandria. Il prossimo sarà tra l’altro l’anno in cui arriverà la sentenza definitiva del processo Albachiara contro la ‘ndrangheta nel basso Piemonte e su questo, qualunque sarà l’esito della sentenza, saremo certamente chiamati in causa, soprattutto a livello mediatico.
L’osservatorio provinciale delle mafie, il PEL 2015 nelle scuole, la riorganizzazione di Libera nel capoluogo (Parcival e presìdi) e soprattutto, dopo anni di attesa, il travagliato trasferimento del bene confiscato di Bosco Marengo dalla gestione comunale a quella della rete di Libera (speriamo avvenga finalmente nell’Autunno 2014!), sono le sfide che ci aspettano per il nuovo anno.
Sfide in cui non saremo soli, ma in cui potremo contare anche sul sostegno di tutta la rete di Libera Piemonte, come anche attestato nell’introduzione del bilancio sociale di Libera Piemonte (in allegato), dalla referente regionale Maria Josè Fava.
Ma per essere pronti a tutto ciò dobbiamo essere ben formati e preparare adeguatamente anche le nuove generazioni dei giovani di Libera. E allora ecco due appuntamenti importanti da segnarsi in agenda, già per la ripresa a settembre:

WE 20-21 settembre 2014, a Ovada, il campus giornalistico Roberto Morrione (vedi programma provvisorio in allegato). Destinato ai giovani di Libera e non solo che vogliono avvicinarsi al giornalismo di inchiesta.

WE 27-28 settembre 2014, primo appuntamento con la Scuola Formatori di Parcival, per iniziare l’anno formandosi e divertendosi assieme. Inizio sabato a Torino con l’assemblea regionale di Libera alla Fabbrica delle E, pernottamento a Casa Acmos sempre a Torino, trasferimento alla domenica alla Caserma Valfrè di Alessandria per l’Open Day Regionale del volontariato. Destinato ai giovani formatori e ai peer educator che interverranno per Libera Alessandria nelle scuole superiori della provincia nel corso dell’anno scolastico 2014-2015.

L’obiettivo principale però è sempre uno: se vogliamo vincere contro le mafie, l’antimafia deve riguardarci tutti, senza deleghe o calcoli di parte.
Dobbiamo stare attenti a non fare il gioco delle mafie. La vera forza delle mafie è fuori dalle mafie, non solo per il rischio di complicità politico-imprenditoriali (che certamente esistono e vanno combattute), ma soprattutto per i tanti, troppi, che ancora si astengono e se ne stanno a guardare dalla finestra per quieto vivere o per convenienza.
O peggio ancora perchè si sono arresi.
 
E allora dedichiamo i risultati di questo anno concluso a tutti coloro (davvero tanti!) che si sono adoperati, ognuno per la sua aliquota di responsabilità ed impegno, a spendersi per una maggiore giustizia sociale nelle nostre città, sapendo mettere da parte visioni settarie ed opportunismi. Luigi ci dice sempre che non è il caso di ringraziarci tra di noi ma, arrivato alla fine del mio secondo mandato, questa volta mi sento di trasgredire volentieri: GRAZIE, GRAZIE DAVVERO, A TUTTI VOI!!!

Una buona Estate e a presto.

Carlo Piccini
referente provinciale
Alessandria, 23 luglio 2014.

La ‘ndrangheta nel basso Piemonte prima (e dopo) le operazioni del 2011

ndrLuglio 2014. Domenico Trimboli, detto Pasquale, inserito nell’elenco dei latitanti più pericolosi e considerato esponente di rilievo della ‘ndrangheta, è stato estradato in Italia dalla Colombia. Dalla Colombia Trimboli coordinava e organizzava la spedizione di ingenti quantitativi di cocaina verso il mercato europeo ed italiano, in favore delle cosche joniche-reggine. Arrestato nel 2013, era latitante dal 2009, dopo essersi sottratto ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Reggio Calabria per traffico di stupefacenti, in seguito all’operazione “Chiosco Grigio” così denominata dal luogo, ad Alessandria, dove abitualmente, alcuni degli indagati si davano appuntamento per discutere dei loro affari illeciti, avrebbe consentito di delineare la struttura di un’organizzazione espressione degli interessi di alcune cosche della Locride. Ne avevamo già parlato QUI un anno fa.

Il successo registrato dalle forze di polizia è arrivato, avevano spiegato le Questure di Alessandria e Reggio Calabria nell’aprile 2013, grazie al “lavoro di squadra degli investigatori appartenenti a diversi Uffici della Polizia di Stato (centrali e delle Squadre Mobili di Reggio Calabria ed Alessandria) e della sapiente opera di coordinamento puntualmente svolta dalla Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, nelle persone del Procuratore Capo Cafiero De Raho e dei magistrati titolari delle indagini Nicola Gratteri e Paolo Sirleo.

L’operazione denominata “Chiosco Grigio” del 2009, è la prima vera operazione antimafia che ha rivelato la presenza della ‘ndrangheta nel Basso Piemonte e toccato direttamente “famiglie” mafiose  (le ‘ndrine) residenti nel nostro territorio, anticipando le più famose “Crimine-Infinito” in Lombardia nel 2010, quindi “Minotauro” e “Albachiara” in Piemonte nel 2011. E non bisogna poi dimenticare le dichiarazioni del pentito di ‘ndrangheta Rocco Varacalli nel novembre 2012, sentito nell’aula bunker delle Vallette a Torino per testimoniare al maxi processo Minotauro contro la ‘ndrangheta del Torinese.

Varacalli, considerato uno dei testi chiave dall’accusa, aveva raccontando che anche ad Alessandria c’era un “Locale” della ‘ndrangheta attivo già da prima delle Olimpiadi del 2006, anno in cui egli cominciò a collaborare. Varacalli aveva spiegato che il “locale” di Alessandria fu aperto dalla cosca di Natile di Careri, in Calabria, così come quello di Torino, di cui lui faceva parte, e quelli in Australia. Aveva anche detto che per aprire un “locale” «servono non meno di 49 uomini, tutti ‘ndranghetisti» e che «la dote di Santa (uno dei gradi interni dell’organizzazione mafiosa – n.d.a.) era stata voluta non solo per essere riconosciuta dalla ‘ndrangheta ma anche dalla massoneria: chi ha la Santa può avere rapporti con giudici, preti, professionisti, sindaci, e così via, che fanno parte della massoneria». Così Varacalli nel novembre 2012.

Ma a partire dal 2012 sul territorio Piemontese sono seguite molte altre operazioni, arresti, sequestri, Comuni commissariati per mafia, condanne ed interdittive anche a carico di aziende controllate soprattutto dalla ‘ndrangheta. E se ne delineano di nuove, soprattutto sul fronte delle grandi opere. Del resto si sta ormai concretizzando anche da noi il concetto che “la vera forza delle mafie è fuori dalle mafie”.

Il passaggio dal traffico di stupefacenti di “Chiosco Grigio” del 2009, all’operazione “San Michele” del 2014 legata agli appalti della Torino-Lione (vedi articolo su Libera Piemonte), come anche i recenti sviluppi sui fronti Expo, Mose e Terzo Valico, sempre più rappresentano questa saldatura possibile tra il riciclaggio di capitali illeciti delle mafie originarie del Sud e gli interessi delle collusioni paramafiose qui al Nord.

Carlo Piccini.

Confermato: le mafie fanno affari anche a Valenza

Per anni si è sempre parlato di mafie al Sud. Da qualche anno si parla di mafie al Nord, di mafie in Piemonte, a Torino, ad Alessandria e oggi si parla di mafie a Valenza.
 La notizia l’ha data il quotidiano La Stampa (vedi allegato).

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Si vuole pensare che la criminalità organizzata non ci tocchi direttamente ma abbiamo avuto la smentita: una ditta orafa di Valenza è in amministrazione giudiziaria perché controllata da alcuni soggetti affiliati a Cosa Nostra.
 Neanche la città dell’oro è immune. Nessuno è esente dai tentativi di colonizzazione mafiosa.
 Come presidio di Libera ribadiamo il nostro impegno ancora più forte per cercare di fermare questa metastasi che sta coinvolgendo anche la nostra città. Bisogna tenere le antenne dritte e reagire fin da subito, questo è quello che chiediamo a tutti i cittadini di Valenza.
 
 Presidio di Libera Nunziante Scibelli di Valenza

COMUNICATO STAMPA DI LIBERA ALESSANDRIA SULL’OCCUPAZIONE DI VIA VERONA

L’assemblea provinciale di Libera Alessandria, si è riunita in Valenza il 6 Giugno 2014 per dare corpo agli obiettivi della campagna nazionale “Miseria Ladra”, proposta da Libera e Gruppo Abele, per il contrasto alla povertà dilagante ed allo sfruttamento. Alcune famiglie con minori, rimaste senza un tetto, il 1 giugno scorso, aiutate dalle ragazze e dai ragazzi della Rete per la Casa, hanno occupato la vecchia sede dismessa della Guardia di Finanza di via Verona 7 ad Alessandria. Una proprietà pubblica in buone condizioni, vuota e disabitata. Crediamo fortemente che lo Stato democratico sia l’insieme inscindibile di due elementi complementari: le Istituzioni e i Cittadini, che devono operare in reciproca sussidiarietà. Per questo, in una emergenza abitativa sempre più drammatica, siamo pienamente d’accordo che se Istituzioni distratte non riescono a “censire” dignitosamente gli spazi pubblici vuoti, allora sì! Che lo facciano i Cittadini. L’associazione Libera da quasi vent’anni ha fatto della Legalità non uno slogan, ma un pre-requisito che va declinato in tutti i suoi significati. Non può esserci Legalità senza uguaglianza! Non possiamo lottare contro le mafie senza politiche sociali, diffusione dei diritti e dei posti di lavoro, senza opportunità per le persone più deboli, per i migranti, per i poveri. Legalità sono i gruppi, le reti e le associazioni che si spendono ogni giorno per questo. Legalità è la nostra Costituzione: il più formidabile dei testi antimafia. Le mafie e ciò che le alimenta – l’illegalità, la corruzione, gli abusi di potere – si sconfiggono solo costruendo una società più giusta e fondata sui diritti, tagliando l’erba sotto i piedi alla mafiosità diffusa ed alla cultura dello scambio di favori. Legalità è speranza. E la speranza si chiama “noi”. La speranza è avere più coraggio. Il “coraggio ordinario” a cui siamo tutti chiamati: quello di rispondere alla propria coscienza e di non girarsi dall’altra parte. Non può esistere giustizia solo per alcuni e assenza di dignità per altri. Non può esistere una legalità ingiusta. Le Istituzioni, in cui continuiamo a credere, si attivino per risolvere il dramma di queste famiglie, si assumano le loro responsabilità fino ad individuare eventuali negligenze politicoamministrative, nel caso rimuovendo i responsabili di questa situazione indegna di uno Stato democratico di cui vogliamo essere parte non solo civile, ma responsabile. Nella ferma convinzione che debba evitarsi ogni degenerazione, ci uniamo quindi come associazione e come singoli Cittadini alla richiesta che le famiglie occupanti e i loro figli non vengano sgomberate forzosamente, ma aiutate a stabilizzare al più presto la loro posizione, nella speranza di un rapido ripristino della dignità delle persone, dei loro diritti e della Legalità più giusta.
Valenza, 6 giugno 2014.

MISERIA LADRA

La campagna nazionale di Libera  e Gruppo Abele contro la povertà, Venerdì 6 giugno a Valenza con Leopoldo Grosso.

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Quasi un italiano su quattro è costretto a vivere in una condizione in cui la  dignità umana viene calpestata. L’Italia è in Europa il paese meno sicuro per un  minore. Il 32,3% di chi ha meno di 18 anni è a rischio povertà.
723 mila minorenni italiani vivono già in condizione di povertà assoluta. È questo un  dato intollerabile che dovrebbe farci indignare tutti e tutte. Le diseguaglianze continuano a crescere, con differenze territoriali che ripropongono la questione  meridionale come uno dei temi sui quali intervenire urgentemente. Il sud infatti  risulta drammaticamente più colpito ed impoverito dalla crisi. La disoccupazione  nazionale oltre il 12%, nel mezzogiorno è nettamente superiore. Tra i 15/24 anni  che cercano lavoro al sud, la disoccupazione è superiore al 41%. Le famiglie italiane si sono enormemente impoverite. Oltre il 60% delle famiglie ha ridotto  la quantità e la qualità della propria spesa alimentare, mentre aumentano i casi  di disoccupati e anziani costretti a rubare per mangiare. Più di due milioni  sono i cosiddetti Neet, giovani così scoraggiati dalla situazione che non  studiano, non cercano più lavoro e non sono nemmeno coinvolti in attività formative. Aumentano enormemente la precarietà e lo sfruttamento sul lavoro,  sino a raggiungere pratiche di neoschiavismo nei confronti dei lavoratori  migranti e non, sia al sud che al nord del paese. Si rafforza il controllo dei  clan malavitosi su molte attività economiche in crisi, costrette a “rivolgersi”  ai prestiti dei mafiosi. Così come sono in drammatica crescita i crimini contro  l’ambiente. Sono oltre 93,5 al giorno quelli denunciati che certificano  l’aumento dell’impatto e dell’influenza delle ecomafie e che distruggono la  nostra vera ricchezza: territori, beni comuni e biodiversità. Di questo e di  altro parleremo Venerdì 6 giugno a Valenza (AL), alle ore 21, con il  vicepresidente del Gruppo Abele, Leopoldo Grosso, nell’ambito dell’Assemblea  Provinciale di Libera Alessandria.